Esulta il cielo, santi, apostoli, profeti, per il destino manifesto di Babilonia: Babilonia cadrà, con violenza sarà precipitata e più non riapparirà!

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Poi vidi un altro angelo che volando in mezzo al cielo recava un vangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni nazione, razza, lingua e popolo. Egli gridava a gran voce:

Temete Dio e dategli gloria,
perché è giunta l’ora del suo giudizio.
Adorate colui che ha fatto
il cielo e la terra,
il mare e le sorgenti delle acque“.

Un secondo angelo lo seguì gridando:

E’ caduta, è caduta
Babilonia la grande,
quella che ha abbeverato tutte le genti
col vino del furore della sua fornicazione“.

Poi, un terzo angelo li seguì gridando a gran voce: “Chiunque adora la bestia e la sua statua e ne riceve il marchio sulla fronte o sulla mano, berrà il vino dell’ira di Dio che è versato puro nella coppa della sua ira e sarà torturato con fuoco e zolfo al cospetto degli angeli santi e dell’Agnello. Il fumo del loro tormento salirà per i secoli dei secoli, e non avranno riposo né giorno né notte quanti adorano la bestia e la sua statua e chiunque riceve il marchio del suo nome”. Qui appare la costanza dei santi, che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù.

Poi udii una voce dal cielo che diceva: “Scrivi: Beati d’ora in poi, i morti che muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono”.

La messe e la vendemmia delle nazioni

Io guardai ancora ed ecco una nube bianca e sulla nube uno stava seduto, simile a un Figlio d’uomo; aveva sul capo una corona d’oro e in mano una falce affilata. Un altro angelo uscì dal tempio, gridando a gran voce a colui che era seduto sulla nube: “Getta la tua falce e mieti; è giunta l’ora di mietere, perché la messe della terra è matura”. Allora colui che era seduto sulla nuvola gettò la sua falce sulla terra e la terra fu mietuta.

Allora un altro angelo uscì dal tempio che è nel cielo, anch’egli tenendo una falce affilata. Un altro angelo, che ha potere sul fuoco, uscì dall’altare e gridò a gran voce a quello che aveva la falce affilata: “Getta la tua falce affilata e vendemmia i grappoli della vigna della terra, perché le sue uve sono mature”. L’angelo gettò la sua falce sulla terra, vendemmiò la vigna della terra e gettò l’uva nel grande tino dell’ira di Dio. Il tino fu pigiato fuori della città e dal tino uscì sangue fino al morso dei cavalli, per una distanza di duecento miglia.

Apocalisse – Capitolo 15

Il cantico di Mosè e dell’Agnello

Poi vidi nel cielo un altro segno grande e meraviglioso: sette angeli che avevano sette flagelli; gli ultimi, poiché con essi si deve compiere l’ira di Dio.

Vidi pure come un mare di cristallo misto a fuoco e coloro che avevano vinto la bestia e la sua immagine e il numero del suo nome, stavano ritti sul mare di cristallo. Accompagnando il canto con le arpe divine, cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio, e il cantico dell’Agnello:

“Grandi e mirabili sono le tue opere,
o Signore Dio onnipotente;
giuste e veraci le tue vie,
o Re delle genti!
Chi non temerà, o Signore,
e non glorificherà il tuo nome?
Poiché tu solo sei santo.
Tutte le genti verranno
e si prostreranno davanti a te,
perché i tuoi giusti giudizi si sono manifestati”.

I sette flagelli delle sette coppe

Dopo ciò vidi aprirsi nel cielo il tempio che contiene la Tenda della Testimonianza; dal tempio uscirono i sette angeli che avevano i sette flagelli, vestiti di lino puro, splendente, e cinti al petto di cinture d’oro. Uno dei quattro esseri viventi diede ai sette angeli sette coppe d’oro colme dell’ira di Dio che vive nei secoli dei secoli. Il tempio si riempì del fumo che usciva dalla gloria di Dio e dalla sua potenza: nessuno poteva entrare nel tempio finché non avessero termine i sette flagelli dei sette angeli.

Apocalisse – Capitolo 16

Udii poi una gran voce dal tempio che diceva ai sette angeli: “Andate e versate sulla terra le sette coppe dell’ira di Dio“.

