Adoperiamoci con elemosine e donazioni per la miseria materiale. Non dimentichiamoci di pregare per la diffusa miseria spirituale. Ricordiamo: “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

In questo periodo sta emergendo la situazione di difficoltà economica, miseria materiale, povertà, di molte famiglie che si trovano senza lavoro e mezzi di sostentamento.
Adoperarsi, per quanto possibile, per un cattolico, è doveroso.

Ancor più in questo periodo emerge prepotente, toccabile, diffusa, la miseria spirituale.
Per questa adoperiamoci con la preghiera.

Si può donare materialmente in molti modi e a molti enti: ognuno scelga il suo.

Riguardo alla preghiera, l’importante è che si preghi!

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

 

Papa Francesco è saldamente al timone della Chiesa. (E “mi piace”! )

Resta saldamente a Casa Santa Marta, non ha paura:

Io non trasloco da Santa Marta

L’Angelus è dallo studio, per evitare pericolosi assembramenti dei fedeli che potrebbero trasmettersi il contagio nella Piazza. Benedice e abbraccia i fedeli virtualmente presenti.

In questi giorni Piazza San Pietro è chiusa, perciò il mio saluto si rivolge direttamente a voi che siete collegati attraverso i mezzi di comunicazione

 

Messa in diretta streaming, per farci sentire la Sua vicinanza; il primo pensiero è per la “prima linea”:

In questi giorni, offrirò la Messa per gli ammalati di questa epidemia di coronavirus, per i medici, gli infermieri, i volontari che aiutano tanto, i familiari, per gli anziani che stanno nelle case di riposo, per i carcerati che sono rinchiusi. Preghiamo insieme questa settimana, questa preghiera forte al Signore: “Salvami, o Signore, e dammi misericordia”

Non si dimentica dei sacerdoti, prega per loro e li esorta;

Preghiamo il Signore anche per i nostri sacerdoti, perché abbiano il coraggio di uscire e andare dagli ammalati, portando la forza della Parola di Dio e l’Eucarestia e accompagnare gli operatori sanitari, i volontari, in questo lavoro che stanno facendo.

Si reca a venerare e pregare la Salus populi Romani a Santa Maria Maggiore per invocare la:

fine della pandemia che colpisce l’Italia e il mondo, implorato la guarigione per i tanti malati, ricordato le tante vittime di questi giorni, e chiesto che i loro familiari e amici trovino consolazione e conforto. La sua intenzione si è rivolta anche agli operatori sanitari, ai medici, agli infermieri, e a quanti in questi giorni, con il loro lavoro, garantiscono il funzionamento della società.

Non pago, si reca in pellegrinaggio a piedi per le strade di Roma, fino alla Chiesa di San Marcello al Corso.

Giunto alla Chiesa di San Marcello al Corso, dove si trova il Crocifisso miracoloso che nel 1522 venne portato in processione per i quartieri della città perché finisse la “Grande Peste” a Roma:

Ho chiesto al Signore di fermare l’epidemia: fermala con la tua mano. Ho pregato per questo

Ha invitato all’Adorazione e alla Comunione Spirituale:

La preghiera di adorazione, soltanto può darsi quando si entra nel mistero di Dio. Chiediamo al Signore la grazia che la Chiesa possa vivere nella concretezza della vita quotidiana e anche nella concretezza – tra virgolette – del mistero. Se non può farlo, sarà una Chiesa a metà, sarà un’associazione pia, portata avanti da prescrizioni ma senza il senso della adorazione. Entrare nel mistero non è sognare; entrar nel mistero è precisamente questo: adorare. Entrare nel mistero è fare oggi quello che faremo nel futuro, quando arriveremo alla presenza di Dio: adorare. Il Signore dia alla Chiesa questa grazia.   … …

Invito tutti coloro che sono lontani e seguono la Messa per televisione, a fare la comunione spirituale. “Ai tuoi piedi, o mio Gesù, mi prostro e ti offro il pentimento del mio cuore contrito che si abissa nel suo nulla e nella Tua santa presenza. Ti adoro nel Sacramento del Tuo amore, desidero riceverti nella povera dimora che ti offre il mio cuore. In attesa della felicità della comunione sacramentale, voglio possederti in spirito. Vieni a me, o mio Gesù, che io venga da Te. Possa il Tuo amore infiammare tutto il mio essere, per la vita e per la morte. Credo in Te, spero in Te, Ti amo. Così sia”.

