Manifesti “contro” papa Francesco a Roma. Io aggiungerei altri e più solidi argomenti “contro“… [C’è da considerare l’ipotesi di “Operazione sotto falsa Bandiera”?]

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Questa mattina (erano le 6:00 circa) vedendoli davvero non credevo ai miei occhi. Davvero inusuale, per non dire che forse è la prima volta. Ho fatto una rapida ricerca col telefonino, e solo ora (le 11:50) scopro che è diventata effettivamente lo è – una “notizia“. Non so che dire.
Comunque capisco le esigenze di brevità di un manifesto, ma io sinceramente credo che ci siano altri argomenti ancora più pesanti da “usare” “contro“. Quali? Certamente la distruzione e quasi ridicolizzazione del Magistero pontificio di San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI -in perfetta e limpidissima continuità con il Magistero precedente della Chiesa- riguardo alla famiglia e al Matrimonio; l’accantonamento dei cosi detti “valori non negoziabili”, e la scarsa incisività, se non proprio il “silenzio” su altri temi ancora

Comunque il mondo è fondamentalmente malvagio, e io sono malfidato assai, e dato che niente è quel che sembra, guardo anche “contro” le apparenze…
E dopo averci ragionato un po’ su -da quel malfidato che sono- mi son detto: e se piuttosto che manifesti “contro” Francesco, siano dei manifesti “pro” Francesco e dei settori della “sua” Chiesa quella de “la Chiesa di Francesco“, la “Chiesa della Misericordia” (quella che chiude un occhio sulla “Verità” …) per far apparire gli altri, quelli che “recriminanocon quegli argomenti, per dei cattivoni, cattivoni che osano addirittura manifesti contro il papa?

Che sia una “Operazione sotto falsa Bandiera?
Al momento di questo post non si sa (e chi sa se mai si saprà …).

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Leggo: “non mi sembra di vedere nemmeno tutta quella «confusione»A me invece sembra ci sia proprio questo: disordine, babele, babilonia, bailamme, baraonda caos, casino, garbuglio, macello, marasma, scompiglio, subbuglio, miscuglio confuso di voci, baccano, babele, babilonia, bordello, cagnara, caos, casino, chiasso, fracasso, frastuono, macello, pandemonio, schiamazzo, scompiglio, strepito, subbuglio, trambusto, errore, sbaglio, incapacità di ordinare le idee, disorientamento, imbarazzo, scombussolamento, smarrimento, turbamento, sbigottimento, sconcerto. C’è una “guerra” in corso! E non si faranno prigionieri, “vae victis”!

Leggo qui: “non mi sembra di vedere nemmeno tutta quella «confusione»

A me invece sembra ci sia proprio questo: disordine, babele, babilonia, bailamme, baraonda caos, casino, garbuglio, macello, marasma, scompiglio, subbuglio, miscuglio confuso di voci, baccano, babele, babilonia, bordello, cagnara, caos, casino, chiasso, fracasso, frastuono, macello, pandemonio, schiamazzo, scompiglio, strepito, subbuglio, trambusto, errore, sbaglio, incapacità di ordinare le idee, disorientamento, imbarazzo, scombussolamento, smarrimento, turbamento, sbigottimento, sconcerto.
C’è una “guerra” in corso nella Chiesa! E non si faranno prigionieri, “vae victis”!

Riguardo a: “Presentare dei «dubia» è legittimo.
Io aggiungo che è “doverosorispondere da parte del papa, oltre che “cortesia“. “La cortesia si è sirocchia della carità, la quale spegne l’odio e conserva l’amore (I Fioretti di San Francesco Capitolo XXXVII, FF 1871 )” e papa Francesco, che del Serafico Santo d’Assisi porta il nome, dovrebbe!? saperlo …
Se non lo sa, si abbia il coraggio di dirglielo…

Riguardo a: “sono in servizio permanente effettivo nell’accusare il Papa qualsiasi cosa faccia o dica“.
Si può sempre favorevolmente e viceversa affermare, senza tema di smentita nè di dubbio, che papa Francesco è “in servizio permanente effettivo nell’accusare” e insultare i fedeli che non la pensano come lui “qualsiasi cosa facciano o dicano” con i più svariati -e poco caritatevoli, alla faccia del “chi sono io per giudicare …“- epiteti di cui trovate un lunghissimo, vasto e variegato elenco (probabilmente incompleto) qui.

