Sogni notturni pazzi: dalle “tende da luna” ai ricordi da bambino, passando per proverbi e frasi bibliche.

L’attività onirica notturna certe volte al risveglio mi lascia basito! Eppure migliora ancora di più il mio solito ottimo umore.
Questo è il folle sogno di questa notte:

sono fuori al balcone, al chiaro della luna piena, a fumare una sigaretta seduto sulla sdraio. All’improvviso, facendomi sobbalzare dallo spavento, mi compare davanti una persona vestita in modo strambo, alla steampunk, con un pantalone grigio, giacca grigia, camicia bianca con ascot grigio, occhialini tondi montatura oro e vetri nero fumè, cappello a tesa molto larga sul davanti.

Meravigliato, quasi impaurito gli chiedo:

lei chi è? Che fa qui?

Lo strano tizio non risponde alla mia domanda, e incomincia a raccontare di quando era ragazzo: dice che si sentiva, in periodi altalenanti, di umore variabile, con pensieri strani, incoerenti, e comportamenti notturni insoliti. Per questo fatto, i genitori, lo avevano fatto visitare da molti medici, luminari della medicina, ma fatte le opportune analisi e i dovuti accertamenti, nessuno di questi medici aveva saputo fare una diagnosi di malattia né di conseguenza aveva potuto dargli una cura. Questa cosa lo aveva risoluto a studiare medicina, e laurearsi come medico.

Io l’ho interrotto nel racconto e gli ho chiesto:

ora come si sente, sta bene?

Lui ha risposto:

sto perfettamente, mi sento una meraviglia

lo strambo tizio del sogno ha poi proseguito dicendo:

lei, da come sono vestito, penserà che sono matto! Invece mi vesto cosi per proteggermi dai raggi lunari. Prima lei non mi ha fatto terminare di parlare, mi ha interrotto con la sua domanda sul mio stato di salute. Le ho risposto che sto benissimo, ed è vero! Non mi ha però dato il tempo di spiegarle come ho trovato la mia malattia e la conseguente cura.
Ora la ragguaglio bene. Dopo avere consultato da ragazzo molti medici senza nessun risultato positivo, ho fatto di necessità virtù e ho messo in atto il famoso proverbio “
medico, cura te stesso“. Laureatomi medico, dopo approfonditi studi e ricerche su me stesso, sono arrivato a formulare la diagnosi della mia malattia: SELENEPATIA !
Non posso espormi ai raggi della luna piena!
Poi mi sono dato una missione nella vita e ho cambiato mestiere!

Ho interrotto di nuovo il tizio e, abbastanza alterato gli ho detto:

lei mi racconta di essere medico e della sua malattia, di aver poi cambiato mestiere, ma a me cosa interessa? Ora mi interessa solo che lei si è intrufolato di notte sul mio balcone facendomi prendere uno spavento. Cosa è venuto a fare qui? Cosa vuole da me?

Lo strambo tizio ha risposto in modo garbato, ma risentito:

Non sia ingrato, sono venuto per il suo bene, preoccupato per la sua salute. Non è cosa assolutamente buona esporsi ai raggi della luna piena, potrebbe ammalarsi anche lei di SELENEPATIA e, le assicuro, non è affatto una cosa piacevole!

Allora, tra l’incredulo l’arrabbiato e il divertito ho detto al tizio:

e che dovrei fare, mettermi sulla sdraio a fumare, vestito come lei, tutto di grigio, con cappellone a tesa larga e occhialini scuri per evitare di ammalarmi di questa SELENEPATIA di cui lei va cianciando? Non ne ho nessuna intenzione!

Il tipo strambo allora si è innervosito anche lui:

ma lei crede davvero che io sia matto e vada di notte, vestito cosi, a importunare la gente? Io nelle notti di luna piena non esco assolutamente di casa, per non ammalarmi di nuovo! Il passato plenilunio sono stato costretto ad uscire di casa -vestendomi cosi per proteggermi dai raggi lunari- e l’ho notata pericolosamente esposto ai raggi della luna piena. Ho ripensato preoccupato a lei, e per compiere una buona azione nei suoi confronti, oggi nuovo plenilunio, sono venuto a informarla dei seri rischi della SELENEPATIA !