Partì il primo e versò la sua coppa sopra la terra; e scoppiò una piaga dolorosa e maligna sugli uomini che recavano il marchio della bestia e si prostravano davanti alla sua statua.

Il secondo versò la sua coppa nel mare che diventò sangue come quello di un morto e perì ogni essere vivente che si trovava nel mare.

Il terzo versò la sua coppa nei fiumi e nelle sorgenti delle acque, e diventarono sangue. Allora udii l’angelo delle acque che diceva:

“Sei giusto, tu che sei e che eri,
tu, il Santo,
poiché così hai giudicato.
Essi hanno versato il sangue di santi e di profeti,
tu hai dato loro sangue da bere:
ne sono ben degni!”.

Udii una voce che veniva dall’altare e diceva:

“Sì, Signore, Dio onnipotente;
veri e giusti sono i tuoi giudizi!”.

Il quarto versò la sua coppa sul sole e gli fu concesso di bruciare gli uomini con il fuoco. E gli uomini bruciarono per il terribile calore e bestemmiarono il nome di Dio che ha in suo potere tali flagelli, invece di ravvedersi per rendergli omaggio.

Il quinto versò la sua coppa sul trono della bestia e il suo regno fu avvolto dalle tenebre. Gli uomini si mordevano la lingua per il dolore e bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei dolori e delle piaghe, invece di pentirsi delle loro azioni.

Il sesto versò la sua coppa sopra il gran fiume Eufràte e le sue acque furono prosciugate per preparare il passaggio ai re dell’oriente. Poi dalla bocca del drago e dalla bocca della bestia e dalla bocca del falso profeta vidi uscire tre spiriti immondi, simili a rane: sono infatti spiriti di demòni che operano prodigi e vanno a radunare tutti i re di tutta la terra per la guerra del gran giorno di Dio onnipotente.

Ecco, io vengo come un ladro. Beato chi è vigilante e conserva le sue vesti per non andar nudo e lasciar vedere le sue vergogne.

E radunarono i re nel luogo che in ebraico si chiama Armaghedòn.

Il settimo versò la sua coppa nell’aria e uscì dal tempio, dalla parte del trono, una voce potente che diceva: “E’ fatto!”. Ne seguirono folgori, clamori e tuoni, accompagnati da un grande terremoto, di cui non vi era mai stato l’uguale da quando gli uomini vivono sopra la terra. La grande città si squarciò in tre parti e crollarono le città delle nazioni. Dio si ricordò di Babilonia la grande, per darle da bere la coppa di vino della sua ira ardente. Ogni isola scomparve e i monti si dileguarono. E grandine enorme del peso di mezzo quintale scrosciò dal cielo sopra gli uomini, e gli uomini bestemmiarono Dio a causa del flagello della grandine, poiché era davvero un grande flagello.

Apocalisse – Capitolo 17

2. IL CASTIGO DI BABILONIA

La prostituta famosa

Allora uno dei sette angeli che hanno le sette coppe mi si avvicinò e parlò con me: “Vieni, ti farò vedere la condanna della grande prostituta che siede presso le grandi acque. Con lei si sono prostituiti i re della terra e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione”. L’angelo mi trasportò in spirito nel deserto. Là vidi una donna seduta sopra una bestia scarlatta, coperta di nomi blasfemi, con sette teste e dieci corna. La donna era ammantata di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle, teneva in mano una coppa d’oro, colma degli abomini e delle immondezze della sua prostituzione. Sulla fronte aveva scritto un nome misterioso: “Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra“.

E vidi che quella donna era ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù. Al vederla, fui preso da grande stupore. Ma l’angelo mi disse: “Perché ti meravigli? Io ti spiegherò il mistero della donna e della bestia che la porta, con sette teste e dieci corna.

Simbolismo della bestia e della prostituta

La bestia che hai visto era ma non è più, salirà dall’Abisso, ma per andare in perdizione. E gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, stupiranno al vedere che la bestia era e non è più, ma riapparirà. Qui ci vuole una mente che abbia saggezza. Le sette teste sono i sette colli sui quali è seduta la donna; e sono anche sette re. I primi cinque sono caduti, ne resta uno ancora in vita, l’altro non è ancora venuto e quando sarà venuto, dovrà rimanere per poco. Quanto alla bestia che era e non è più, è ad un tempo l’ottavo re e uno dei sette, ma va in perdizione. Le dieci corna che hai viste sono dieci re, i quali non hanno ancora ricevuto un regno, ma riceveranno potere regale, per un’ora soltanto insieme con la bestia. Questi hanno un unico intento: consegnare la loro forza e il loro potere alla bestia. Essi combatteranno contro l’Agnello, ma l’Agnello li vincerà, perché è il Signore dei signori e il Re dei re e quelli con lui sono i chiamati, gli eletti e i fedeli”.

