Ratzinger: “Pastorale e dogma s’intrecciano in modo indissolubile”

Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote

 

“Pastorale e dogma s’intrecciano in modo indissolubile: è la verità di Colui che è a un tempo “Logos” e “pastore”, come ha profondamente compreso la primitiva arte cristiana che raffigurava il Logos come pastore e nel pastore scorgeva il Verbo eterno, che è per l’uomo la vera indicazione della via.”

(Joseph Ratzinger, Opera Omnia)

Quanto è bello questo porcile, e quanto sono belle queste macerie.

macerie porcile

*Dall’alto di un balcone, di una finestra o altro, guardare e vedere, quello che è innegabile,  porcile e macerie e esclamare: quanto è bello questo porcile, e quanto sono belle queste macerie. Mi raccomando eh, che non si ripulisca il porcile no, non sia mai! Anzi, sempre più insozzato, che il porcile più sudicio è e più porcile è, bello, sozzo.
E quelle macerie, ah quanto sono belle quelle macerie, meravigliose, fantastiche. Che non ci si accinga a metter ordine, ripulire, ricostruire, no, non sia mai! anzi, se qualche piccola pietra su pietra è rimasta, che la si dirocchi! E’ questo il bello delle macerie, disordine distruzione, caos. Che bello, tutto così, spontaneo! Si lasci tutto cosi, mi raccomando!*

(*L’autore del testo gode di ottima salute mentale. Spero sia chiaro il senso simbolico dello scritto: chi guarda dall’alto “di un balcone, di una finestra” è l’uomo investito di responsabilità -e che alle sue responsabilità si è ormai sottratto- e del porcile-mondo e delle macerie-società-rapporti umani ne traccia un quadro idilliaco e quasi se ne bea alla sua vista. E nulla dice e nulla pone in atto affinchè si cerchi di ripulire il porcile e ricostruire le macerie).

San Pio da Pietrelcina e gli insegnamenti della Grotta di Betlemme: Amore e dolore, umiltà e slancio apostolico.

Grotta Natività

“Quali e quanti non sono, o cristiani, gli insegnamenti che si partono dalla grotta di Betlemme! Oh come deve sentirsi acceso il cuore di amore per colui che tutto tenerezza si è fatto per noi! Oh come dovremmo ardere del desiderio di condurre il mondo tutto a quest’umile grotta, asilo del re dei re, più grande di ogni reggia umana, perché trono e dimora di Dio! Chiediamo a questo divin Bambino di rivestirci di umiltà, perché solo con questa virtù possiamo gustare questo mistero ripieno di divine tenerezze. Scintillano i palazzi della superba Israele, eppure non in essi venne al mondo la Luce! Baldanzosi di umana grandezza, nuotanti nell’oro e negli agi sono i magnati della nazione giudaica, ricolmi di vana scienza e superbia i sacerdoti del santuario, contro il vero senso delle divine rivelazioni attendono un Salvatore troppo impicciolito, veniente al mondo con umana grandezza e potenza.
…O sapienza o potenza di Dio, ci sentiamo di dover esclamare – estasiati col tuo Apostolo – quanto sono incomprensibili i tuoi giudizi e ininvestigabili le tue vie! Povertà, umiltà, abiezione, disprezzo, circondano il Verbo fatto carne; ma noi, dall’oscurità in cui questo Verbo fatto carne è avvolto, comprendiamo una cosa, udiamo una voce, intravediamo una sublime verità: tutto questo l’hai fatto per amore, e non c’inviti che all’amore, non ci parli che di amore, non ci dai che prove di amore.
Il celeste Bambino soffre e vagisce nel presepe per rendere a noi amabile, meritoria e ricercata la sofferenza: egli manca di tutto, perché noi apprendiamo da lui la rinunzia dei beni e degli agi terreni; egli si compiace di umili e poveri adoratori per invogliarci ad amare la povertà e preferire la compagnia dei piccoli e dei semplici a quella dei grandi del mondo. Questo celeste Bambino tutto mansuetudine e dolcezza vuole infondere nei nostri cuori col suo esempio queste sublimi virtù, affinché nel mondo dilaniato e sconvolto sorga un’era di pace e di amore. Egli fin dalla nascita ci addita la nostra missione, che è quella di disprezzare ciò che il mondo ama e cerca.
Oh! prostriamoci innanzi al presepe e con il grande san Girolamo, il santo infiammato di amore a Gesù Bambino, offriamogli tutto il nostro cuore senza riserva, e promettiamogli di seguire gli insegnamenti che giungono a noi dalla grotta di Betlemme, che ci predicano essere tutto quaggiù vanità delle vanità, non altro che vanità.”

(Epist. IV, 971-973)

Cardinale Bagnasco: “Per questo è irresponsabile indebolire la famiglia, creando nuove figure – seppure con distinguo pretestuosi che hanno l’unico scopo di confondere la gente e di essere una specie di cavallo di troia di classica memoria – per scalzare culturalmente e socialmente il nucleo portante della persona e dell’umano”

cavallo film troy
“Per questo è irresponsabile indebolire la famiglia, creando nuove figure – seppure con distinguo pretestuosi che hanno l’unico scopo di confondere la gente e di essere una specie di cavallo di troia di classica memoria – per scalzare culturalmente e socialmente il nucleo portante della persona e dell’umano. L’amore non è solo sentimento – è risuonato nell’Aula sinodale – è decisione; i figli non sono oggetti né da produrre né da pretendere o contendere, non sono a servizio dei desideri degli adulti: sono i soggetti più deboli e delicati, hanno diritto a un papà e a una mamma. Il nichilismo, annunciato più di un secolo fa, si aggira in Occidente, fa clima e sottomette le menti: “Manca lo scopo – scriveva Nietzsche –, manca la risposta, tutti i valori si svalutano” (Frammenti postumi 1887-88, in Opere, vol. III). A che cosa appigliarsi? Se manca lo scopo ideale, non si può rispondere alla domanda radicale, che, prima o dopo, emerge nel cuore di tutti: “Perché sono al mondo? Che senso ha la mia vita? Che cosa sto facendo?”.
Potrebbe essere, questo fantasma nichilista, un pungolo salutare per concentrare attenzione, sprigionare energie nuove, non essere dispersivi?