Si unisce al “Rosario per l’Italia”, preghiera promossa dalla CEI, con la Sua preghiera e il Suo Messaggio:

Cari fratelli e sorelle, mi unisco alla preghiera che la Conferenza Episcopale ha voluto promuovere, quale segno di unità per l’intero Paese. In questa situazione inedita, in cui tutto sembra vacillare, aiutiamoci a restare saldi in ciò che conta davvero. È un’indicazione di cammino che ritrovo in tante lettere dei vostri Pastori che, nel condividere un momento così drammatico, cercano di sostenere con la loro parola la vostra speranza e la vostra fede.

Nella Sua sollecitudine e carità pastorale, con Decreto della Penitenziera Apostolica concede Indulgenze ai fedeli nell’attuale situazione di pandemia:

Si concede il dono di speciali Indulgenze ai fedeli affetti dal morbo Covid-19, comunemente detto Coronavirus, nonché agli operatori sanitari, ai familiari e a tutti coloro che a qualsivoglia titolo, anche con la preghiera, si prendono cura di essi.

Promuove la preghiera di tutti i cristiani:

Cari fratelli e sorelle,

oggi ci siamo dati appuntamento, tutti i cristiani del mondo, per pregare insieme il Padre Nostro, la preghiera che Gesù ci ha insegnato.

Come figli fiduciosi ci rivolgiamo al Padre. Lo facciamo tutti i giorni, più volte al giorno; ma in questo momento vogliamo implorare misericordia per l’umanità duramente provata dalla pandemia di coronavirus. E lo facciamo insieme, cristiani di ogni Chiesa e Comunità, di ogni tradizione, di ogni età, lingua e nazione.

Preghiamo per i malati e le loro famiglie; per gli operatori sanitari e quanti li aiutano; per le autorità, le forze dell’ordine e i volontari; per i ministri delle nostre comunità.

Oggi molti di noi celebrano l’Incarnazione del Verbo nel seno della Vergine Maria, quando nel suo “Eccomi”, umile e totale, si rispecchiò l’“Eccomi” del Figlio di Dio. Anche noi ci affidiamo con piena fiducia alle mani di Dio e con un cuore solo e un’anima sola preghiamo: Pater Noster … …

Promuove in una Piazza San Pietro vuota uno straordinario e  toccante momento di preghiera, trasmesso in tutto il mondo, con Benedizione eucaristica Urbi et Orbi, alla città e al mondo, concedendo l’indulgenza plenaria nella forma stabilita dalla Chiesa, a tutti quelli che hanno ricevuto la benedizione eucaristica anche a mezzo della radio, della televisione e delle altre tecnologie di comunicazione.

Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo ritrovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti.

Cari fratelli e sorelle, da questo luogo, che racconta la fede rocciosa di Pietro, stasera vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta. Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora: «Voi non abbiate paura» (Mt 28,5). E noi, insieme a Pietro, “gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché sappiamo che Tu hai cura di noi”.


Papa Francesco è saldamente al timone della Chiesa. E “mi piace”! …

Coronaviris, sii responsabile, abbi carità cristiana, amore del prossimo e patrio. Esci solo per recarti al lavoro e per le strettissime necessità, utilizzando tutte le precauzioni. Poi stai a casa. Consigli e link utili.

In un momento molto difficile per la nazione (e l’umanità) mi permetto di fare un appello al senso di responsabilità e carità cristiana di quanti leggono. Ognuno in questo momento può –e DEVE!– dare il suo contributo.

Esci solo per recarti al lavoro e per le strettissime necessità. Utilizza tutte le precauzioni tanto pubblicizzate. Utilizza quando viaggi per lavoro dei guanti usa e getta in lattice; se non hai mascherine puoi coprirti fino al naso con un foulard, una sciarpa o uno scaldacollo. Cerca, per quanto possibile, di mantenere la distanza di sicurezza dagli altri; per il saluto basta un cenno. Non toccarti naso, bocca e occhi senza motivo. Lavati spesso le mani con acqua e sapone o con una soluzione alcolica al 60% almeno.

