Aiuuuuuutooooo! Veggo due papi e il “ministero allargato”: veggo il papa del “Partito del sale della terra” e … ?! Ahò, ma l’altro papa, si può sapere di che “partito” è ??? (Svegliatemi e ditemi che è un sogno! Ah , come dice? E’ la dura realtà? …)

PAPA A CASTELGANDOLFO, ORA INCONTRO
” Soprattutto dell’inizio di esso nel conclave dell’aprile del 2005, dal quale Joseph Ratzinger, dopo una delle elezioni più brevi della storia della Chiesa, uscì eletto dopo solo quattro scrutini a seguito di una drammatica lotta tra il cosiddetto “Partito del sale della terra” (“Salt of Earth Party”) intorno ai cardinali López Trujíllo, Ruini, Herranz, Rouco Varela o Medina e il cosiddetto “Gruppo di San Gallo” intorno ai cardinali Danneels, Martini, Silvestrini o Murphy-O’Connor; gruppo che, di recente, lo stesso cardinal Danneels di Bruxelles in modo divertito ha definito come “una specie di mafia-club”. L’elezione era certamente l’esito anche di uno scontro, la cui chiave quasi aveva fornito lo stesso Ratzinger da cardinale decano, nella storica omelia del 18 aprile 2005 in San Pietro; e precisamente lì dove a “una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie” aveva contrapposto un’altra misura: “il Figlio di Dio e vero uomo” come “la misura del vero umanesimo”. 

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“La parola chiave di quella Dichiarazione è munus petrinum, tradotto – come accade il più delle volte – con “ministero petrino”. E tuttavia, munus, in latino, ha una molteplicità di significati: può voler dire servizio, compito, guida o dono, persino prodigio. Prima e dopo le sue dimissioni Benedetto ha inteso e intende il suo compito come partecipazione a un tale “ministero petrino”. Egli ha lasciato il Soglio pontificio e tuttavia, con il passo dell’11 febbraio 2013, non ha affatto abbandonato questo ministero. Egli ha invece integrato l’ufficio personale con una dimensione collegiale e sinodale, quasi un ministero in comune, come se con questo volesse ribadire ancora una volta l’invito contenuto in quel motto che …”

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de facto un ministero allargato – con un membro attivo e un membro contemplativo. Per questo Benedetto XVI non ha rinunciato né al suo nome, né alla talare bianca. Per questo l’appellativo corretto con il quale rivolgerglisi ancora oggi è “Santità”; e per questo, inoltre, egli non si è ritirato in un monastero isolato, ma all’interno del Vaticano – come se avesse fatto solo un passo di lato per fare spazio al suo successore e a una nuova tappa nella storia del papato che egli, con quel passo, ha arricchito con la “centrale” della sua preghiera e della sua compassione posta nei Giardini vaticani.”

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Veggo che qualche cosa non va …

Unioni civili: la sconfitta è dei vescovi e del papa del “Chi sono io per giudicare“. La sconfitta è della gerarchia che non ha denunciato e non ha combattuto e che non si è “doverosamente opposta in forma chiara ed incisiva“. I fedeli che si sono pubblicamente opposti in ogni forma non hanno perso! CHIARO? Prendetevi le responsabilità (e soprattutto pigliatevi vergogna!).

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Unioni civili: la sconfitta è dei vescovi e del papa del “Chi sono io per giudicare“. La sconfitta è della gerarchia che non ha denunciato e non ha combattuto e che non si è “doverosamente opposta in forma chiara ed incisiva“. I fedeli che si sono pubblicamente opposti in ogni forma non hanno perso! CHIARO? Prendetevi le responsabilità (e soprattutto pigliatevi vergogna!).

Quando la gente è scesa in piazza voi dove eravate?

In troppi vi siete (colpevolmente) dimenticati di questo documento della Congregazione per la Dottrina della Fede:

CONSIDERAZIONI CIRCA I PROGETTI DI RICONOSCIMENTO LEGALE DELLE UNIONI TRA PERSONE OMOSESSUALI

“In presenza del riconoscimento legale delle unioni omosessuali, oppure dell’equiparazione legale delle medesime al matrimonio con accesso ai diritti che sono propri di quest’ultimo, è doveroso opporsi in forma chiara e incisiva.”

Approvate le cosiddette “unioni civili”. Nel silenzio e nella mancanza di azioni concrete di “pezzi grossi” dell’episcopato cattolico.

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Approvate le cosiddette “unioni civili”. Nel silenzio e nella mancanza di azioni concrete di “pezzi grossi” dell’episcopato cattolico. Chi ha voluto fare la sua parte l’ha fatta e chi non l’ha voluta fare non l’ha fatta.
E’ finita la “eccezione italiana”.
Signore, ricordati quando sarà il momento, di quelli che hanno complicemente taciuto e di quelli che era in loro potere e non hanno mosso un dito nè messo in atto azioni concrete.

