Le Seduzioni dell’Anticristo. Omelia nella S. Messa della notte di Natale, 1990

«Cristo, il Galileo, è stato il riformatore dell’umanità, predicando il bene morale; io invece sono il benefattore di questa umanità. Darò a tutti gli uomini ciò che è loro necessario. Il Cristo come moralista ha diviso gli uomini secondo il bene ed il male; io li unirò ricolmandoli di benefici, senza distinzione tra buoni e cattivi… La mia giustizia non sarà solo compensatrice, ma anche distributiva».
Non una giustizia che ricompensa secondo i meriti, ma che concede a ciascuno ciò che desidera.
Con queste suggestive promesse il pensatore russo Vladimir
Solov’ev, alla fine del secolo scorso, ha sintetizzato profeticamente il programma religioso, politico e sociale dell’«uomo del futuro»: il grande uomo venuto a completare e definire il destino dell’umanità, come vero ed ultimo salvatore: l’Anticristo.
Un modello di Anticristo diverso da quello biblico, che impersonava le forze del male e venne identificato dalla tradizione popolare nei personaggi più abietti della storia, come Erode e Nerone.
L’Anticristo descritto da Solov’ev con straordinaria preveggenza, cento anni or sono, è l’uomo moderno. Un uomo che pretende di essere razionale e buono, che promette al mondo la felicità. E persuaso di essere investito della missione di svelare agli uomini, con la sola intelligenza umana, tutta la verità, superando la verità stessa rivelata.
È il nuovo profeta, che ha il compito di predicare la verità totale e definitiva sull’uomo. È un genio straordinario, di una moralità irreprensibile; un filantropo, pieno di compassione, non solo amico degli uomini, ma anche degli animali, e soprattutto proteso, una volta raggiunto il potere politico universale, ad instaurare l’uguaglianza ritenuta più essenziale per l’uomo: quella della «sazietà generale».
L’Anticristo di Solov’ev riesce, nel volgere di pochi anni, ad autoproclamarsi imperatore universale, riconosciuto da tutti. È l’uomo capace di riunire tutti i popoli, di realizzare la pace sociale, di unificare ecumenicamente tutte le religioni ed i culti, elidendo ogni differenza e divisione, perché ritenute causa di tutti i conflitti della storia.
Il racconto profetico dello scrittore russo descrive però anche il crollo finale del tempio innalzato per celebrare questo progetto umano, nel solco dell’episodio antico della Torre di Babele.
L’Anticristo fallisce definitivamente allorquando, nelle ultime fasi dell’unificazione di tutte le religioni, viene chiamato, dai cristiani, ormai ridotti ad un’esigua minoranza, come il resto di Israele, a svelare se stesso ed a professare la sua posizione nei confronti del Galileo, di Gesù Cristo, il Figlio di Dio. La sua professione di fede è ambigua. Cristo, per lui, non è propriamente il Figlio di Dio fatto uomo, ma solo un grande profeta.
In quel momento si consuma il fallimento del progetto dell’Anticristo. I popoli da lui sedotti, con la promessa di liberazione e di benessere universale, fondato sulla distribuzione di benefici a tutti gli uomini, buoni e cattivi indistintamente, si ribellano al suo potere.
In questa notte di Natale, in cui celebriamo il mistero della nascita di Dio nel mondo, non mancano i motivi per meditare su questo progetto umano di salvezza dell’Anticristo, perché questo Anticristo, così come è descritto da Solov’ev risulta più che mai attuale ai nostri giorni.