Il cardinale Bagnasco parla ancora in modo chiaro e cattolico!

Il problema -grosso- è che tanti, che stanno diventando troppi, nella Chiesa fanno da contraltare a chi parla ancora chiaro e cattolico. Codesti personaggi -di fresca nomina e non- che ora vanno per la maggiore col loro parlare volutamente ambiguo, un ecclesialese curialese che tante parole usa ma niente di concreto dice, questi “circiteristi” somigliano ai Molboro di un famosissimo videogioco, appena aprono bocca inducono ogni status alterato possibile nella mente e nelle coscienze.
E volge sempre al peggio: personaggi palesemente “non cattolici” arrivano, chiamati a Roma da ogni dove. ad ingrossarne le fila.

La “guerra nella Chiesa” prosegue mentre le coscienze anestetizzate e status-alterate battendo le manine, ben ammaestrate, ripetono il loro mantra: “Tutto va ben, madama la marchesa“.

La “guerra nella Chiesa” continua tranquillamente. Il caos regna sovrano. E nell’ “ospedale da campo” si anestetizzano i feriti e anche i medici e gli infermieri. Il “primario” sonnecchia e la “cura” non esiste. Ma c’è di peggio…

fulmine-su-cupola-sanpietroLa “guerra nella Chiesa” continua tranquillamente. Il caos regna sovrano. E nell’ “ospedale da campo” si anestetizzano i feriti e anche i medici e gli infermieri. Il “primario” sonnecchia e la “cura” non esiste…
E il peggio qual’è, vi chiederete?  Il peggio è che nessuno ne prende lucidamente atto, anzi si scagliano contro tutti quelli che lo dicono apertamente. Li compatisco, è l’effetto dell’anestesia, che si spruzza quotidianamente a dosi industriali, a giocare questi scherzi.

L’Udienza Generale come una promozione pubblicitaria?

Diagramma papato
L’operaio è degno della sua mercede”  ** (Si veda Poscritto 2 in fondo)

C’era un tempo in cui i fedeli aspettavano le occasioni in cui potevano partecipare e/o ascoltare le Udienze Generali, catechesi del papa, per nutrirsi spiritualmente e mentalmente delle sue parole e restarne edificati. Si pronunciavano parole profonde e non certo scontate, di una certa pure complessità e vigore spirituale ed intellettuale anche su temi di pregnante attualità, dove il papa spiegava ciò che doveva spiegare, catechizzava, si veniva esortati ed incoraggiati con una parola buona e di conforto che il fedele sempre si aspetta. Alla fine ci si sentiva soddisfatti di avere potuto ascoltare il papa, e i fedeli presenti se ne andavano  avendo avuto pure impartita la Solenne Benedizione.
C’era sempre un tempo in cui i fedeli aspettavano l’Angelus del papa per gli stessi identici motivi, e  alla fine ci si sentiva soddisfatti di avere potuto ascoltare il papa, e i fedeli presenti se ne andavano  avendo avuto pure impartita la Solenne Benedizione.

Le Udienze e gli Angelus di oggi sembra, almeno a me, non siano più cosi. Sembra, sempre almeno a me, che il papa viva in una sfera di cristallo e non sappia niente di quello che succede in giro per il mondo e mai quindi possa avere a dire qualche parola su tutto ciò.
Sembra, sempre almeno a me, che il papa col suo “chi sono io per giudicare” si senta esente anche sul dare giudizi morali sugli atti, giudizi sempre dovuti e sempre fatti dai precedenti pontefici.
Arriviamo purtroppo ad oggi e della Catechesi del papa cosa pubblicano tutti i giornali?
“Sacra Rota, il Papa: «Snellire le procedure»”
“Papa: “Sacra Rota faccia giustizia gratuitamente” “
“Francesco alla Rota romana: nullità matrimoniali gratuite”

Io come fedele sono sbigottito!
Una Udienza Generale, che dovrebbe essere occasione per catechizzare, esortare, incoraggiare, ridotta ad un annuncio di “promozione” di un atto di normale governo.
Santità, come Lei ben sa, Le appartiene la “potestà ordinaria che è suprema, piena, immediata e universale nella Chiesa”.
Lei può fare ciò che vuole -basta non contrasti il Diritto di Dio- quindi faccia.
Un fedele anonimo, qual son io però, osa chiederLe di farlo ma senza usare il pulpito di una Udienza Generale per proclamarlo. Secondo me ci sarebbero problemi più seri, ma forse Lei vivendo alla Domus Sanctae Marthae è poco informato della situazione in cui versa il mondo e i suoi abitanti, e poi non mi permetto di dettarLe l’agenda.
Le sarei grato se mi accontentasse.
Voglia paternamente accettare quanto filialmente in tutta sincerità le ho scritto e, se può, mi Benedica.

Poscritto 1: come devo comportarmi col parroco che mi chiede il contributo per Comunione e Cresima?
**Poscritto 2 : Non ricordo in quale Libro ho letto la frase “L’operaio è degno della sua mercede” citata in cima all’articolo…  chi mi rinfresca la memoria?