Poi ha ripreso, in tono calmo:

E’ vero, sono nel torto per essermi intrufolato sul suo balcone, ma lei mi sta maltrattando, è insensibile alle buone azioni! Io sono venuto a darle un semplice consiglio: metta sul suo balcone delle “TENDE DA LUNA !” Buonanotte!

Il tizio strambo fa per andare via, poi si rigira verso di me, mi allunga un bigliettino da visita che estrae dal taschino della giacca e, con voce suadente mi sussurra:

sono l’unico installatore, qualificato e certificato, delle migliori e uniche TENDE DA LUNA che possano esserci sul mercato! Lei mi è davvero simpatico, si rivolga a me, le farò un prezzo di vero favore!

Poi il tizio è scomparso, e nel sognosi sa come sono i sogni- mi ritrovo che è mattina. Parlo della cosa con mio figlio e lui sorridendo mi dice:

papà, noi abbiamo bisogno di tende da sole per il nostro assolato balcone, già ne parlammo anche con gli altri condomini, ma non se ne fece niente perché costavano troppo e non si trovò un accordo. Sii opportunista, chiama questo tizio, assecondalo nella sua eccentricità. Lui le tende da sole, le chiama “tende da luna“? Che ti importa, se ci fa davvero un prezzo di favore
noi ci guadagniamo le tende che ci riparano dal sole forte; che lui poi le chiami “tende da luna” conta poco!

Penso, perdincibacco, mi figlio ha ragione! Tiro fuori dalla tasca il bigliettino, su cui c’è solo un indirizzo, che mi è anche sconosciuto, niente altro. Cerco su internet, e stampo il percorso, poiché non ho il navigatore. Scendo giù, monto in auto e mi precipito all’indirizzo del tizio. Non è un negozio ma una bella villa, in una elegante e curata zona collinare, un posto molto signorile, suppongo per persone di elevato livello economico. Alquanto perplesso e indeciso, mi faccio coraggio e busso al citofono. Risponde il tizio stesso, e dopo pochi secondi me lo ritrovo al cancello, stavolta vestito da persona “normale“, molto diverso dall’aspetto travisato che aveva durante la notte. L’uomo veste in modo giovanile, molto curato e dalle tinte ben abbinate; è persona di bell’aspetto, è sorridente e gioviale. Mi riconosce subito, si scusa cordialmente, più volte, per l’intrusione notturna sul mio balcone.
Poi si presenta:

Lupus Hominarius de’ Licantropus; al suo servizio! Sono felicissimo che lei sia venuto qui da me!

Alquanto sbigottito, mi presento anche io. Terminati i convenevoli, mi fa entrare e passando per un lungo viale, al centro di un curato e raffinato giardino, ricco di ogni genere di vegetazione, giungiamo alla villa. Mi porta al primo piano, la scala è molto lunga. Entriamo in un ampio locale, dal soffitto alto almeno il doppio di quello delle comuni case. E’ un curatissimo laboratorio, perfettamente illuminato da ampie vetrate esposte a sud; ci sono molti mobiletti vetrina con tantissimi gomitoli di filo, ordinati in modo sistematico per intensità di colore, in una infinità di sottili sfumature. All’intensa luce delle ampie vetrate, cinque ragazze lavorano su dei telai a mano, intente a tessere delle stoffe.

Il signor Lupus Hominarius de’ Licantropus mi porta da loro e esclama:

queste ragazze intente alla tessitura delle stoffe delle mie tende da luna sono le mie cinque figlie. Hanno perfetta maestria nel loro lavoro; sono loro che scelgono i colori e decidono la foggia finale che assumerà il tessuto della tenda. Perdoni l’immodestia, ma le tende da luna che loro tessono sono uniche al mondo: per la bellezza della loro foggia , la qualità e la leggerezza del tessuto, unite all’estrema resistenza e durevolezza !