Anche oggi l’umanità è sedotta da una promessa di uguaglianza nella giustizia, realizzata solo dall’uomo; sente le lusinghe di una pace globale, affidata solo alla buona volontà di tutti e spera in un benessere universale, come fatto risolutore, capace finalmente di garantire all’uomo la salvezza.
Noi cristiani dobbiamo rimanere coscienti dell’inganno di questo progetto, che non comprende Cristo, senza però sottrarci al compito di collaborare con tutti gli uomini per realizzare i diritti fondamentali della persona, la pace universale ed il benessere materiale dei popoli.
Sarebbe tuttavia la negazione dell’unicità di Cristo credere che la salvezza della nostra persona e dell’umanità, si risolva semplicemente in una migliore organizzazione politica ed economica della convivenza umana.
È un progetto che accompagna la storia dell’umanità di tutti i tempi: quello di ridurre il messaggio del cristianesimo ad una semplice saggezza umana, realizzata dagli spiriti più illuminati ed altruisti.
E una proposta che si identifica nella pacificazione sociale solo esteriore, nella soddisfazione di ciò che appare più essenziale e necessario nella vita terrena, sia nel campo dei bisogni materiali che spirituali.
L’Anticristo può mostrarsi, nel corso della storia, nella veste di singole persone. Esse, tuttavia, sono sempre l’espressione di posizioni filosofiche e culturali, morali o religiose, collettive, dai mille volti, proposte come alternativa radicale al cristianesimo.
In ogni epoca esistono impostazioni filosofico-culturali o religiose che tendono, in ultima analisi, a negare Cristo o a dimostrare che Egli non è l’unico Redentore del mondo e che la Sua signoria, così come il Suo amore per noi, non sono necessari per la salvezza dell’uomo; anzi, diventano un intralcio, un impedimento alla realizzazione della nostra felicità.
Oggi come nel passato l’Anticristo è tutto ciò che tende a convincerci che non v’è più posto per il Cristo nella nostra esistenza; che la sua umanità, in cui il Verbo, il Logos di Dio, si è incarnato, ha esaurito il suo ruolo storico e perciò non è più necessaria.
L’Anticristo si concretizza in tutte quelle dottrine, che si pongono in modo sostitutivo alla fede in Cristo, offrendosi come forme diverse di salvezza per l’umanità.
La nostra capacità di cristiani deve essere quella di saper individuare, nella fede, i segni della sua presenza.
Nel mondo contemporaneo tali segni sono ravvisabili, non solo in quei regimi tradizionalmente atei o anticlericali, dei quali la storia europea recente ha registrato il clamoroso fallimento, ma sono ravvisabili anche in sistemi politici ed economici improntati alla democrazia, alle leg- gi della libertà di mercato e ad una più grande tolleranza.
In entrambi i casi, infatti, seppure in modi diversi, si possono realizzare i controvalori dell’Anticristo, tra i quali la secolarizzazione, l’indifferentismo religioso, l’etica del piacere, del successo e del potere; il primato dell’economia sulla morale e dell’utile sul giusto, il disprezzo per la vita umana in tutti i suoi stadi. A quante iniquità stiamo assistendo nel nostro tempo, nel mondo occidentale e nel nostro piccolo Paese, nei confronti dei più deboli, degli emarginati e degli indifesi.
Per non dire della situazione dei popoli del Medio Oriente, come quello libanese, forse lacerato e disperso in modo definitivo; quelli palestinese ed israeliano, martoriati da insanabili odi etnici e religiosi, ed infine, le sorti delle popolazioni del Golfo Persico, su cui incombe, oggi più che mai, lo spettro di una guerra spaventosa.
