Sant’Antonio di Padova Sacerdote e dottore della Chiesa

Sant’Antonio di Padova Sacerdote e dottore della Chiesa 

Son sempre poche le parole per tessere le lodi di questo grande Santo, uno dei maggiori e migliori predicatori ed omileti. Riporto dunque alcuni brani tratti dai suoi “Sermones”:

-“Il cristiano deve appoggiarsi alla Croce di Cristo come il viandante si appoggia al bastone quando intraprende un lungo viaggio. Deve aver ben impressa nella mente e nel cuore la Passione di Cristo perché soltanto da tale sorgente deriva la parola della vita e della pace, della grazia e della verità.
Volgiamo i nostri occhi a Gesù, al Signore nostro inchiodato alla Croce di salvezza! Crocifiggiamo la nostra carne alla sua Croce mortificando i sensi; piangiamo per le iniquità che abbiamo com­messo noi e per quelle del nostro prossimo”

-“Dobbiamo fermamente credere e apertamente confessare che quello stesso corpo che nacque dalla Vergine, fu appeso alla croce, giacque nel sepolcro, risuscitò il terzo giorno, salì alla destra del Padre, è lo stesso corpo dato da Gesù come cibo agli Apostoli e lo stesso che la Chiesa consacra ogni giorno e distribuisce ai fedeli.
Sull’altare, sotto i segni del pane e del vino, è presente Gesù stesso, rivestito dell’umana carne con la quale si offrì al Padre divino e anche ora quotidianamente si offre. Chi lo riceve è ricolmato di ogni bene: le tentazioni sono smorzate, le amarezze si cambiano in gioie e la pietà trova il suo alimento“.

-“A contatto con lo Spirito Santo l’anima perde via via le sue macchie, la freddezza, la durezza e si trasforma tutta nel fuoco che la brucia; lo Spirito Santo, infatti, è ispirato all’uomo per infondergli una sua somiglianza, per quanto è possibile. Sotto la sua azione l’uomo si purifica, si riscalda, arriva all’amore di Dio, come dice l’Apostolo: «L’Amore divino s’è versato nei nostri cuori, per le Spirito Santo che ci fu dato».
Si, l’anima del giusto, nella quale lo Spirito Santo abita con i suoi doni ineffabili, diviene fragrante di divinità come una stanza in cui si conserva un balsamo prezioso“.

-“Voi siete la luce del mondo!… Ecco, il sole è fonte di calore e di luce. Ebbene, come la loro sorgente, così dai testimoni di Cristo devono sgorgare vita e dottrina a beneficio degli altri. Sia ardente di carità la tua vita, sia chiara la tua dottrina.
Il cristallo, percosso dai raggi del sole, li riverbera. Così il credente, illuminato dal fulgore di Cristo deve emettere scintille di parole e di esempi e accendere il prossimo”.

-“Sono i poveri, i semplici, gli umili, che hanno sete della parola di Vita e dell’acqua della Sapienza. Al contrario, I mondani che si inebriano con il calice d’oro del vizio, i saputi, i consiglieri dei potenti, credetemelo, non si lasciano annunciare il Messaggio divino. È un grande segno di predestinazione l’ascoltare volentieri la parola di Dio. Come l’esule, il quale cerca e sente con piacere le notizie provenienti dalla sua terra, dimostra di amare la sua patria, così si può dire che abbia già il cuore rivolto al Cielo il cristiano che ascolta con interesse chi gli parla della Patria celeste“.

-“Con la grazia è lo stesso Spirito Santo che come uno sposo si unisce all’anima che l’amore penitente ha purificato. Nozze divine da cui nasce il cristiano, erede della vita eterna… Perciò possiamo dire al Figlio di Dio: “Ecco noi siamo tue ossa e tua carne”.
Signore Gesù, pietà della nostra debolezza, perdono per i nostri peccati! Pietà di noi, membra tue, o Signore; tendici la mano fraterna, affinché ogni giorno della vita terrena sia un passo avanti nel nostro pellegrinare verso la Casa celeste. Fa’ che noi peccatori ci avviciniamo a Te, che Ti ascoltiamo. Degnati di accoglierci con Te e ristorarci alla Mensa della vita eterna!”.

