La “guerra nella Chiesa” continua “allegramente”… 

La “guerra nella Chiesa” continua “allegramente”… 

A buon intenditor poche parole.

Detti dei Padri del deserto – Giovanni il Persiano: “E credo come il ladrone che colui che per la sua bontà mi ha donato tutto ciò, mi darà anche il regno dei cieli”.

Un tale disse al padre Giovanni: «Abbiamo tanto penato per il regno dei cieli; lo erediteremo infine?». E l’anziano disse: «Confido di ereditare la Gerusalemme dell’alto iscritta nei cieli. Colui che ha promesso è fedele; perché dovrei dubitare? Sono stato ospitale come Abramo, mite come Mosè, santo come Aronne, paziente come Giobbe, umile come Davide, eremita come Giovanni, contrito come Geremia, dottore come Paolo, fedele come Pietro, saggio come Salomone. E credo come il ladrone che colui che per la sua bontà mi ha donato tutto ciò, mi darà anche il regno dei cieli» (237d-240a).

Benedetto XVI: “Occorre riscattare questo Tempo natalizio da un rivestimento troppo moralistico e sentimentale. La celebrazione del Natale non ci propone solo degli esempi da imitare, quali l’umiltà e la povertà del Signore, la sua benevolenza e amore verso gli uomini; ma è piuttosto l’invito a lasciarci trasformare totalmente da Colui che è entrato nella nostra carne. San Leone Magno esclama…”

Occorre riscattare questo Tempo natalizio da un rivestimento troppo moralistico e sentimentale. La celebrazione del Natale non ci propone solo degli esempi da imitare, quali l’umiltà e la povertà del Signore, la sua benevolenza e amore verso gli uomini; ma è piuttosto l’invito a lasciarci trasformare totalmente da Colui che è entrato nella nostra carne. San Leone Magno esclama: “il Figlio di Dio … si è congiunto a noi e ha congiunto noi a sé in modo tale che l’abbassamento di Dio fino alla condizione umana divenisse un innalzamento dell’uomo fino alle altezze di Dio” (Sermone sul Natale del Signore 27,2). La manifestazione di Dio è finalizzata alla nostra partecipazione alla vita divina, alla realizzazione in noi del mistero della sua incarnazione. Tale mistero è il compimento della vocazione dell’uomo. Ancora san Leone Magno spiega l’importanza concreta e sempre attuale per la vita cristiana del mistero del Natale: “le parole del Vangelo e dei Profeti … infiammano il nostro spirito e ci insegnano a comprendere la Natività del Signore, questo mistero del Verbo fatto carne, non tanto come un ricordo di un avvenimento passato, quanto come un fatto che si svolge sotto i nostri occhi… è come se ci venisse ancora proclamato nella solennità odierna: «Vi do l’annunzio di una grande gioia, che sarà per tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore che è il Cristo Signore»” (Sermone sul Natale del Signore 29,1). Ed aggiunge: “Riconosci, cristiano, la tua dignità, e, fatto partecipe della natura divina, bada di non ricadere, con una condotta indegna, da tale grandezza, nella primitiva bassezza” (Sermone 1 sul Natale del Signore, 3).

Benedetto XVI: Udienza Generale 5 Gennaio 2011

“Uh, ‘o ciuccio vola!” E ‘o fesso ‘nce crere! (Sui “fessi” creduloni)

La sottigliezza d’ingegno della maggior parte del popolo napoletano è proverbiale, come la “fessaggine”, stupidità, della minore parte.
Il napoletano ha uno spirito, per cosi dire, manicheo: divide il mondo in due categorie, ” ‘e fessi” cioè gli stupidi creduloni, magari animati da buoni principi; e “ ‘e diritte” cioè i furbi smaliziati dall’intelligenza più pronta, animati si da buoni principi, ma dai migliori fini.
E quando a Napoli “nu diritte” incontra “nu fesso”, è legge di natura che lo debba “cuffiare, cioè deridere e prendere in giro; questo non per malizia o cattiveria, ma per il suo bene, per riportarlo alla realtà, a rimanere con i piedi per terra, perchè “l’asino non può volare”…