Questi popoli, di diversa religione ed appartenenza etnica, pagano allo stesso modo, l’assenza di una vera politica internazionale di pace e di giustizia, che, per quasi un secolo, ha lasciato libero il campo alla cupidigia economica di un potere di diversa ispirazione ideologica, che preferisce nascondersi dietro le quinte di un presunto interesse universale.
L’Anticristo non è tuttavia presente solo nell’azione dei centri di potere, più o meno occulti, ma anche nell’intimo della nostra vita quotidiana.
L’Anticristo si profila in noi quando viviamo il cristianesimo, non a parti re dalla persona di Cristo, dal dono di se stesso, nella sua nascita, morte e risurrezione, ma piuttosto a partire dalle nostre istintività personali, dai nostri desideri illegittimi, dalle nostre passioni, individuali e collettive.
La diffusione, tipica dell’ora presente, di una morale edonistica, il culto del benessere fisico e materiale, il tentativo disperato di eludere il dolore, l’indisponibilità al sacrificio, la sordità ai bisogni del prossimo, il tentativo di emanciparsi dalla morale cristiana, non sono altro che uno dei molti modi attraverso i quali cancelliamo il Cristo dalla nostra vita.
Un’altra forma di falsificazione del Cristo si manifesta in noi, quando invece di amare prima di tutto la Sua persona, cerchiamo, non senza presunzione, di entrare in contatto con Lui, per ottenere prima di tutto una risposta ai nostri bisogni e ai nostri capricci contingenti.
Il nostro essere cristiani ed il nostro amore per Cristo si fermano, spesso, laddove arrivano le nostre piccole esigenze.
Anche nei momenti più difficili e drammatici della nostra esistenza non è raro in noi l’atteggiamento di invocare il suo aiuto, senza che vi sia in noi una vera e profonda fede; tant’è che siamo capaci, una volta esauditi, di tornare alla nostra incredulità.
Dal Signore Gesù Cristo cerchiamo di strappare, prima di tutto, ciò che riteniamo essere mondanamente utile per noi: la grazia o il miracolo, da inserire però nel nostro progetto, senza credere in Lui ed amarlo veramente.
Questo, cari fratelli e sorelle, è sovente il nostro modo di essere cristiani; questa è la funzione distorta che noi attribuiamo a Gesù Cristo, nella nostra vita individuale e sociale.
Giustifichiamo nella nostra esistenza tutta una serie di posizioni equivoche, di cui l’Anticristo, prospettato nell’Antico e nel Nuovo Testamento, è appunto l’esponente compiuto e definitivo.
Ma, davanti alla culla di questo bambino, nel quale il Verbo di Dio si è degnato diventare uomo come noi, dobbiamo interrogarci sul nostro rapporto reale con la Sua persona.
Perché, cari fratelli e sorelle, qui presenti o partecipi, attraverso le antenne radio, a questa celebrazione, sempre suggestiva e commovente, perché dobbiamo aderire a Cristo ed amarlo con tutto l’affetto del nostro cuore?
Esiste un’unica ragione per spiegare l’accoglienza che dobbiamo offrirgli. Non possiamo amare Cristo solo perché sarebbe il più grande tra gli uomini, essendo anche Dio, e neppure in ultima analisi, perché ci ha lasciato norme di vita incomparabili per rendere più umana la nostra esistenza.
La sola vera ragione per amare Cristo è perché Cristo, nell’unicità del suo cuore, ci ha amati di un amore unico al mondoUn amore che si dona a noi, anche in questa notte, come sulla Croce, indipendentemente dalle nostre debolezze e dai nostri peccati.
Solo la certezza che Egli ci, ama, può aiutarci a sconfiggere in noi e nel mondo la presenza dell’Anticristo. E il sorriso con il quale ci guarda, in questa notte, deve riempirci di affetto e di amore per Lui.