Riguardo a: “un atteggiamento di ostilità nei confronti del Papa
Si può sempre favorevolmente e viceversa affermare, senza tema di smentita nè di dubbio, che con uguale forza e in direzione contraria esiste un atteggiamento totalmente acritico da parte di alcuni; di esaltazione de “le magnifiche sorti e progressive”, e di sensazionalismo per ogni atto gesto parola compiuto dal pontefice, che rasenta in certi casi il culto della personalità.

Riguardo a: “Hanno letto troppo Dan Brown!
Si può sempre favorevolmente e viceversa affermare, senza tema di smentita nè di dubbio, che alcuni hanno letto poco e male Amoris laetitia!
Nessuno si è accorto di quel “Apprezzo il femminismo quando …“? Ma come: il tanto magnificato papa che esorta a odiare le ideologie, loda l’ideologia femminista? E nessuno si è accorto della palese contraddizione? Allora effettivamente “esiste un atteggiamento acritico di esaltazione e magnificazione del pontefice“, se non ci si avvede di certe palesi contraddizioni… oppure si lodano i testi senza leggerli…
E se io affermo che il papa ha un atteggiamento, qui perfettamente certificato, da “qui lo dico e qui lo nego“, poi mi si accuserà di “un atteggiamento di ostilità nei confronti del Papa“?
Senza dimenticare che sembra alcuni abbiano letto e dimenticato ciò che affermano alcune Encicliche di San Giovanni Paolo II, una sua Esortazione Apostolica, i Documenti di Ratzinger quando era capo della Congregazione della Dottrina della Fede, e i suoi atti e discorsi da papa …

Riguardo a: “verso il Papa sono molto autoreferenziali
Si può sempre favorevolmente e viceversa affermare, senza tema di smentita nè di dubbio, che anche papa Francesco in certi testi e discorsi “autoreferenzialmente” cita solo se stesso. Qui e qui la prova provata …

Riguardo a: Sulla comunità ecclesiale mi sembra che la ricaduta sia praticamente nulla
Logicamente mi chiedo: se della”propaganda tradizionalista” … “Sulla comunità ecclesiale mi sembra che la ricaduta sia praticamente nulla“, perchè si spende tempo ed energia a dedicare cosi tanti articoli a contrastare questi cattivoni tradizionalisti, che contano e incidono “nulla? Si vedono pericoli nei mulini a vento?

Dulcis in fundo, riguardo alla parte del titolo “nella Chiesa di Francesco (ovviamente suppongo che il titolo non lo ha fatto l’intervistato, e quindi non ne ha parte).
Azz … “la Chiesa di Francesco“? E l’ha ereditata o l’ha comprata? Credo -e spero- la prima (la seconda non è verosimile, ma soprattutto è poco auspicabile…). E’ il duecentosessantaseiesimo che la regge e, lunga vita al papa, passerà di mano fino a quando Dio vorrà; numeri. La Chiesa è di Dio, e come diceva Benedetto XVI, Dio si serve dimezzi insufficienti” per governarla (seppur grandissimi certi papi, sono sempre mezzi insufficienti di fronte al “Padrone della Vigna“…

Logica considerazione finale: esistono due forti polarizzazioni in senso contario che sono indice di una tragica “guerra” in atto nella Chiesa. E dove c’è “guerra” ci sono i suoi visibili e deleteri effetti: «confusione», “disordine, babele, babilonia, bailamme, baraonda caos, casino, garbuglio, macello, marasma, scompiglio, subbuglio, miscuglio confuso di voci, baccano, babele, babilonia, bordello, cagnara, caos, casino, chiasso, fracasso, frastuono, macello, pandemonio, schiamazzo, scompiglio, strepito, subbuglio, trambusto, errore, sbaglio, incapacità di ordinare le idee, disorientamento, imbarazzo, scombussolamento, smarrimento, turbamento, sbigottimento, sconcerto.

E in questa “guerra” ci sarà un solo vincitore e non si faranno prigionieri. Guai ai vinti!

San Pio da Pietrelcina: “Bisogna essere forti per diventare grandi: ecco il nostro dovere. La vita è una lotta dalla quale non possiamo ritrarci, ma bisogna trionfarvi.

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San Pio da Pietrelcina al confessionile

Bisogna essere forti per diventare grandi: ecco il nostro dovere. La vita è una lotta dalla quale non possiamo ritrarci, ma bisogna trionfarvi.

San Pio da Pietrelcina: “Rifletti su quello che scrivi, perché il Signore te ne chiederà conto. Stai attento, giornalista!

San Pio da Pietrelcina

San Pio da Pietrelcina

Rifletti su quello che scrivi, perché il Signore te ne chiederà conto. Stai attento, giornalista!