Se non hai niente da fare di strettamente necessario, resta a casa, ma senza rimanere in ozio (che è padre di tutti i vizi).

A casa certamente troverai qualcosa da fare. E’ il momento buono per dedicarti magari ai tanti lavoretti che desideravi fare e per cui non avevi tempo, tipo sistemare quella tapparella che a volte si incastrava etc.

I ragazzi che stanno in casa perché la scuola è chiusa possono approfittare per ripassare qualche materia in cui sono carenti e/o rafforzarsi in altre, aiutare il papà in qualche lavoretto (i maschi certe cose devono saperle fare), leggere un libro, giocare qualche partita ai videogiochi e guardare qualche buon film.

Le ragazze oltre ai ripassi scolastici e alle attività già dette, devono imparare l’arte della cucina e del lavoro domestico (le femmine devono saper governare una casa).

Per non intorpidire il corpo -e di conseguenza lo spirito- si può fare ginnastica seguendo uno dei tanti corsi offerti gratuitamente su youtube. E’ divertente, e salutare, mettersi in tuta e fare allenamento seguendo un istruttore sullo schermo del pc o della tv (ricorda che “mens sana in corpore sano” e “l’ozio è padre di tutti i vizi“.

Non dimenticate di fare una preghiera comunitaria ai pasti e in altri momenti, oltre al momento di preghiera personale.

Per il resto sii responsabile e tieni un comportamento tale.

Metto dei link utili:

Ministero della Salute, FAQ – Covid-19, domande e risposte

Ministero della Salute, Nuovo coronavirus

Ministero della Salute, Covid-19. Raccomandazioni per la prevenzione

Federazione Italiana Medici Pediatri. Coronavirus: Decalogo e Precauzioni

Il Fatto Alimentare. Cibo, sicurezza & coronavirus

Il Santo Rosario. Come si recita

Youtube,ginnastica in casa“.

Ricette e cibi quaresimali. “Fagioli e scarola”.

Questa è una ricetta “povera” tipica del sud Italia. Visti il “livello” alimentare odierno, può benissimo essere adattata come cibo quaresimale a carattere penitenziale.

Esecuzione: mettere a bagno i fagioli il giorno prima in abbondante acqua fredda. Il giorno successivo sciacquare i fagioli, metterli a bollire a fuoco lento in acqua fredda senza aggiungere né sale né olio. Pulite e lavate la scarola e aggiungetela quando i fagioli sono cotti, salando e lasciando cuocere per 10-15 minuti ancora. L’olio deve essere aggiunto a crudo una volta impiattato.


Affinché tutti i fedeli però siano uniti in una celebrazione comune della penitenza, la Sede Apostolica intende fissare alcuni giorni e tempi penitenziali (63), scelti tra quelli che, nel corso dell’anno liturgico, sono più vicini al Mistero Pasquale di Cristo (64) o vengano richiesti da particolari bisogni della comunità ecclesiale (65). Perciò si dichiara e si stabilisce quanto segue:
I. § 1. Per legge divina tutti i fedeli sono tenuti a far penitenza.
§ 2. Le prescrizioni della legge ecclesiastica, circa la penitenza, vengono totalmente riordinate secondo le seguenti nonne.
II. § 1. Il tempo di Quaresima conserva il suo carattere penitenziale.
§ 2. I giorni di penitenza, da osservarsi obbligatoriamente in tutta la Chiesa, sono tutti i venerdì dell’anno e il mercoledì delle Ceneri o il primo giorno della Grande Quaresima, secondo i riti; la loro sostanziale osservanza obbliga gravemente.
§ 3. Salve le facoltà di cui ai nn. VI e VIII, circa il modo di ottemperare al precetto della penitenza in detti giorni, l’astinenza si osserverà in tutti i venerdì che non cadono in feste di precetto, mentre l’astinenza e il digiuno si osserveranno nel mercoledì delle Ceneri, o – secondo la diversità dei riti – nel primo giorno della Grande Quaresima, e nel venerdì della Passione e Morte di Gesù Cristo.
III. § 1. La legge dell’astinenza proibisce l’uso delle carni, non però l’uso delle uova, dei latticini e di qualsiasi condimento anche di grasso di animale.
§ 2. La legge del digiuno obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po’ di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate.