Fonte

M. Twain. “Lettera dell’angelo del protocollo”.

Propongo la “Lettera dell’angelo del protocollo” di M. Twain, autore che “quando parlava di Dio si esprimeva sempre con profondo sarcasmo” (Cit. Wikipedia), perché la trovo un utile “pungolo” per riflettere sulla nostra vita spirituale, sull’umiltà, su quanto a volte onoriamo Dio solo con le labbra, mentre il nostro cuore é lontano da Egli.


Ufficio dell’angelo del protocollo
Sezione petizioni
20 gennaio

Andrew Langdon
Commerciante di carbone
Buffalo, New York.

Come da istruzioni ricevute, mi pregio informarVi che il Vostro recente atto di bontà e di abnegazione è stato registrato su una pagina del registro “Azioni auree degli uomini“, distinzione, mi sia lecito osservare, che non è soltanto straordinaria, ma unica.

Riguardo alle Vostre preghiere della settimana terminata il 19 u.s. ho l’onore di riferire quanto segue:
1) Istanza che le condizioni atmosferiche facciano aumentare il carbon fossile di quindici cents alla tonnellata. Concesso.
2) Intervento sugli operai onde sia possibile ridurre i salari del dieci per cento. Concesso.
3) Crollo dei prezzi della torba della concorrenza. Concesso.
4) Per una visita all’uomo, o alla famiglia dell’uomo che ha aperto a Rochester un deposito concorrente di carbone al dettaglio. Concesso, come segue: difterite, 2: 1 mortale; scarlattina, 1: con risultato sordità e imbecillità. NOTA. La preghiera avrebbe dovuto essere diretta contro i padroni del suddetto, la N.Y. Central R.R.Co.
5) Per la deportazione a Sheol delle numerose persone che ogni giorno sogliono infastidirVi chiedendo lavoro o favori di ogni sorta. Preso in esame, con riserva di fare conoscere la decisione. Si addiverrà, comunque, a un compromesso, apparendo questa petizione in contrasto con altra in pari data che verrà menzionata più oltre.
6) Richiesta di morte in forma violenta contro il vicino che ha lanciato un mattone al gatto di famiglia, mentre il medesimo miagolava. Tenuta in evidenza per ulteriore esame ai fini d’una soluzione di compromesso, perché in contrasto con altra preghiera formulata in pari data e appresso citata.
7) Imprecazione: “Maledetta la causa missionaria!”. Tenuta in evidenza, come sopra.
8) Richiesta perché i profitti di dicembre, ammontanti a $ 22.230 salgano a $ 45 mila in gennaio e continuino a essere incrementati ogni mese in una proporzione che “possa soddisfarVi”. Accordato, ma si accetta con riserva la clausola aggiuntiva.
9) Per un ciclone che distrugga gli impianti e inondi la miniera della North Pennsylvania Co. NOTA. – I cicloni non sono tenuti in deposito nella stagione invernale. Dietro richiesta può essere fornito, come articolo di fiducia, del grisou.

Le nove istanze di cui sopra sono state elencate a parte, essendo di importanza speciale. Le duecentonovantotto rimanenti suppliche, rientranti nel capitolo “Provvidenze speciali, titolo A” e concernenti la settimana terminante il 19 u.s. vengono accettate in blocco con l’avvertenza, però, che tre dei trentadue casi richiedenti morte immediata sono stati risolti con malattie incurabili.

Rimane con questo chiuso il corriere settimanale di petizioni note a questo ufficio sotto la denominazione di “suppliche segrete del cuore”, suppliche che, per ovvie ragioni, ricevono la nostra e più urgente attenzione.

Gli altri argomenti del corriere settimanale rientrano nel capitolo “preghiere pubbliche” e cioè quello che abbraccia le preghiere pronunziate nelle riunioni religiose, nelle scuole domenicali, nelle riunioni pubbliche, nelle preghiere familiari ecc. Il valore di queste preghiere varia a seconda del tipo di cristiano che le recita. La prassi che questo ufficio segue è di dividere i cristiani in due grandi classi, a seconda dello spirito da cui sono animati: 1) cristiani professanti; 2) cristiani professionisti. Questi, a loro volta, sono specificatamente suddivisi e classificati secondo forma, specie e famiglia; e infine la consistenza è determinata per carati, con un minimo di uno e un massimo di mille.

Le registrazioni relative al trimestre terminante il 31 dicembre 1847 Vi classificavano come segue:
Grande classificazione: cristiano professante.
Forma: un quarto di massimo.
Specie: umana-spirituale.
Famiglia: A degli Eletti, divisione 16.Consistenza: 322 carati fino.

Le registrazioni concernenti il trimestre testé decorso (vale a dire, quarant’anni dopo) Vi classificano come segue:
Grande classificazione: cristiano professionista.
Forma: sei centesimi di massimo.
Specie: umana-animale.
Famiglia: W degli Eletti, divisione 1547.Consistenza: 3 carati fino.

Ho l’onore di richiamare la Vostra attenzione sul fatto che, a quanto sembra, Vi siete deteriorato.
Per riassumere il rapporto sulle Vostre preghiere pubbliche (con la nota marginale che, per incoraggiare i cristiani del grado Vostro o simili, è costume di questo ufficio concedere Loro molti favori che non sarebbero concessi a cristiani di grado più elevato, i quali, d’altronde, non li richiederebbero, o ne richiederebbero soltanto una parte):

Preghiera: che il tempo sia misericordiosamente propizio ai poveri e agli ignudi. Negata.
È stata recitata in una riunione religiosa ed è in conflitto con la voce n. 1 di questo rapporto che era una supplica segreta del cuore. È inderogabile regola di questo ufficio vietare che talune specie di preghiere pubbliche di cristiani professionisti ottengano la precedenza sulle suppliche segrete del cuore.