Mi permetto un piccolo commento: vale anche per i blogger!
E un altro ancora: attenzione a cercare di dire la verità, non a scriver per piaggeria o per partito preso…
la verità dei fatti e delle cose su tutto.

San Pio da Pietrelcina: “Io non mi sono mai pentito della dolcezza usata, ma mi sono sentito un rimorso di coscienza e mi sono dovuto confessare, quando ho usato un po’ di durezza. Però, quando dico mitezza, non dico quella che lascia tutto andare. Quella no! Ma intendo quella che rende dolce la disciplina, la quale non va mai trascurata.

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San Pio da Pietrelcina

Io non mi sono mai pentito della dolcezza usata, ma mi sono sentito un rimorso di coscienza e mi sono dovuto confessare, quando ho usato un po’ di durezza. Però, quando dico mitezza, non dico quella che lascia tutto andare. Quella no! Ma intendo quella che rende dolce la disciplina, la quale non va mai trascurata.

Quando risulta necessario – anche con passi indietro“. Bene Santità, inizi da Amoris Laetitia. E necessario!

Quando risulta necessario – anche con passi indietro“.
Bene Santità, inizi da Amoris Laetitia. E necessario!

E soprattutto, chi ha suggerito di scrivere in Amoris Laetitia: “Apprezzo il femminismo quando …“, sia spedito a dir Messa in zone artiche!.

Il perchè non c’è bisogno che lo spieghi, nè necessita di particolari “esercizi spirituali” comprenderne la ragione.

Sant’Agostino: “Per la salvezza del gregge egli [Pietro] seppe accettare volentieri un simile rimprovero, anche se a lui rivolto da un pastore di grado inferiore.

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Dopo la sua venuta in Antiochia fu rimproverato da Paolo, ma la causa del rimprovero non fu perché egli si atteneva alle costumanze giudaiche, cioè del popolo nel quale era nato ed era stato educato, anche se poi non le rispettava quand’era fra i pagani.

Fu rimproverato perché tali costumanze egli voleva imporle ai pagani, a ciò indotto dalla presenza di alcuni, provenienti da Giacomo, cioè dalla Giudea e dalla Chiesa di Gerusalemme, presieduta da Giacomo.

Costoro erano ancora convinti che la salvezza dipendesse dalle pratiche legali, e Pietro, impaurito dalla loro presenza, evitava di frequentare i pagani, mostrando con la sua ambiguità d’essere d’accordo nell’imporre ai pagani i pesi di quell’asservimento legalistico. Ciò appare abbastanza chiaramente dal rimprovero di Paolo. Non dice infatti: Se tu, che sei un giudeo, vivi alla maniera dei pagani, come fai a tornare alle costumanze giudaiche?, ma dice: Come fai a costringere i pagani a vivere da giudei?

L’avergli poi rivolto il rimprovero alla presenza di tutti è perché vi fu costretto dalla necessità. Dal suo rimprovero infatti doveva essere sanata l’intera comunità, e pertanto correggere in segreto un errore palesemente nocivo sarebbe stato del tutto inutile.
Da notarsi inoltre la maturità spirituale e il progresso nella carità raggiunti da Pietro, cui dal Signore era stato detto per tre volte: Mi ami tu? Pasci le mie pecore.

Per la salvezza del gregge egli seppe accettare volentieri un simile rimprovero, anche se a lui rivolto da un pastore di grado inferiore. E in effetti colui che veniva rimproverato desta più stupore e rimane più difficile a imitarsi che non colui che lo rimproverava. In realtà è abbastanza facile scorgere il difetto da correggere nell’altro e intervenire con parole di disapprovazione o di rimprovero perché si corregga.
Correggere l’altro infatti è certamente più facile che non vedere in te stesso cosa tu abbia da correggere, e accettare di buon animo la correzione, anche se fatta da te stesso, peggio poi se te la faccia un altro, per di più inferiore, e te la faccia alla presenza di tutti.

Il comportamento di Pietro ha pertanto valore come grande esempio di umiltà, che è il sommo dell’ascesi cristiana in quanto con l’umiltà si tutela la carità, mentre nulla più della superbia ha potere di demolirla.

Per questo non disse il Signore: «Prendete il mio giogo e imparate da me, poiché io risuscito i morti da quattro giorni e li fo uscire dal sepolcro o perché scaccio dal corpo dell’uomo ogni sorta di demoni e guarisco tutte le malattie», e così di seguito; ma disse: Prendete il mio giogo e imparate da me che sono mite ed umile di cuore.

(Sant’Agostino, Esposizione sulla lettera ai Galati, 15)

Dal bel blog Cum Grano salis