-“La fede è la virtù principale e chi non crede è simile a quegli Ebrei che nel deserto si ribellarono a Mosè. Senza la fede non si entra nel regno di Dio, essa è la vita dell’anima.
Il cristiano è colui che, con l’occhio del cuore illuminato dalla fede, intuisce i misteri di Dio e ne fa pubblica professione.
La fede vera è accompagnata dalla carità. Credere in Dio, per il cristiano, non significa tanto credere che Dio esiste e neppure credere che Egli è verace, significa credere amando, credere abbandonandosi in Dio, unendosi e uniformandosi a Lui”.

-“La speranza è l’attesa dei beni futuri… Alla disperazione manca la forza per progredire perché chi ama il peccato non può tendere alla gloria futura. Tuttavia bisogna che la speranza non diventi presunzione, ma sia accompagnata dal timore, che è principio di sapienza. ­Nessuno infatti può giungere a gustare la dolcezza della sapienza se prima non assaggia l’amarezza del timore… Finché l’uomo spera Dio gli concede il perdono, la grazia; se l’uomo si pente dei sui peccati, può sperare la dolcezza del perdono”.

-“C’è un solo amore verso Dio e il prossimo: è lo Spirito Santo, perché Dio è amore.
L’amore, dice Sant’Agostino, ha avuto da Dio questa norma: che noi amiamo Dio per Se stesso con tutto il cuore e il prossimo come noi stessi; cioè per lo stesso fine e per lo stesso motivo per cui amiamo noi stessi, quindi nel bene.
Com’è grande l’amore di Dio per noi Egli ci manda il suo Figlio unigenito affinchè noi amiamo Lui, senza il quale vivere è morire poiché chi non ama rimane nella morte.
Se Dio ci ha amato a tal punto da darci il suo Figlio diletto, per cui tutto è stato fatto, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri”.

-“Il Signore aveva creato il paradiso terrestre e vi pose l’uomo perché vi lavorasse e Io custodisse. Purtroppo, Adamo malamente lo lavorò e malamente lo custodi. Fu quindi necessario che Dio creasse un altro Paradiso, di gran lunga più bello: la Madonna. In questo secon­do Paradiso fu posto il nuovo Adamo, Gesù, che vi compì opere grandi e Io custodì conservandolo incontaminato.
O Madre mia, come sei bella nell’anima e splendente nel corpo, nelle delizie della vita eterna!
In questo mondo la beata Vergine fu poverella e sconosciuta, ma in Cielo è gloriosa e bella, Regina degli Angeli. Che Ella ti inebri in ogni tempo! Che tu sia sempre rapito nel suo amore così che, assorto in Lei, tu sappia disprezzare i piaceri ingannevoli del mondo e calpestare la concupiscenza della carne“.

 -“O anima cristiana, se sarai fedele nella prova terrena, un giorno vedrai quel che mai occhio umano contemplò. Per te, infatti, è detto nella Scrittura: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchie udì, nè mai entrarono in cuore dl uomo, queste ha preparate Dio per coloro che lo amano» (1 Cor 2,9)… Allora sarà veramente sazio il tuo occhio, perché vedrai Colui che tutto vede… Allora sarai vera­mente regina tu, che ora sei schiava in esilio; sarai piena di delizia nel corpo e nell’anima glorificati. Il tuo cuore si dilaterà in una gioia indicibile.
Ora, come pellegrini del Cielo, posiamo stanchi la testa sulla pietra che è la costanza nella fede… ma un giorno reclineremo il capo sul petto di Gesù, come Giovanni apostolo nell’ultima Cena. Quanto grande è la tua dolcezza, o Signore! Tu la tieni nascosta per coloro che Ti onorano. Si, la tieni nascosta perché più ferventemente la cerchiamo, perché cercandola la troviamo, perché amandola la gustiamo in eterno!”.

Sant’Antonio di Padova -dai Sermones- : Sulla Confessione

 

Tieni presente che quattro sono gli impedimenti e i nemici della confessione: l’attaccamento al peccato, la vergogna di confessarsi, la paura della penitenza e il disperare del perdono. Chi nella confessione sbaraglia completamente questi quattro nemici, senza dubbio ripristina in se stesso il completo dominio del Signore.

Sant’Antonio di Padova

Tratto dai “Sermones”