Preghiera: per tempi migliori e cibo più abbondante per il “lavoratore dalle mani callose, le cui pazienti e dure fatiche rendono confortevoli le case e agevoli le strade dei più fortunati e lo fanno meritevole della Nostra vigile ed efficace protezione dai torti e dalle ingiustizie che l’avida avarizia gli arrecherebbe e delle più tenere premure dei Nostri cuori grati”. Preghiera di riunione religiosa: respinta. È in conflitto con la supplica segreta del cuore n. 2.

Preghiera: che coloro che, in qualsiasi modo, ostacolano le Nostre preferenze possano essere generosamente benedetti, sia Loro che le Loro famiglie, chiamando Noi qui i Nostri cuori a testimoni che nella Loro mondana prosperità Noi siamo spiritualmente benedetti e le Nostre gioie rese perfette”. Preghiera di riunione religiosa. Respinta. In conflitto con le segrete suppliche del cuore n. 3 e n. 4.

“Oh, che nessuno diventi erede delle pene di perdizione attraverso Nostre parole e atti”. Preghiera familiare. Ricevuta quindici minuti prima della supplica segreta del cuore n. 5, con la quale è nettamente in contrasto. Si consiglia di ritirare o l’una o l’altra preghiera, ovvero di modificarle entrambe.

“Siate misericordiosamente comprensivi verso tutti coloro che vorrebbero arrecarvi offesa nelle Nostre persone o nella Nostra proprietà”. Include l’uomo che ha lanciato il mattone al gatto. Preghiera familiare. Ricevuta qualche minuto prima del n. 6, supplica segreta del cuore. Suggeriamo modifiche per eliminare la contraddizione.

“Concedete che la nobile causa missionaria, l’opera più preziosa affidata alle mani degli uomini, possa diffondersi e prosperare senza ostacoli o limiti in tutte le terre pagane che ancora Ci rimproverano per le Loro tenebre spirituali”. Preghiera non richiesta e introdotta in una riunione del Comitato americano. Ricevuta quasi mezza giornata prima della supplica segreta del cuore n. 7. Questo ufficio non si interessa di missionari né ha rapporto alcuno con il Comitato americano. Vorremmo esaudire una di queste preghiere,  ma non possiamo accettarle entrambe. Si suggerisce di ritirare quella del Comitato americano.
Questo ufficio desidera per l’ennesima volta richiamare la più urgente attenzione sulla Vostra osservazione connessa al n. 8. È ormai cosa risaputa.

Delle quattrocentosessantaquattro specificazioni contenute nelle Vostre preghiere pubbliche per la settimana, e non elencate precedentemente in questo rapporto, ne concediamo due, e neghiamo il resto. Vale a dire: concessa 1) “che le nubi possano continuare a compiere il loro ufficio: 2) e il sole il suo”. Si trattava, comunque, dello scopo divino; sarete lusingato nel sapere che non lo avete intralciato. Delle quattrocentosessantadue preghiere secondarie respinte, sessantuno erano state formulate nella scuola domenicale. A questo proposito devo ancora una volta rammentarVi che non esaudiamo preghiere di scuole domenicali di cristiani professionisti, della specie tecnicamente nota in questo ufficio come tipo John Wanamaker. Noi le classifichiamo semplicemente come “parole” e valgono a pro di chi le dice a seconda del numero pronunziato entro certi limiti di tempo: tremila per un quarto di minuto, o nessun punteggio; quattromiladuecento e possibilmente cinquemila è un punteggio che gli esperti ritengono frequentissimo nelle scuole domenicali e hanno lo stesso valore di due inni e di un bouquet portato da signorine nella cella d’un assassino il mattino dell’esecuzione. Le rimanenti quattrocento e una preghiere particolari hanno soltanto valore di chiacchiere. Le rinviamo in blocco e ce ne serviamo come venti di prua per ritardare le navi delle persone malvage, ma ne occorrono tante per ottenere qualche risultato che non possiamo concedere nulla per il loro uso.