Poi l’angelo mi disse: “Le acque che hai viste, presso le quali siede la prostituta, simboleggiano popoli, moltitudini, genti e lingue. Le dieci corna che hai viste e la bestia odieranno la prostituta, la spoglieranno e la lasceranno nuda, ne mangeranno le carni e la bruceranno col fuoco. Dio infatti ha messo loro in cuore di realizzare il suo disegno e di accordarsi per affidare il loro regno alla bestia, finché si realizzino le parole di Dio. La donna che hai vista simboleggia la città grande, che regna su tutti i re della terra”.

Apocalisse – Capitolo 18

Un angelo annunzia la caduta di Babilonia

Dopo ciò, vidi un altro angelo discendere dal cielo con grande potere e la terra fu illuminata dal suo splendore.

Gridò a gran voce:

E’ caduta, è caduta
Babilonia la grande
ed è diventata covo di demòni,
carcere di ogni spirito immondo,
carcere d’ogni uccello impuro e aborrito
e carcere di ogni bestia immonda e aborrita.
Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino
della sua sfrenata prostituzione,
i re della terra si sono prostituiti con essa
e i mercanti della terra si sono arricchiti
del suo lusso sfrenato“.

Il popolo eletto deve fuggire

Poi udii un’altra voce dal cielo:
“Uscite, popolo mio, da Babilonia
per non associarvi ai suoi peccati
e non ricevere parte dei suoi flagelli.
Perché i suoi peccati si sono accumulati fino al cielo
e Dio si è ricordato delle sue iniquità.
Pagatela con la sua stessa moneta,
retribuitele il doppio dei suoi misfatti.
Versatele doppia misura nella coppa con cui mesceva.
Tutto ciò che ha speso per la sua gloria e il suo
lusso,
restituiteglielo in tanto tormento e afflizione.
Poiché diceva in cuor suo:
Io seggo regina,
vedova non sono e lutto non vedrò;
per questo, in un solo giorno,
verranno su di lei questi flagelli:
morte, lutto e fame;
sarà bruciata dal fuoco,
poiché potente Signore è Dio
che l’ha condannata“.

Lamenti su Babilonia

I re della terra che si sono prostituiti e han vissuto nel fasto con essa piangeranno e si lamenteranno a causa di lei, quando vedranno il fumo del suo incendio, tenendosi a distanza per paura dei suoi tormenti e diranno:

Guai, guai, immensa città,
Babilonia, possente città;
in un’ora sola è giunta la tua condanna!“.

Anche i mercanti della terra piangono e gemono su di lei, perché nessuno compera più le loro merci: carichi d’oro, d’argento e di pietre preziose, di perle, di lino, di porpora, di seta e di scarlatto; legni profumati di ogni specie, oggetti d’avorio, di legno, di bronzo, di ferro, di marmo; cinnamòmo, amòmo, profumi, unguento, incenso, vino, olio, fior di farina, frumento, bestiame, greggi, cavalli, cocchi, schiavi e vite umane.

“I frutti che ti piacevano tanto,
tutto quel lusso e quello splendore
sono perduti per te,
mai più potranno trovarli”.

I mercanti divenuti ricchi per essa, si terranno a distanza per timore dei suoi tormenti; piangendo e gemendo, diranno:

Guai, guai, immensa città,
tutta ammantata di bisso,
di porpora e di scarlatto,
adorna d’oro,
di pietre preziose e di perle!
In un’ora sola
è andata dispersa sì grande ricchezza!“.