Le ragazze si alzano, mi salutano sorridenti, facendo una riverenza alla vecchia maniera, e si presentano dicendo ognuna il proprio nome; poi chiedendo “permesso” ritornano al loro lavoro. Mi complimento col signor Lupus per la buona educazione delle figlie (la riverenza non si vede più nemmeno nei film d’epoca, e la gente comune ne ha perso addirittura il ricordo).
Il signor Lupus ringrazia e mi chiede di seguirlo; mi porta in un altro ampio locale ben illuminato da ampie vetrate -dove troneggia al centro un grosso banco da lavoro con attrezzi particolari che non ho mai visto, e del materiale perfettamente conservato su scaffali ordinatissimi e pulitissimi – e mi dice:

in questo locale lavoro io solo, è il mio laboratorio. Qui invento, e produco in modo artigianale, tutti i meccanismi di apertura e chiusura delle tende, gli ingranaggi le sospensioni e qualsiasi altro accessorio che con esse abbia a che fare. Ora mi segua nella prossima stanza, le mostro il prodotto finito. Perdoni di nuovo l’immodestia, resterà sicuramente meravigliato!

Seguo il signor Lupus e entro in un altro ampissimo, sconfinato direi, salone senza finestre dove è assente la luce naturale,

ad illuminarlo c’è appeso all’alto soffitto un enorme lampadario che riproduce perfettamente la luna piena e la sua luce.

Stramberia dell’illuminazione a parte, rimango davvero allibito! Alla faccia dell’immodestia, le tende “da luna” esposte in questo salone sono davvero “meravigliose! Resto incantato, davvero senza parole, alla vista di tanta bellezza. Tende dai colori e dai motivi mai visto, altro che comuni tende da sole (o “da luna”), sembrano -sono!- dei damaschi pregiatissimi!

Il signor Lupus esclama:

meravigliato vero? Tocchi le tende, apprezzi la loro leggerezza, la finezza della stoffa, la morbidezza al tatto! Tiri il tessuto, provi a strapparlo, a romperlo! Non si faccia remore, faccia quanto le dico.

Faccio quanto dice Lupus, tocco la stoffa, è morbidissima, leggerissima, quasi impalpabile, dona una piacevolissima sensazione al tatto! Il signor Lupus mi invita di nuovo a provare a strapparla. Ci provo, con tutte le mie forze: è resistentissima, inintaccabile. Lupus mi porge un punteruolo, che tira fuori dalla tasca, invitandomi a provare a forarle con questo. Niente, pur se leggerissima, la stoffa è impenetrabile.
Lupus mi guarda sornione, sorridente, è evidente ai suoi occhi che sono meravigliato, ammaliato da queste sue “meravigliose” tende .
Poi mi invita a provare a pensare di chiuderle. Lo faccio e, “meraviglia“, si chiudono al solo pensiero; penso di aprirle e, “meraviglia“, le tende si aprono.

Lupus mi domanda:

allora, ha scelto il modello? quale motivo e colore preferisce?

Io sono praticamente imbambolato, poi mi riprendo dallo stupore e rispondo:

Signor Lupus, io sono sbalordito da tanta bellezza e qualità, oltretutto l’apertura/chiusura delle tende con la sola forza del pensiero è puramente geniale, non riesco a immaginare come abbia fatto! I rulli che avvolgono la tenda sono sottili come stuzzicadenti eppure resistentissimi, il materiale di cui sono fatti sembra metallo prezioso, non ho idea cosa sia. Le sue meravigliose tende non le ho mai viste da nessuna parte e credo di capirne il perché. Lei certamente le produce per una ristrettissima élite di persone facoltosissime e potenti: capi di stato, regnanti, sceicchi, proprietari di multinazionali! Io, sicuramente, non appartengo a nessuna di queste categorie, sono certo che hanno un prezzo che è assolutamente fuori, e di molto, dalla mia portata e quindi…

Il signor Lupus mi interrompe, bruscamente:

scusi se la interrompo! Io sono un uomo di parola, le ho detto che lei mi è simpatico e le avrei fatto un prezzo di favore. Visto che ci siamo il prezzo glielo dico anche subito, cosi la sollevo da questo suo imbarazzo. Le mie “tende da luna” a lei costeranno solo un invito a pranzo a casa sua, per me e i miei familiari! Glielo ripeto, lei mi è davvero simpatico, e voglio farle questa azione. Spero vivamente che lei accetti!

