Benedetto XVI stima Putin: “Si rende conto che l’uomo ha bisogno di Dio e ne è di certo intimamente toccato.”

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Come fu l’incontro con Putin ?

Interessante. Abbiamo parlato tedesco, lo conosce perfettamente. Non abbiamo fatto discorsi profondi, ma credo che egli – un uomo di potere – sia toccato dalla necessità della fede. E’ un realista. Vede che la Russia soffre per la distruzione della morale. Anche come patriota, come persona che vuole riportarla al ruolo di grande potenza, capisce che la distruzione del cristianesimo minaccia di distruggerla. Si rende conto che l’uomo ha bisogno di Dio e ne è di certo intimamente toccato. Anche adesso, quando ha consegnato al papa [Francesco]  l’icona, ha fatto prima il segno della croce e l’ha baciata…

Pagina 198 del libro


Dalla risposta data da Benedetto XVI a Seewald sembra emerga chiaro che il Papa Emerito nutra considerazione per il pensiero di Putin e stimi il suo comportamento cristiano anche nei gesti (ha fatto prima il segno della croce e l’ha baciata…).

Forse a qualcuno questa stima fa rodere il ….
SI SI. A certi brucia! E attaccano, martellano, demonizzano, associano impropriamente, marginalizzano, ghettizzano, criminalizzano

ma noi resisteremo comunque!

P.S. Di Obama invece Benedetto XVI dice: “Ha determinate idee che non possiamo condividere“.
Quali siano queste idee penso sia chiaro alle persone che ancora hanno senno
(e bisognerebbe chiarire come e da chi certe idee vengono oggi veicolate nella Chiesa Cattolica…).

P.S. 2 Leggetevi questo bellissimo e informatissimo articolo: Vatikan Pravda

Benedetto XVI – Ultime conversazioni : Profezie? “Tutto può essere (quindi anche le profezie della beata Emmerick sono possibili e credibili !?)

Lei conosce la profezia di Malachia, che nel medioevo compilò una lista di futuri pontefici prevedendo anche la fine del mondo, o almeno la fine della Chiesa. Secondo tale lista il papato terminerebbe con il suo pontificato E se lei fosse effettivamente l’ultimo a rappresentare la figura del papa come l’abbiamo conosciuto finora?

Tutto può essere. probabilmente questa profezia è nata nei circoli intorno a Filippo Neri. A quell’epoca i protestanti sostenevano che il papato fosse finito, e lui voleva solo dimostrare, con una lunga lista di papi, che invece non era cosi. Non per questo, però, si deve dedurre che finirà davvero. Piuttosto che la sua lista non era ancora abbastanza lunga!

Pagina 218 del libro


Quel “tutto può essere” pronunciato da Benedetto XVI, secondo me da alcuni non è stato analizzato bene, nella interezza della sua dirompente portata. Analizziamone il perchè.
Quello che ritengo importante nella risposta del papa emerito è quello che si evince, in merito alle Profezie,  dal pensiero di Benedetto XVI.
Tutto può essere”, cioè che le profezie o visioni su eventi futuri, attribuibili a santi e beati della Chiesa Cattolica, sono possibili e credibili. Sarebbe infatti assurdo pensare -e credere- che Benedetto XVI non tenga conto di quanto afferma San Paolo nella sua Prima lettera ai Tessalonicesi: “Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono.
E’ interessante notare un’altra cosa: la cosiddetta “Profezia di Malachia” che veniva attribuita a san Malachia, vescovo di Armagh vissuto nel XII secolo, è ritenuta negli ambienti storici moderni “un falso”, mentre in ambito religioso “fu messa in dubbio quasi subito da un libro del francescano François Carriere, … e venne rigettata anche dagli autorevoli padri bollandisti. Particolarmente approfondita fu la confutazione pubblicata nel 1689 dal gesuita Claude-François Ménestrier“.
Eppure papa Benedetto -che certamente non è a digiuno di notizie sulla profezia stessa- in barba alla interpretazioni ufficiali attribuisce la “Profezia di Malachia” ai “circoli intorno a Filippo Neri” e quindi come tale ritenendola ispirata dal santo stesso. Con questa operazione di attribuzione della “Profezia di Malachia” a san Filippo Neri egli ri-attribuisce possibilità e credibilità alla stessa, ritenendola solamente incompleta, “la sua lista non era ancora abbastanza lunga“, e questo a dispetto di certe interpretazioni che la supporrebbero solamente “un falso”.
Tutto può essere” quindi, secondo Benedetto, per quella che egli sembra ritenere una profezia nata nei circoli intorno a Filippo Neri in cui  “la sua lista non era ancora abbastanza lunga“.
Per analogia possiamo -e dobbiamo!?- pensare che allora Benedetto XVI certamente ritiene possibili e credibili le profezie-visioni della beata Anna Catharina Emmerick, religiosa e mistica tedesca beatificata da San Giovanni Paolo II il 3 ottobre 2004.
Le profezie-visioni della beata Emmerick sembrano molto verosimili rispetto a quanto avviene oggi nella Chiesa. In breve, c’è una visione di “due papi”, la protestantizzazione della Chiesa, la demolizione dall’interno e la tiepidezza dei sacerdoti e vescovi, il formarsi di due “fazioni” nella Chiesa, insomma, una certa apostasia. Potete leggere qui nel dettaglio le profezie-visioni della beata riguardo quanto detto sopra.