Tutti i comandanti di navi e l’intera ciurma, i naviganti e quanti commerciano per mare se ne stanno a distanza, e gridano guardando il fumo del suo incendio: “Quale città fu mai somigliante all’immensa città?”. Gettandosi sul capo la polvere gridano, piangono e gemono:

Guai, guai, immensa città,
del cui lusso arricchirono
quanti avevano navi sul mare!
In un’ora sola fu ridotta a un deserto!
Esulta, o cielo, su di essa,
e voi, santi, apostoli, profeti,
perché condannando Babilonia
Dio vi ha reso giustizia!“.

Un angelo possente prese allora una pietra grande come una mola, e la gettò nel mare esclamando:

Con la stessa violenza sarà precipitata
Babilonia, la grande città
e più non riapparirà.
La voce degli arpisti e dei musici,
dei flautisti e dei suonatori di tromba,
non si udrà più in te;
ed ogni artigiano di qualsiasi mestiere
non si troverà più in te;
e la voce della mola
non si udrà più in te;
e la luce della lampada
non brillerà più in te;
e voce di sposo e di sposa
non si udrà più in te.
Perché i tuoi mercanti erano i grandi della terra;
perché tutte le nazioni dalle tue malìe furon sedotte.
In essa fu trovato il sangue dei profeti e dei santi
e di tutti coloro che furono uccisi sulla terra”.

Apocalisse – Capitolo 19

Canti di trionfo in cielo

Dopo ciò, udii come una voce potente di una folla immensa nel cielo che diceva:

“Alleluia!
Salvezza, gloria e potenza
sono del nostro Dio;
perché veri e giusti sono i suoi giudizi,
egli ha condannato la grande meretrice
che corrompeva la terra con la sua prostituzione,
vendicando su di lei
il sangue dei suoi servi!“.

E per la seconda volta dissero:

“Alleluia!
Il suo fumo sale nei secoli dei secoli!”.

Allora i ventiquattro vegliardi e i quattro esseri viventi si prostrarono e adorarono Dio, seduto sul trono, dicendo:

“Amen, alleluia”.

Partì dal trono una voce che diceva:

Lodate il nostro Dio,
voi tutti, suoi servi,
voi che lo temete,
piccoli e grandi!“.

Udii poi come una voce di una immensa folla simile a fragore di grandi acque e a rombo di tuoni possenti, che gridavano:

Alleluia.
Ha preso possesso del suo regno il Signore,
il nostro Dio, l’Onnipotente.
Rallegriamoci ed esultiamo,
rendiamo a lui gloria,
perché son giunte le nozze dell’Agnello;
la sua sposa è pronta,
le hanno dato una veste
di lino puro splendente“.

La veste di lino sono le opere giuste dei santi.

Allora l’angelo mi disse: “Scrivi: Beati gli invitati al banchetto delle nozze dell’Agnello!“. Poi aggiunse: “Queste sono parole veraci di Dio“.

Ti ringrazio, Beata Vergine Maria Madre del Buon Consiglio

madonna-del-buon-consiglioInvochiamo sempre la Beata Vergine Maria Madre del Buon Consiglio
I più grandi miracoli Ella li compie nell’anima di ciascuno, consigliando, correggendo, orientando.


Decreto di papa Leone XIII per l’inserimento dell’invocazione: “Mater Boni Consilii, ora pro nobis!” nelle Litanie Lauretane.