Resto meravigliato da questa strepitosa offerta, poi mi faccio coraggio e espongo un altro problema al signor Lupus:

guardi Lupus, per me, accetto la sua offerta immediatamente, entusiasta e riconoscente, ma vivo in un condominio con altre tre famiglie. Lei come si regolerebbe coi miei condomini? Dobbiamo metterle tutte insieme, di uguale colore o niente, sa come funzionano i condomini, l’uniformità, l’estetica del palazzo…

Lupus imperturbabile risponde:

sempre al prezzo di quell’unico invito a pranzo a casa sua, fornisco le tende per tutto il condominio. Glielo ripeto, lei mi è davvero simpatico, merita questa azione!

Di slancio accetto, ringraziandolo, non mi pare vero! Delle tende uniche al mondo per quattro appartamenti, al prezzo di un invito a pranzo. E’ incredibile!
Lupus il giorno dopo stesso installa a tutti gli appartamenti del condominio le sue “tende da luna“; i miei condomini sono sbalorditi, felicissimi; queste tende sono davvero meravigliose nell’aspetto e nel sistema di funzionamento; schermano e proteggono dal sole (o “dalla luna”…) che è una “meraviglia“. Siamo tutti euforici. per quanto accade.
Mantengo la parola anche io e faccio la mia parte per quanto pattuito. Di domenica ricevo a pranzo Lupus con la moglie e le cinque figlie.

Sempre nel sogno, quasi un mese dopo che sono state installate le “tende da luna“, mentre a cena sto parlando del più e del meno con mia moglie e i miei figli, loro introducono l’argomento “tende da luna” e mi dicono:

sai, è stata una gran fortuna aver conosciuto il signor Lupus. Da quando abbiamo le sue “tende da luna“, ci sentiamo molto meglio! Il nostro umore è migliorato, non abbiamo più quei strani periodici sbalzi, e non abbiamo più quei periodici risvegli notturni che ci davano cosi fastidio…

Non esageriamo con l’eccentricità rispondo io un poco stranito. Poi mi ricordo che ho finito le sigarette. Vado a comprarle; mentre scendo le scale di casa è tutto un vociare: al portoncino d’ingresso del palazzo tutti i miei condomini sono riuniti a chiacchierare intensamente. Incuriosito della cosa insolita chiedo:

buonasera gente, di cosa si chiacchiera cosi intensamente?

Loro come un coro, all’unisono, rispondono:

parliamo del fatto che da quando abbiamo le “tende da luna” del signor Lupus, ci sentiamo tutti meglio. Niente più umore variabile, né strani comportamenti notturni…

A udire questo “coro“, mi sono svegliato di soprassalto.
Al pensiero del sogno fatto, in mattinata, ho sorriso spesso, mi metteva allegria, mi faceva sentire euforico. Mi si è anche suscitato un ricordo: da bambino, col l’amico dirimpettaio di balcone, passavamo spesso serate intere sul balcone al chiarore della luna, anche se non avevamo le “tende da luna“. Quelli da bambini, son sempre bei ricordi!
Quanto poi la storia delle

tende da luna

è fantastica …

Il buon consiglio del profeta Daniele: “accetta il mio consiglio: sconta i tuoi peccati con l’elemosina e le tue iniquità con atti di misericordia verso gli afflitti, perché tu possa godere lunga prosperità“.

accetta il mio consiglio: sconta i tuoi peccati con l’elemosina e le tue iniquità con atti di misericordia verso gli afflitti, perché tu possa godere lunga prosperità

Daniele 4, 24

Pazienza e Speranza.