Alla fine del nostro ragionamento, che dire? Che probabilmente se ponessimo a Benedetto XVI la domanda:
Lei conosce le profezie-visioni della beata Anna Catharina Emmerick. Crede siano possibili?”

lui potrebbe rispondere con un netto: “Tutto può essere … ” .

 

 

Benedetto XVI – Ultime conversazioni : Parole pepate contro il “MafiaClub” San Gallo e il “TeamBergoglio”? (“MafiaClub” che avrebbe lavorato per anni a preparare l’elezione di papa Francesco)

benedetto-xvi-ultime-conversazioniDal Conclave in agosto era uscito papa Albino Luciani, Giovanni Paolo I, il “papa del sorriso”, come venne chiamato ben presto. Appena trentatrè giorni dopo la Chiesa cattolica, tuttavia, dovette accompagnare alla tomba un altro papa. La grande assemblea degli elettori si riunì di nuovo. Lei, come cardinale di Monaco, partecipò a entrambi i conclavi. Il risultato fu un evento sensazionale: per la prima volta da cinquecento anni venne eletto un papa non italiano. Ebbe una parte siqnificativa nella sua elezione?

No, non credo. Io ero uno dei cardinali più giovani e non mi arrogavo nemmeno il diritto di avere un ruolo. Di base sono contrario alle cospirazioni e a quel genere di sotterfugi, in particolare nell’elezione di un papa. Ciascun cardinale deve scegliere in base alla propria coscienza. Certo, noi tedeschi parlammo tra noi, ma senza prendere accordi.

Pagina 155 del libro


A quanto sembra Benedetto XVI è contrario al fatto che si faccia politica ecclesiale prima del conclave e soprattutto che si prendano accordi  precedenti per l’elezione di un papa. Benedetto ci dice che “ciascun cardinale deve scegliere in base alla propria coscienza“.

Il giornalista Marco Tosatti in un suo articolo, riferendo quanto sostengono i due storici della chiesa Jürgen Mettepenningen e Karim Schelkens autori di una biografia appena pubblicata del cardinale belga Godfried Danneels, scrive che “l’elezione di Jorge Bergoglio è stato il frutto delle riunioni segrete che cardinali e vescovi, organizzati da Carlo Maria Martini, hanno tenuto per anni a San Gallo, in Svizzera.”

Scrive Tosatti:
Danneels secondo gli autori, avrebbe lavorato per anni a preparare l’elezione di papa Francesco, avvenuta nel 2013. Egli stesso d’altronde, in un video   registrato durante la presentazione del libro a Bruxelles ammette di aver fatto parte di un club segreto di cardinali che si opponevano Joseph Ratzinger. Ridendo, lo definisce “un club mafia e portava il nome di San Gallo”.  

Il gruppo voleva una drastica riforma della Chiesa, molto più moderna e attuale, con Jorge Bergoglio Papa Francesco alla testa. Come poi è accaduto. Oltre a Danneels e Martini, del gruppo secondo il libro facevano parte il vescovo olandese Adriaan Van Luyn, i cardinali tedeschi Walter Kasper e Karl Lehman, il cardinale italiano Achille Silvestrini e quello britannico Basil Hume, oltre ad altri.
Scrive il giornale belga “Le Vif”: “Il 13 marzo 2013 una vecchia conoscenza era al fianco del nuovo papa Francesco: Godfried Danneels. Ufficialmente, era là in quanto decano dei cardinali-preti, ma in realà ha operato per degli anni come creatore di re discreto”.  Danneels è stato invitato di nuovo da papa Francesco al Sinodo sulla Famiglia che si svolgerà in ottobre a Roma. La sua figura è stata però molto criticata. Ha cercato di dissuadere una vittima di abusi sessuali dal denunciare l’autore, un vescovo (zio della vittima), e per questo motivo all’epoca del Conclave 2013 in Belgio c’era chi chiedeva che non fosse ammesso a eleggere il nuovo Papa. 
Inoltre le sue posizioni sul matrimonio omosessuale e sull’aborto (secondo la rivelazione di due parlamentari avrebbescritto al re del Belgio esortandolo a firmare la legge che lo consentiva) non sembrano in sintonia con il Magistero della Chiesa. E anche con quello che papa Francesco afferma.

Ora io posso osservare che la posizione di Benedetto XVI è chiara, certe cose Benedetto XVI le indica con parole pesanti: cospirazioni … sotterfugi .
Come è più o meno chiaro ciò che è successo a San Gallo.