Dall’istante in cui la Beata Vergine Maria, ripiena dello Spirito Santo e illuminata del Suo splendore, accettò con tutto l’ossequio della mente e l’affetto del cuore, l’eterno disegno di Dio e il mistero del Verbo Incarnato, divenuta Madre di Dio, meritò anche di essere chiamata anche Madre del Buon Consiglio.
Inoltre, ammaestrata dalla viva voce della Sapienza divina, quelle parole di Vita ricevute dal Figlio e conservate nel cuore, le riversava generosamente sul prossimo. Né solo alle Nozze di Cana gli inservienti si rimisero ai consigli di Maria, nuova Rebecca; ma è lecito pensare che anche le pie donne, i Discepoli del Signore e gli stessi Apostoli l’abbiano avuta come Cosigliatrice.
Questa prerogativa la vediamo riconosciuta e confermata alla Santa Vergine allorché Gesù, vicino alla morte, vedendo presso la Croce la Madre in piedi e il discepolo che egli amava, disse a sua Madre: “Donna, ecco tuo figlio”. Poi disse al discepolo: “Ecco, tua Madre”. Da quel momento il discepolo la prese con sé. Nella persona di Giovanni i Santi Padri della Chiesa vedono rappresentati tutti i cristiani. Pertanto, dall’antichità, sia dal popolo che dal clero uniti nell’implorare aiuto, la Beatissima Vergine venne salutata con il glorioso titolo di Madre del Buon Consiglio.
Il Santo Padre Leone XIII per la singolare devozione sua e del popolo cristiano verso la Madre del Buon Consiglio e la Sua Immagine che è venerata in modo speciale nel santuario di Genazzano, nel 1884 approvò con decreto della Congregazione dei Riti il nuovo Ufficio con la Messa; nel 1893 concesse lo Scapolare con le Indulgenze; nel 1903 elevò al grado e dignità di basilica con tutti i diritti e i privilegi questo stesso santuario ampliato a sue spese con nuovi spazi.
Per ultimo, lo stesso nostro santo padre, affinché l’enunciato titolo riuscisse di sempre maggiore onore e devozione alla beata Vergine Maria, consultata la Sacra Congregazione dei Riti, Relatore il Cardinale Prefetto sottoscritto, ha stabilito e decretato che nelle Litanie Lauretane, dopo l’invocazione “Mater admirabilis” sia aggiunta l’altra “Mater Boni Consilii, ora pro nobis!”.
Mosso anche dalla convinzione e dalla ferma speranza che fra tante calamità e tenebre, la Santa Madre, chiamata dai Santi Padri, “Tesoriera delle grazie divine e Consigliatrice universale”, invocata in tutto l’Orbe cattolico con quel titolo, mostri a tutti di essere Madre del Buon Consiglio e a tutti ottenga la grazia dello Spirito Santo che illumina i sensi e i cuori, cioè il santo Dono del Consiglio.

Nonostante qualsiasi cosa in contrario.

22 aprile 1903 Serafino card. Cretoni

Prefetto della Sacra Congregazione dei Riti


Per chi voglia saperne di più: Araldi del Vangelo

Santuario Madre del Buon Consiglio in Genazzano

Madonna del Buon Consiglio

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Benedetto XVI – Ultime conversazioni : Profezie? “Tutto può essere (quindi anche le profezie della beata Emmerick sono possibili e credibili !?)

Lei conosce la profezia di Malachia, che nel medioevo compilò una lista di futuri pontefici prevedendo anche la fine del mondo, o almeno la fine della Chiesa. Secondo tale lista il papato terminerebbe con il suo pontificato E se lei fosse effettivamente l’ultimo a rappresentare la figura del papa come l’abbiamo conosciuto finora?

Tutto può essere. probabilmente questa profezia è nata nei circoli intorno a Filippo Neri. A quell’epoca i protestanti sostenevano che il papato fosse finito, e lui voleva solo dimostrare, con una lunga lista di papi, che invece non era cosi. Non per questo, però, si deve dedurre che finirà davvero. Piuttosto che la sua lista non era ancora abbastanza lunga!

