“Uh, ‘o ciuccio vola!” E ‘o fesso ‘nce crere! (Sui “fessi” creduloni)

La sottigliezza d’ingegno della maggior parte del popolo napoletano è proverbiale, come la “fessaggine”, stupidità, della minore parte.
Il napoletano ha uno spirito, per cosi dire, manicheo: divide il mondo in due categorie, ” ‘e fessi” cioè gli stupidi creduloni, magari animati da buoni principi; e “ ‘e diritte” cioè i furbi smaliziati dall’intelligenza più pronta, animati si da buoni principi, ma dai migliori fini.
E quando a Napoli “nu diritte” incontra “nu fesso”, è legge di natura che lo debba “cuffiare, cioè deridere e prendere in giro; questo non per malizia o cattiveria, ma per il suo bene, per riportarlo alla realtà, a rimanere con i piedi per terra, perchè “l’asino non può volare”…

Un esempio a caso, breve, ma non esaustivo poichè manca la parte mimica che è fondamentale:

Tizio incontra Caio e inizia a raccontargli che ha conosciuto un esponente politico che ha promesso che… e si impegna a… perchè lui è… ma solo il bene del popolo eh…
Caio che è “nu diritte” ha già in breve inquadrato che Tizio è “nu fesso”, quindi Caio è consapevole di dover iniziare la sua  generosa opera maieutica. Caio allora lascia proseguire Tizio, anzi, inizia a chiedergli ancora più dettagli della vicenda, si mostra interessatissimo. Caio mentre ascolta, nelle movenze e nella parvenza adotta una mimica, una gesticolazione, sempre più articolata; fa andare avanti senza più profferir parola, ma usa solo esclamazioni, Uh!, Ah!, Azz!, Caspito!, ‘Ntdimeno; Caio fa infervorare Tizio, fino a che Tizio giunge al “settimo cielo” dell’esaltazione!
E quando ” ‘o fesso” Tizio giunge al parossismo dell’esaltazione, il “diritte” Caio inizia a guardare lentamente e fissamente il cielo, e con estrema lentezza solleva l’indice, poi lentamente solleva anche il braccio indicando il cielo, e con tono di voce imperativo, meravigliato e solenne esclama: “Uh, ‘o ciuccio vola!.
E’ in quel medesimo istante che Tizio realizza lucidamente che “è nu fesso!.
Caio ha compiuto la sua maieutica, Tizio gliene sarà riconoscente per tutta la vita!

La “quinta dimensione” del Sinodo: lo stravolgimento della Fede e uno “spirito” non ben identificato.

Da osservatore esterno, mi sembra che il Sinodo Amazzonico debba essere esplicitato anche nella “quinta dimensione“. Questa “quinta dimensione” sembra sia quella dello stravolgimento della Fede e quella di uno “spirito” non ben identificato che si aggira per la Chiesa ed è, nelle citazioni, sulla bocca di tutti.

Stravolgimento della Fede: strani rituali intorno a tappeti, statuette che raffigurano donne incinte e uomini col fallo in erezione, con inchini dei convenuti…; canoe che entrano in chiesa con a bordo fanciulla (improbabili e imperdonabili, dal punto di vista ecologico, le pagaie a corredo: in plastica…) .
E voglio fermarmi solo all’aspetto folkloristico…

Assecondamento delle istanze di stampo femminista su materia già dichiarata De Fide da San Giovanni Paolo II, cioè l’impossibilità di “Ordinare” donne:

in virtù del mio ministero di confermare i fratelli [19], dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa” 

E poichè il diaconato  è il primo grado del sacramento dell’Ordine…
mi chiedo, ancora, quale possa essere questo “spirito” non ben identificato che si aggira per la Chiesa, che induce il papa attuale Francesco, a promettere di riattivare la commissione sulle diaconesse che dovrebbe indagare sulla materia,  quando una precedente commissione -sempre dallo stesso papa Francesco incaricata- sullo stesso tema è arrivata a un nulla di fatto. E qualora la nuova commissione giungesse a qualcosa di fattibile, sarebbe in netto contrasto con quanto dichiarato infallibilmente dal Papa San Giovanni Paolo II nella Lettera Apostolica Ordinatio Sacerdotalis.
Mi è lecito allora pensare che tale “spirito” è proprio quello della, scusate il francesismo,  “presa per il culo!”.