 

La Chiesa dei guadagni (sprechi) a perdere. Spende tre milioni di euro per il padiglione expo e ne incassa dalle offerte per le visite appena centotrentaduemila. E al padiglione non c’era nè Messa, nè Confessionali e nè una Croce. Ora i dollari ricavati andranno giustamente in beneficenza. Domanda: perchè non si sono donati i tre milioni di euro direttamente, senza costruire quell’obbrobrio, facendo 22 volte beneficena in più? Ma sta “Chiesa povera per i poveri” dove sta?

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Il padiglione horror

Sul padiglione all’expo già scrissi. Opera di “facciata” a valore zero in evangelizzazione.
Ora su un sito vengo a sapere che : “I fondi raccolti all’interno del padiglione della Santa Sede a EXPO Milano 2015 sono stati destinati, come ha indicato il Papa, al progetto «Promoting job opportunities for displaced Iraqis in Jordan», che sarà realizzato dalla Caritas Giordania presso il Centro di Santa Maria della Pace di Amman. La cifra destinata all’iniziativa, informa un comunicato del Pontificio consiglio Cor unum, è di 150 mila dollari, offerti liberamente dai numerosi visitatori del padiglione della Santa Sede a EXPO Milano 2015.Link

Mi chiedo spontaneamente: si fanno i guadagni a perdere? Quei soldi per quel “padiglione”, per come concepito NON si dovevano spendere, già lo dissi.
Ora la conferma: sono stati buttati via tre milioni con cui si potevano aiutare i poveri, a fronte di un incasso di soli 132 mila euro (tanto i 150000 dollari al cambio di oggi, arrotandati per notevole eccesso). Cioè si è potuto fare 22 volte in meno opera di elemosina, beneficenza!

Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!” (Matteo 18,7)

 per il dilagare dell’iniquità, l’amore di molti si raffredderà”  (Matteo 24,12)

La “barca senza timone” continua la sua deriva.
Poi fanno la pubblicità con il pretino per il 5 per mille e l 8 per mille …

Sarete severamente giudicati!

 

Cosa ti è successo Europa …?” – Ha smarrito Dio e dimenticato le radici cristiane. E bisognerebbe dirlo, piuttosto che fingere di interrogarsi …

Il papa si interroga: “Cosa ti è successo Europa …“. Eppure dovrebbe saperlo …
L’Europa è ormai in completa fase di scristianizzazione. San Giovanni Paolo II chiese che nella Costituzione Europea fossero menzionate (e soprattutto rispettate!) quelle “radici cristiane” che sono stato lievito e fermento degli uomini europei. Non fu accontentato (e sarei curioso di sapere se ciò lei lo ignora, lo dimentica o, addirittura, lo tace …) .
Eppure San Giovanni Paolo II ha scritto la Ecclesia in Europa (link) e non ha taciuto su certe aberrazioni …

Oggi l’Europa è completamente scristianizzata e laicizzata (o non la informano del numero delle Chiese che vengono chiuse e vendute?), basti pensare alle leggi favorevoli all’aborto, all’eutanasia (addirittura ai bambini), ai matrimoni omosessuali e relative adozioni, utero in affitto, manipolazioni genetiche, e molto altro ancora. Ciò è quanto di più anticristiano possa esservi.
Passando al lato sociale, dal punto di vista della “dottrina sociale” della Chiesa, la precarietà dei lavoratori e le delocalizzazioni creano povertà e incertezza, in nome del dio DENARO e del dio PROFITTO e del dio MERCATO.

I valori dell’Europa ormai scristianizzata e laicizzata sono:

1 I SOLDI, il dio DENARO !
2 I SOLDI ANCORA
3 ANCORA I SOLDI
4 I SOLDI (E’ un dio “Quat-trino)
5 Una falsa LIBERTA’ in cui in nome della “laicità”  tutto sembra lecito e tutto morale, basta che lo voglia la maggioranza e la politica, il tutto sotto la guida della tecnocrazia.