Pagina 218 del libro


Quel “tutto può essere” pronunciato da Benedetto XVI, secondo me da alcuni non è stato analizzato bene, nella interezza della sua dirompente portata. Analizziamone il perchè.
Quello che ritengo importante nella risposta del papa emerito è quello che si evince, in merito alle Profezie,  dal pensiero di Benedetto XVI.
Tutto può essere”, cioè che le profezie o visioni su eventi futuri, attribuibili a santi e beati della Chiesa Cattolica, sono possibili e credibili. Sarebbe infatti assurdo pensare -e credere- che Benedetto XVI non tenga conto di quanto afferma San Paolo nella sua Prima lettera ai Tessalonicesi: “Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono.
E’ interessante notare un’altra cosa: la cosiddetta “Profezia di Malachia” che veniva attribuita a san Malachia, vescovo di Armagh vissuto nel XII secolo, è ritenuta negli ambienti storici moderni “un falso”, mentre in ambito religioso “fu messa in dubbio quasi subito da un libro del francescano François Carriere, … e venne rigettata anche dagli autorevoli padri bollandisti. Particolarmente approfondita fu la confutazione pubblicata nel 1689 dal gesuita Claude-François Ménestrier“.
Eppure papa Benedetto -che certamente non è a digiuno di notizie sulla profezia stessa- in barba alla interpretazioni ufficiali attribuisce la “Profezia di Malachia” ai “circoli intorno a Filippo Neri” e quindi come tale ritenendola ispirata dal santo stesso. Con questa operazione di attribuzione della “Profezia di Malachia” a san Filippo Neri egli ri-attribuisce possibilità e credibilità alla stessa, ritenendola solamente incompleta, “la sua lista non era ancora abbastanza lunga“, e questo a dispetto di certe interpretazioni che la supporrebbero solamente “un falso”.
Tutto può essere” quindi, secondo Benedetto, per quella che egli sembra ritenere una profezia nata nei circoli intorno a Filippo Neri in cui  “la sua lista non era ancora abbastanza lunga“.
Per analogia possiamo -e dobbiamo!?- pensare che allora Benedetto XVI certamente ritiene possibili e credibili le profezie-visioni della beata Anna Catharina Emmerick, religiosa e mistica tedesca beatificata da San Giovanni Paolo II il 3 ottobre 2004.
Le profezie-visioni della beata Emmerick sembrano molto verosimili rispetto a quanto avviene oggi nella Chiesa. In breve, c’è una visione di “due papi”, la protestantizzazione della Chiesa, la demolizione dall’interno e la tiepidezza dei sacerdoti e vescovi, il formarsi di due “fazioni” nella Chiesa, insomma, una certa apostasia. Potete leggere qui nel dettaglio le profezie-visioni della beata riguardo quanto detto sopra.

Alla fine del nostro ragionamento, che dire? Che probabilmente se ponessimo a Benedetto XVI la domanda:
Lei conosce le profezie-visioni della beata Anna Catharina Emmerick. Crede siano possibili?”

lui potrebbe rispondere con un netto: “Tutto può essere … ” .

 

 

Benedetto XVI – Ultime conversazioni : Parole pepate contro il “MafiaClub” San Gallo e il “TeamBergoglio”? (“MafiaClub” che avrebbe lavorato per anni a preparare l’elezione di papa Francesco)

benedetto-xvi-ultime-conversazioniDal Conclave in agosto era uscito papa Albino Luciani, Giovanni Paolo I, il “papa del sorriso”, come venne chiamato ben presto. Appena trentatrè giorni dopo la Chiesa cattolica, tuttavia, dovette accompagnare alla tomba un altro papa. La grande assemblea degli elettori si riunì di nuovo. Lei, come cardinale di Monaco, partecipò a entrambi i conclavi. Il risultato fu un evento sensazionale: per la prima volta da cinquecento anni venne eletto un papa non italiano. Ebbe una parte siqnificativa nella sua elezione?

No, non credo. Io ero uno dei cardinali più giovani e non mi arrogavo nemmeno il diritto di avere un ruolo. Di base sono contrario alle cospirazioni e a quel genere di sotterfugi, in particolare nell’elezione di un papa. Ciascun cardinale deve scegliere in base alla propria coscienza. Certo, noi tedeschi parlammo tra noi, ma senza prendere accordi.

Pagina 155 del libro


A quanto sembra Benedetto XVI è contrario al fatto che si faccia politica ecclesiale prima del conclave e soprattutto che si prendano accordi  precedenti per l’elezione di un papa. Benedetto ci dice che “ciascun cardinale deve scegliere in base alla propria coscienza“.

Il giornalista Marco Tosatti in un suo articolo, riferendo quanto sostengono i due storici della chiesa Jürgen Mettepenningen e Karim Schelkens autori di una biografia appena pubblicata del cardinale belga Godfried Danneels, scrive che “l’elezione di Jorge Bergoglio è stato il frutto delle riunioni segrete che cardinali e vescovi, organizzati da Carlo Maria Martini, hanno tenuto per anni a San Gallo, in Svizzera.”

Scrive Tosatti:
Danneels secondo gli autori, avrebbe lavorato per anni a preparare l’elezione di papa Francesco, avvenuta nel 2013. Egli stesso d’altronde, in un video   registrato durante la presentazione del libro a Bruxelles ammette di aver fatto parte di un club segreto di cardinali che si opponevano Joseph Ratzinger. Ridendo, lo definisce “un club mafia e portava il nome di San Gallo”.  