Parole pepate quelle di Benedetto XVI contro il “MafiaClub” di San Gallo e tutti quelli che vi hanno partecipato? Parole pepate per il “Kingmaker”?
Domanda con un poco di “pepe” per chi ha almeno un poco di “sale” … in zucca …

P.S. Non si dimentichi poi il “caso” relativo alla biografia di papa Francesco scritta da Austen Ivereigh, e uscita in italiano per i tipi della Mondadori con il titolo “Tempo di misericordia. Vita di Jorge Mario Bergoglio”.   Nel libro si afferma che un certo numero di cardinali – che l’autore definisce il “team Bergoglio” subito dopo le dimissioni di Benedetto XVI hanno intessuto una tela per portare al soglio di Pietro l’arcivescovo di Buenos Aires.  

Se volete saperne di più e/o rinfrescarvi la memoria fate con comodo, ecco i due link:

Il caso del “Team Bergoglio”

Team Bergoglio. Ivereigh scrive.

Benedetto XVI – Ultime conversazioni : “Di sicuro non è tutto suo”. (Parole pepate sulla Evangelii gaudium)

Significa che non ha nemmeno ricevuto in anticipo la prima esortazione apostolica di papa Francesco, Evangelii Gaudium?

No. Però mi ha scritto una lettera personale molto bella con quella sua scrittura minuta. E’ molto più piccina della mia. Io in confronto scrivo grandissimo.

Si fatica a crederlo

Davvero. La lettera era molto affettuosa, per cui ho comunque ricevuto l’esortazione apostolica in una forma particolare. E anche rilegata in bianco, cosa che di solito si fa solo per il papa. La sto leggendo. Non è affatto un testo breve, ma è bello e avvincente. Di sicuro non è tutto suo, ma c’è molto di personale.

Pagine 45 e 46 del libro.


Tralasciando il fatto che Benedetto XVI ha ricevuto il testo dell’esortazione apostolica “in una forma particolare. E anche rilegata in bianco, cosa che di solito si fa solo per il papa“, la cosa che trovo curiosamente pepata è che mentre la sta ancora leggendo -ovviamente l’orizzonte temporale non è oggi, ma l’epoca dell’intervista- già afferma con decisa sicurezza che il contenuto letto “Di sicuro non è tutto suo“, di papa Francesco.
Benedetto XVI riconosce, nello stile o nel contenuto della esortazione, una linea teologica e/o di pensiero a lui ben nota,  quando era papa o … Prefetto dell’ex Sant’Uffizio ?

Domande con un poco di “pepe” per chi ha “sale” … in zucca …

Joseph Ratzinger: “”Noi abbiamo perduto il senso che i cristiani non possono vivere come vive chiunque. L’opinione stolta secondo cui non esisterebbe una specifica morale cristiana è solo una espressione particolarmente spinta della perdita di un concetto base: la ” differenza del cristiano “rispetto ai modelli del mondo.”

Il Santo Padre Benedetto XVI

“Noi abbiamo perduto il senso che i cristiani non possono vivere come vive chiunque. L’opinione stolta secondo cui non esisterebbe una specifica morale cristiana è solo una espressione particolarmente spinta della perdita di un concetto base: la ” differenza del cristiano “rispetto ai modelli del mondo.

Anche in alcuni ordini e congregazioni religiose si è scambiata la vera riforma con il rilassamento della austerità tradizionale. S’è scambiato il rinnovamento con l’accomodamento.

Per fare un piccolo esempio preciso: un religioso mi ha riferito che la dissoluzione del suo convento era cominciata – molto concretamente – quando si era dichiarata “non più praticabile” la levata dei frati per la recita dell’ufficio notturno previsto dalla liturgia. Ebbene, questo indubbio ma significativo “sacrificio” era stato sostituito con uno stare a guardare la televisione sino a notte avanzata. Un piccolo caso, in apparenza: ma è anche di questi “piccoli casi” che è fatto il declino attuale della indispensabile austerità della vita cristiana. A cominciare da quella dei religiosi“.

Oggi più che mai il cristiano deve essere conscio di appartenere a una minoranza e di essere in contrasto con ciò che appare buono, ovvio, logico per lo “spirito del mondo”, come lo chiama il Nuovo Testamento. Tra i compiti più urgenti per il cristiano, c’è il recupero della capacità di opporsi a molte tendenze della cultura circostante, rinunziando a certa solidarietà troppo euforica post-conciliare.

Dunque, accanto alla Gaudium et spes (il testo del Concilio sui rapporti tra Chiesa e mondo) possiamo ancora tenere l’Imitazione di Cristo.

Si tratta, ovviamente, di due spiritualità molto diverse. L’Imitazione è un testo che rispecchia la grande tradizione monastica medievale. Ma il Vaticano II non voleva affatto togliere le cose buone ai buoni. (…) occorre una nuova evidenza, una nuova gioia, se posso dire una nuova “fierezza” (che non contrasta con l’umiltà indispensabile) di essere cattolici.”

(Rapporto sulla Fede cap. ottavo)