Un esempio a caso, breve, ma non esaustivo poichè manca la parte mimica che è fondamentale:

Tizio incontra Caio e inizia a raccontargli che ha conosciuto un esponente politico che ha promesso che… e si impegna a… perchè lui è… ma solo il bene del popolo eh…
Caio che è “nu diritte” ha già in breve inquadrato che Tizio è “nu fesso”, quindi Caio è consapevole di dover iniziare la sua  generosa opera maieutica. Caio allora lascia proseguire Tizio, anzi, inizia a chiedergli ancora più dettagli della vicenda, si mostra interessatissimo. Caio mentre ascolta, nelle movenze e nella parvenza adotta una mimica, una gesticolazione, sempre più articolata; fa andare avanti senza più profferir parola, ma usa solo esclamazioni, Uh!, Ah!, Azz!, Caspito!, ‘Ntdimeno; Caio fa infervorare Tizio, fino a che Tizio giunge al “settimo cielo” dell’esaltazione!
E quando ” ‘o fesso” Tizio giunge al parossismo dell’esaltazione, il “diritte” Caio inizia a guardare lentamente e fissamente il cielo, e con estrema lentezza solleva l’indice, poi lentamente solleva anche il braccio indicando il cielo, e con tono di voce imperativo, meravigliato e solenne esclama: “Uh, ‘o ciuccio vola!.
E’ in quel medesimo istante che Tizio realizza lucidamente che “è nu fesso!.
Caio ha compiuto la sua maieutica, Tizio gliene sarà riconoscente per tutta la vita!

La “quinta dimensione” del Sinodo: lo stravolgimento della Fede e uno “spirito” non ben identificato.

Da osservatore esterno, mi sembra che il Sinodo Amazzonico debba essere esplicitato anche nella “quinta dimensione“. Questa “quinta dimensione” sembra sia quella dello stravolgimento della Fede e quella di uno “spirito” non ben identificato che si aggira per la Chiesa ed è, nelle citazioni, sulla bocca di tutti.

Stravolgimento della Fede: strani rituali intorno a tappeti, statuette che raffigurano donne incinte e uomini col fallo in erezione, con inchini dei convenuti…; canoe che entrano in chiesa con a bordo fanciulla (improbabili e imperdonabili, dal punto di vista ecologico, le pagaie a corredo: in plastica…) .
E voglio fermarmi solo all’aspetto folkloristico…

Assecondamento delle istanze di stampo femminista su materia già dichiarata De Fide da San Giovanni Paolo II, cioè l’impossibilità di “Ordinare” donne:

in virtù del mio ministero di confermare i fratelli [19], dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa” 

E poichè il diaconato  è il primo grado del sacramento dell’Ordine…
mi chiedo, ancora, quale possa essere questo “spirito” non ben identificato che si aggira per la Chiesa, che induce il papa attuale Francesco, a promettere di riattivare la commissione sulle diaconesse che dovrebbe indagare sulla materia,  quando una precedente commissione -sempre dallo stesso papa Francesco incaricata- sullo stesso tema è arrivata a un nulla di fatto. E qualora la nuova commissione giungesse a qualcosa di fattibile, sarebbe in netto contrasto con quanto dichiarato infallibilmente dal Papa San Giovanni Paolo II nella Lettera Apostolica Ordinatio Sacerdotalis.
Mi è lecito allora pensare che tale “spirito” è proprio quello della, scusate il francesismo,  “presa per il culo!”.

Per quanto riguarda le “donne dirigenti di comunità“, la faccio breve: già il termine “dirigente” ha niente di ecclesiale, è un termine strettamente mondano con valenza di “potere”; quanto poi, è evidente che è una istanza della mentalità femminista, e il “femminismo” è, semplicemente, un’Eresia!