Allo stato attuale questa è l’Europa.
Bene caro Papa, ho sciolto i suoi interrogativi, magari se la prossima volta glielo vuole dire, glielo volesse ricordare che esistono leggi morali di Diritto Divino imprescindibili … non sarebbe mai troppo tardi …

(Ahhh.zzz mi dimenticavo, purtroppo per lei non esistono valori “non negoziabili”.  E vabbuo’, sarà per la prossima volta, o per il prossimo Papa …)
Eppure io “sogno” ancora, e soprattutto, una Europa CRISTIANA!
(Fortunatamente, almeno fino ad oggi, a dire la parola cristiano e cristianesimo non si buscano mazzate. Non mi spiego perciò il fatto per cui di tale parola LEI ne fa cosi poco uso, quasi che dire “cristiano” e “cristianesimo” fosse una bestemmia… ; ma forse è il rispetto per la “laicità” che è arrivato fino in alto.  Io personalmente preferisco il rispetto per il Signore Gesù Cristo, e il dovere di evangelizzare, opportune et importune! Gli altri si dispiacciono o mi lapidino, ma non ho tema a dire “cristiano” nè a dire “cristianesimo“! Non dovrebbe averlo soprattutto LEI)

P.S. E’ curioso il fatto che lei Santità spesso si scagli contro la “Chiesa autoreferenziale“, mentre nel suo discorso si autocita (Evangelii gaudium) per ben quattro volte …
E’ curioso altresi che lei nel suo discorso citi -oltre se stesso per ben quattro volte- politici, filosofi e teologi, mentre il Signore Gesu Cristo e la sua Parola hanno meritato solo una, dico una, breve citazione. Eppure lo ha detto lei che la Chiesa deve essere “Missionaria e non autoreferenziale“.
Io dal mio, mi sembra di osservare solo una “Chiesa incidentata“, sigh!

Can. 212
§2. I fedeli hanno il diritto di manifestare ai Pastori della Chiesa le proprie necessità, soprattutto spirituali, e i propri desideri.

§3. In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, essi hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli, salva restando l’integrità della fede e dei costumi e il rispetto verso i Pastori, tenendo inoltre presente l’utilità comune e la dignità della persona.

Santa caterina da Siena

Misericordia? Insegnare agli ignoranti; Consigliare i dubbiosi; Ammonire i peccatori …

Inferno
L’inferno esiste !

“1) Insegnare agli ignoranti

Consiste nell’insegnare all’ignorante le cose che non sa: anche in materia religiosa. È un insegnamento che può avvenire attraverso scritti o con parole, con qualunque mezzo di comunicazione o a voce.

Come dice il libro di Daniele, “coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre” (Dn 12, 3).

2) Consigliare i dubbiosi

Uno dei doni dello Spirito Santo è il dono del consiglio. Per questo colui che vuol dare un buon consiglio deve (Imperativo), prima di ogni cosa, essere in sintonia con Dio, perché non si tratta di dare opinioni personali, ma di consigliare bene chi ha bisogno di una guida.

3) Ammonire i peccatori

Quest’opera di misericordia si riferisce soprattutto al peccato. Infatti, quest’opera si può formulare in un’altro modo: correggere colui che si sbaglia.

La correzione fraterna è spiegata proprio da Gesù nel vangelo di Matteo: “Se il tuo fratello commette una colpa, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà avrai guadagnato il tuo fratello” (Mt 18, 15).

Dobbiamo correggere il nostro prossimo con mansuetudine e umiltà. Spesso sarà difficile farlo, ma in questi casi possiamo ricordare ciò che dice l’apostolo Giacomo alla fine della sua lettera: “Chi riconduce un peccatore dalla sua via di errore, salverà la sua anima dalla morte e coprirà una moltitudine di peccati” (Gc 5, 20).”

Io da questo ne conseguo che il peccato e l’errore (non il peccatore e l’errante) e le loro vie funeste che possono condurre all’Inferno in caso di impenitenza, vanno costantemente additati e chiamati come tali, e che è “Opera di Misericordia” ricordare (magari anche a chi ne fosse dubbioso, o peggio, dimentico della Dottrina) che esiste l’Inferno e che certe condotte ci portano ad esso.
Misericordia è tenere in conto innanzitutto noi stessi e poi il nostro prossimo (Si, non scandalizzatevi, Santa Caterina da Siena insegnava, e quell’insegnamento è ancora valido, che se non amiamo prima noi stessi e non abbiamo cura della nostra anima, come possiamo amare il prossimo e curarci di lui? Siamo noi il nostro primo “prossimo”. Ovviamente si parla di quell'”Amore” che è “Carità”, non dell’amor proprio nè di quel finto buonismo che è il falso amore di chi dice “ognuno faccia come vuole”, che è l’equivalente di “a me che me ne frega” …).
Quindi in ogni occasione “opportune et importune” comportiamoci da buoni cattolici pur a costo di “Star sui coglioni a tutti come sono stati i profeti innanzi e dopo Cristo. Rendersi antipatici noiosi odiosi insopportabili a tutti quelli che non vogliono aprire gli occhi sulla luce. E splendenti e attraenti solo per quelli che hanno Grazia Sufficiente da gustare altri valori che non siano quelli del mondo”. (Mi auguri mi si perdonerà l’aver riportato il “francesismo” della citazione di don Milani) .