IV. Alla legge dell’astinenza sono tenuti coloro che hanno compiuto i quattordici anni; alla legge del digiuno invece sono obbligati tutti i fedeli dai ventun anni compiuti ai sessanta incominciati. Per quanto riguarda, poi, coloro che sono di età inferiore, i pastori d’anime ed i genitori cerchino con particolare cura di formarli secondo un autentico spirito di penitenza.

Costituzione Apostolica Paenitemini

Ricette e cibi quaresimali. “Uova all’acqua pazza”.

Questa è la versione “ricca” del “Pane all’acqua pazza“, vengono infatti aggiunte le uova.

L’esecuzione è come quella del pane all’acqua pazza, solo che quando l’acqua bolle si aggiungono due uova. Se vi piace il tuorlo liquido allora non cuocete per più di quattro minuti, se vi piace ben sodo proseguite la cottura fino a 8, 9 minuti.


Affinché tutti i fedeli però siano uniti in una celebrazione comune della penitenza, la Sede Apostolica intende fissare alcuni giorni e tempi penitenziali (63), scelti tra quelli che, nel corso dell’anno liturgico, sono più vicini al Mistero Pasquale di Cristo (64) o vengano richiesti da particolari bisogni della comunità ecclesiale (65). Perciò si dichiara e si stabilisce quanto segue:
I. § 1. Per legge divina tutti i fedeli sono tenuti a far penitenza.
§ 2. Le prescrizioni della legge ecclesiastica, circa la penitenza, vengono totalmente riordinate secondo le seguenti nonne.
II. § 1. Il tempo di Quaresima conserva il suo carattere penitenziale.
§ 2. I giorni di penitenza, da osservarsi obbligatoriamente in tutta la Chiesa, sono tutti i venerdì dell’anno e il mercoledì delle Ceneri o il primo giorno della Grande Quaresima, secondo i riti; la loro sostanziale osservanza obbliga gravemente.
§ 3. Salve le facoltà di cui ai nn. VI e VIII, circa il modo di ottemperare al precetto della penitenza in detti giorni, l’astinenza si osserverà in tutti i venerdì che non cadono in feste di precetto, mentre l’astinenza e il digiuno si osserveranno nel mercoledì delle Ceneri, o – secondo la diversità dei riti – nel primo giorno della Grande Quaresima, e nel venerdì della Passione e Morte di Gesù Cristo.
III. § 1. La legge dell’astinenza proibisce l’uso delle carni, non però l’uso delle uova, dei latticini e di qualsiasi condimento anche di grasso di animale.
§ 2. La legge del digiuno obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po’ di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate.

IV. Alla legge dell’astinenza sono tenuti coloro che hanno compiuto i quattordici anni; alla legge del digiuno invece sono obbligati tutti i fedeli dai ventun anni compiuti ai sessanta incominciati. Per quanto riguarda, poi, coloro che sono di età inferiore, i pastori d’anime ed i genitori cerchino con particolare cura di formarli secondo un autentico spirito di penitenza.

Costituzione Apostolica Paenitemini

Ricette e cibi quaresimali. “Riso in bianco”.

Il “Riso in bianco” è un ottimo piatto per i venerdì di Quaresima, giorni in cui bisogna astenersi dalle carni.
Per il resto credo non vi sia null’altro da aggiungere…