Pazienza e Speranza. Uno si impegna, Lui ci mette la Grazia…

Mia nonna diceva sempre “sono prove…”.

Poi capita che quelli che sarebbero dovuti essere punti di forza sono diventati punti deboli. Meno male che S. Paolo…

Come postilla, a questo enigmatico post personale, aggiungo “Vanitas vanitatum et omnia vanitas, praeter amare Deum et illi soli servire”.

Che non venga mai meno la forza, la pazienza, la Speranza (che la Grazia da Lui scende a fiumi…).

(Ricordando sempre che ci sarà un prezzo da pagare e un salario da ricevere…)

Superior stabat lupus… (e tutti i compari: “si badrone si badrone sisisi; si badrone si badrone sisisi; si badrone si badrone sisisi; si badrone si badrone sisisi; si badrone si badrone sisisi; si badrone si badrone sisisi!”

Il lupo ha “deciso” che l’agnello che sta a valle gli intorbidisce l’acqua. I compari approvano: “si badrone si badrone sisisi; si badrone si badrone sisisi; si badrone si badrone sisisi; si badrone si badrone sisisi; si badrone si badrone sisisi; si badrone si badrone sisisi!”

Cosi va’ il mondo…

Cunziglio ‘e volpe, rammaggio ‘e gallina. (“Consiglio di volpe, danno a gallina”)

Cunziglio ‘e volpe, rammaggio ‘e gallina. (“Consiglio di volpe, danno a gallina”)

Quando i furbi, i (pre)potenti (o napoletanamente “E figlie e zoccola“) si uniscono, riuniscono, i sempliciotti, meno furbi e meno forti, meno prepotenti, soccomberanno, perché stanno tramando alle loro spalle. Oppure, quando una persona furba consiglia una persona meno furba, il “consiglio” è sicuramente orientato a un doppio fine. 
Ecco spiegato il proverbio!

Personaggi (sedicènti) cattolici, da blogosfera (sedicènte) cattolica… (da libro, comico…).

Pippone Insipiente de’ Marchesi de Soliloqui da Lungaggine della marca di Bastian Contrario.
Nefasto personaggio, commentatore tuttóra attivo -pur saltuariamente- nel panorama bloggistico di un unico sito. Strenuo e arcigno difensore dei confini -ideologici- della sua marca, non lascia scampo all’avversario. Dal linguaggio colorito, come un vivaio in primavera o un orto estivo, non lascia scampo alcuno all’avversario. L’ultima parola è la sua, qual profeta delle magnifiche sorti e progressive (e ci mancherebbe…). Leggerlo è sempre fonte di grasse risate (anche se in realtà ci sarebbe da dispiacersi, perché a una certa età un poco di maturità -che è anche autocritica e “percezione di sé“- non guasterebbe).

Vera Kacatina Sciorda’skaja
Nota ricercatrice, indiscussa (e indiscutibile) studiosa e ricercatrice dell’ “epoca d’oro” della Chiesa. Le sue ricerche e i suoi approfondimenti in materia di storia della Chiesa, dei Riti e dei paramenti devono, tassativamente, esser note a ogni serio “studioso“, “ricercatore“, che voglia fregiarsi di tal titolo. Non più attiva.

Galina Alita Puzzkafjatova.
La più grande mistica vivente! Capace di ricondurre chiunque all’ovile, sulla retta via. Con le buone o con le cattive… Incredibile la coerenza delle sue visioni, che passano dal nero al bianco in un battibaleno. Arcigna, temeraria, instancabile, straripante nei suoi profluvi di parole. Ogni suo commento da considerarsi un vero poema. Non più attiva (fortunatamente!).

IL GRANDE CROCIATO.
Basta il nome, un titolo, una garanzia! Null’altro diremo di lui!

Continua…

Dal mini-libro “Memorie di un blogger. Storia di quanti ne impastai e quanti ne frissi; ovvero dell’impossibilità di bollire i bolliti e fondere i fusi“. (Mini-libro pdf “gratuito” che sono anni cerco di completare [ma ad essere sincero dovrei dire “iniziare” …] )