Per quanto riguarda le “donne dirigenti di comunità“, la faccio breve: già il termine “dirigente” ha niente di ecclesiale, è un termine strettamente mondano con valenza di “potere”; quanto poi, è evidente che è una istanza della mentalità femminista, e il “femminismo” è, semplicemente, un’Eresia!

Mediante la consacrazione si opera la transustanziazione del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo. Sotto le specie consacrate del pane e del vino, Cristo stesso, vivente e glorioso, è presente in maniera vera, reale e sostanziale, il suo Corpo e Sangue con la sua anima e divinità.

Catechismo della Chiesa Cattolica:

1413 Mediante la consacrazione si opera la transustanziazione del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo. Sotto le specie consacrate del pane e del vino, Cristo stesso, vivente e glorioso, è presente in maniera vera, reale e sostanziale, il suo Corpo e Sangue con la sua anima e divinità.

Concilio di Trento Sessione XIII ( 11 ottobre 1551 ) Decreto sul santissimo sacramento dell’eucaristia

Capitolo I
Prima di tutto questo santo sinodo insegna e professa chiaramente e semplicemente che nel divino sacramento della santa eucaristia, dopo la consacrazione del pane e del vino, è contenuto veramente, realmente e sostanzialmente, sotto l’apparenza di quelle cose sensibili, il nostro signore Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo. ….

Capitolo IV

Poiché, poi, Cristo, nostro redentore, disse che era veramente il suo corpo ciò che dava sotto la specie del pane, ( Lc 22,19; Gv 6,48-59; 1 Cor 11,24 ) perciò fu sempre persuasione, nella chiesa di Dio, – e lo dichiara ora di nuovo questo santo concilio – che con la consacrazione del pane e del vino si opera la trasformazione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del corpo di Cristo, nostro signore,217 e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo sangue. ….

 

Parlando del Sinodo con un signore, in treno, mi ha detto papale papale: “da quello che ho capito, le donne vogliono il “potere”; gli uomini vogliono poter “scopare” “

Parlando del Sinodo con un signore, in treno, mi ha detto papale papale:

da quello che ho capito, le donne vogliono il “potere”; gli uomini vogliono poter “scopare”.
Questo Sinodo non le ricorda una scena del film “Il Marchese del Grillo”: Genuflessa attraverso lo specchio orientato appositamente verso la porta, si mostra mezza denudata a Casperino che vi passa  innanzi; Casperino immediatamente capisce l’antifona e esclama “ma che voi scopa’ “, entra e chiude la porta…. ?

Confesso che la schietta spontaneità di quel signore mi fa riflettere. 

Ministero per le donne della Chiesa? Scopa e paletta; secchio, straccio e scopettone; Strofinatoio per i panni e bacinella; Spugne e pagliette per i piatti. Stenditoio e mollette da bucato. I detersivi siano ecologici E mi raccomando, si vigili che siano ben “sottomesse ai mariti come al Signore” (Efesini 5: 22)

Ministero per le donne della Chiesa? Scopa e paletta; secchio, straccio e scopettone; Strofinatoio per i panni e bacinella; Spugne e pagliette per i piatti. Stenditoio e mollette da bucato. I detersivi siano ecologici E mi raccomando, si vigili che siano ben “sottomesse ai mariti come al Signore” (Efesini 5: 22)

P.S. (Un signore mi ha chiesto come San Paolo si comporterebbe nei confronti di certa parte di gerarchia della Chiesa: se userebbe la voce grossa, la saliva, o mani e piedi. Ho risposto che non lo so!)
(La gente mi fa certe domande cosi assurde da incuriosire pure me però)