Affinché tutti i fedeli però siano uniti in una celebrazione comune della penitenza, la Sede Apostolica intende fissare alcuni giorni e tempi penitenziali (63), scelti tra quelli che, nel corso dell’anno liturgico, sono più vicini al Mistero Pasquale di Cristo (64) o vengano richiesti da particolari bisogni della comunità ecclesiale (65). Perciò si dichiara e si stabilisce quanto segue:
I. § 1. Per legge divina tutti i fedeli sono tenuti a far penitenza.
§ 2. Le prescrizioni della legge ecclesiastica, circa la penitenza, vengono totalmente riordinate secondo le seguenti nonne.
II. § 1. Il tempo di Quaresima conserva il suo carattere penitenziale.
§ 2. I giorni di penitenza, da osservarsi obbligatoriamente in tutta la Chiesa, sono tutti i venerdì dell’anno e il mercoledì delle Ceneri o il primo giorno della Grande Quaresima, secondo i riti; la loro sostanziale osservanza obbliga gravemente.
§ 3. Salve le facoltà di cui ai nn. VI e VIII, circa il modo di ottemperare al precetto della penitenza in detti giorni, l’astinenza si osserverà in tutti i venerdì che non cadono in feste di precetto, mentre l’astinenza e il digiuno si osserveranno nel mercoledì delle Ceneri, o – secondo la diversità dei riti – nel primo giorno della Grande Quaresima, e nel venerdì della Passione e Morte di Gesù Cristo.
III. § 1. La legge dell’astinenza proibisce l’uso delle carni, non però l’uso delle uova, dei latticini e di qualsiasi condimento anche di grasso di animale.
§ 2. La legge del digiuno obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po’ di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate.

IV. Alla legge dell’astinenza sono tenuti coloro che hanno compiuto i quattordici anni; alla legge del digiuno invece sono obbligati tutti i fedeli dai ventun anni compiuti ai sessanta incominciati. Per quanto riguarda, poi, coloro che sono di età inferiore, i pastori d’anime ed i genitori cerchino con particolare cura di formarli secondo un autentico spirito di penitenza.

Costituzione Apostolica Paenitemini

Ricette e cibi quaresimali. “Pane all’acqua pazza”.

Questa è una ricetta “povera” dei tempi andati, che può benissimo essere adattata come cibo quaresimale a carattere penitenziale sia nei giorni di digiuno che in quelli di astinenza.

Esecuzione: mettete in un pentolino dell’acqua e aggiungete un poco di peperoncino, dell’aglio, e portate ad ebollizione. Lasciate bollire per pochi minuti. Nel frattempo tagliate del pane raffermo a tocchetti abbastanza spessi e sistematelo in un piatto fondo. Versatevi sopra l’acqua  -quanto basta per ammorbidire il pane- e condite con un giro d’olio, aggiungendo se vi piace, un pizzico di origano.


Affinché tutti i fedeli però siano uniti in una celebrazione comune della penitenza, la Sede Apostolica intende fissare alcuni giorni e tempi penitenziali (63), scelti tra quelli che, nel corso dell’anno liturgico, sono più vicini al Mistero Pasquale di Cristo (64) o vengano richiesti da particolari bisogni della comunità ecclesiale (65). Perciò si dichiara e si stabilisce quanto segue:
I. § 1. Per legge divina tutti i fedeli sono tenuti a far penitenza.
§ 2. Le prescrizioni della legge ecclesiastica, circa la penitenza, vengono totalmente riordinate secondo le seguenti nonne.
II. § 1. Il tempo di Quaresima conserva il suo carattere penitenziale.
§ 2. I giorni di penitenza, da osservarsi obbligatoriamente in tutta la Chiesa, sono tutti i venerdì dell’anno e il mercoledì delle Ceneri o il primo giorno della Grande Quaresima, secondo i riti; la loro sostanziale osservanza obbliga gravemente.
§ 3. Salve le facoltà di cui ai nn. VI e VIII, circa il modo di ottemperare al precetto della penitenza in detti giorni, l’astinenza si osserverà in tutti i venerdì che non cadono in feste di precetto, mentre l’astinenza e il digiuno si osserveranno nel mercoledì delle Ceneri, o – secondo la diversità dei riti – nel primo giorno della Grande Quaresima, e nel venerdì della Passione e Morte di Gesù Cristo.
III. § 1. La legge dell’astinenza proibisce l’uso delle carni, non però l’uso delle uova, dei latticini e di qualsiasi condimento anche di grasso di animale.
§ 2. La legge del digiuno obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po’ di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate.

IV. Alla legge dell’astinenza sono tenuti coloro che hanno compiuto i quattordici anni; alla legge del digiuno invece sono obbligati tutti i fedeli dai ventun anni compiuti ai sessanta incominciati. Per quanto riguarda, poi, coloro che sono di età inferiore, i pastori d’anime ed i genitori cerchino con particolare cura di formarli secondo un autentico spirito di penitenza.

Costituzione Apostolica Paenitemini