Il gruppo voleva una drastica riforma della Chiesa, molto più moderna e attuale, con Jorge Bergoglio Papa Francesco alla testa. Come poi è accaduto. Oltre a Danneels e Martini, del gruppo secondo il libro facevano parte il vescovo olandese Adriaan Van Luyn, i cardinali tedeschi Walter Kasper e Karl Lehman, il cardinale italiano Achille Silvestrini e quello britannico Basil Hume, oltre ad altri.
Scrive il giornale belga “Le Vif”: “Il 13 marzo 2013 una vecchia conoscenza era al fianco del nuovo papa Francesco: Godfried Danneels. Ufficialmente, era là in quanto decano dei cardinali-preti, ma in realà ha operato per degli anni come creatore di re discreto”.  Danneels è stato invitato di nuovo da papa Francesco al Sinodo sulla Famiglia che si svolgerà in ottobre a Roma. La sua figura è stata però molto criticata. Ha cercato di dissuadere una vittima di abusi sessuali dal denunciare l’autore, un vescovo (zio della vittima), e per questo motivo all’epoca del Conclave 2013 in Belgio c’era chi chiedeva che non fosse ammesso a eleggere il nuovo Papa. 
Inoltre le sue posizioni sul matrimonio omosessuale e sull’aborto (secondo la rivelazione di due parlamentari avrebbescritto al re del Belgio esortandolo a firmare la legge che lo consentiva) non sembrano in sintonia con il Magistero della Chiesa. E anche con quello che papa Francesco afferma.

Ora io posso osservare che la posizione di Benedetto XVI è chiara, certe cose Benedetto XVI le indica con parole pesanti: cospirazioni … sotterfugi .
Come è più o meno chiaro ciò che è successo a San Gallo.

Parole pepate quelle di Benedetto XVI contro il “MafiaClub” di San Gallo e tutti quelli che vi hanno partecipato? Parole pepate per il “Kingmaker”?
Domanda con un poco di “pepe” per chi ha almeno un poco di “sale” … in zucca …

P.S. Non si dimentichi poi il “caso” relativo alla biografia di papa Francesco scritta da Austen Ivereigh, e uscita in italiano per i tipi della Mondadori con il titolo “Tempo di misericordia. Vita di Jorge Mario Bergoglio”.   Nel libro si afferma che un certo numero di cardinali – che l’autore definisce il “team Bergoglio” subito dopo le dimissioni di Benedetto XVI hanno intessuto una tela per portare al soglio di Pietro l’arcivescovo di Buenos Aires.  

Se volete saperne di più e/o rinfrescarvi la memoria fate con comodo, ecco i due link:

Il caso del “Team Bergoglio”

Team Bergoglio. Ivereigh scrive.

Benedetto XVI – Ultime conversazioni : “Di sicuro non è tutto suo”. (Parole pepate sulla Evangelii gaudium)

Significa che non ha nemmeno ricevuto in anticipo la prima esortazione apostolica di papa Francesco, Evangelii Gaudium?

No. Però mi ha scritto una lettera personale molto bella con quella sua scrittura minuta. E’ molto più piccina della mia. Io in confronto scrivo grandissimo.

Si fatica a crederlo

Davvero. La lettera era molto affettuosa, per cui ho comunque ricevuto l’esortazione apostolica in una forma particolare. E anche rilegata in bianco, cosa che di solito si fa solo per il papa. La sto leggendo. Non è affatto un testo breve, ma è bello e avvincente. Di sicuro non è tutto suo, ma c’è molto di personale.

Pagine 45 e 46 del libro.


Tralasciando il fatto che Benedetto XVI ha ricevuto il testo dell’esortazione apostolica “in una forma particolare. E anche rilegata in bianco, cosa che di solito si fa solo per il papa“, la cosa che trovo curiosamente pepata è che mentre la sta ancora leggendo -ovviamente l’orizzonte temporale non è oggi, ma l’epoca dell’intervista- già afferma con decisa sicurezza che il contenuto letto “Di sicuro non è tutto suo“, di papa Francesco.
Benedetto XVI riconosce, nello stile o nel contenuto della esortazione, una linea teologica e/o di pensiero a lui ben nota,  quando era papa o … Prefetto dell’ex Sant’Uffizio ?

Domande con un poco di “pepe” per chi ha “sale” … in zucca …