Desidero aggiungere a questo rapporto qualche mia personale osservazione. Quando certe determinate persone compiono un rilevante atto di bontà, Noi le onoriamo di un credito mille volte superiore a quello che si concederebbe a esseri migliori di loro. Questo, in considerazione dello sforzo compiuto. Voi godete, qui, d’un credito molto più ingente di quello che la Vostra classificazione comporterebbe, e ciò in virtù di alcuni atti di abnegazione che hanno di gran lunga superato ciò che avremmo potuto attenderci da Voi. Anni fa, quando avevate un capitale sociale di soli centomila dollari e inviaste due dollari alla Vostra cugina vedova e ridotta in povertà, che si era rivolta a Voi per aiuto, molti in cielo non furono capaci di crederVi e ancor più numerosi furono coloro che credettero che il denaro fosse falso. La Vostra riputazione ricevette gran lustro allorché risultò che tali sospetti erano infondati. Un paio d’anni dopo, quando inviaste alla fanciulla povera quattro dollari in esito ad altro appello, tutti vi credettero e Voi foste per giorni e giorni l’argomento della conversazione. Due anni dopo, in seguito a supplica ricevuta, inviaste sei dollari, quando il figlio minore della vedova morì e questa azione portò al culmine la Vostra fama. Tutti, in cielo, dicevano: “Avete saputo di Andrew?” giacché qui, ora, tutti Vi chiamano affettuosamente Andrew. Le elargizioni da Voi fatte in misura sempre crescente, ogni due o tre anni, hanno mantenuto il Vostro nome su tutte le labbra e il calore in tutti i cuori. Tutto il Cielo vi osserva, la domenica, quando Vi recate in chiesa con la Vostra bella carrozza; e quando la Vostra mano si allontana dal vassoio delle elemosine un grido di allegria risuona fino alle vermiglie mura della remota Sheol: “Un altro nichelino di Andrew!”.
Ma il non plus ultra fu raggiunto alcuni giorni fa, quando la vedova Vi scrisse che non avrebbe potuto recarsi a insegnare in una scuola di un lontano villaggio se non avesse avuto cinquanta dollari occorrenti per il lungo viaggio a Lei e ai due bimbi che le erano rimasti. Voi calcolaste il profitto netto percepito il mese scorso dalle Vostre tre miniere di carbone: $22.230, e a esso aggiungeste il profitto certo del mese in corso: $ 45.000 o forse cinquantamila. Quindi, presa la penna e il libretto di assegni Le inviaste per posta “quindici dollari tondi!”. Ah, il Cielo Vi benedica e Vi conservi sempre, cuore generoso! Non ci fu un ciglio asciutto nel Regno dei Beati; e tra le strette di mano, gli abbracci, le lodi, dall’alto del Monte risplendente fu proclamato ad altissima voce il decreto che questa azione avrebbe superato qualsivoglia atto di abnegazione compiuto da creature viventi e angeliche e sarebbe stata registrata su una pagina speciale poiché il sacrificio che aveva richiesto a Voi era stato più pesante e più amaro dello sforzo che richiede a diecimila martiri il dover scegliere tra la vita e il palo del supplizio. E tutti dicevano: “Che cos’è la rinunzia alla vita per un’anima nobile, o per diecimila anime nobili, di fronte alla rinuncia a quindici dollari da parte del più sordido uomo bianco che sia mai vissuto sulla faccia della terra?”.
Erano parole vere. E Abramo, piangendo, scosse il contenuto del suo seno e fece affiggere quindi un eloquente cartellino “Riservato”; e Pietro, piangendo, disse: “Quando verrà, sarà ricevuto con una processione e con le torce accese”, e allora tutto il Cielo rintronò, lieto che un giorno vi sareste giunto. E così pure l’Inferno.

L’angelo del protocollo

Storie, percorsi…

Storie, percorsi. Sono tante, si sviluppano da e intorno ad eventi, fili conduttori.
Storie che si dipanano intorno ad un errore; da una disgrazia o da un colpo di fortuna; dal formarsi di un carattere; da un momento come un altro, assurdamente davanti ad un comò. Storie di sicurezze che crollano, di furti di vita. Di chi è ben guidato e di chi desidererebbe una guida. Di un buon consiglio che ti edifica, o di un cattivo consiglio che ti rovina la vita. Da errori irreparabili, da scelte irrevocabili. Da valutazioni errate, quando credi di sistemare e invece rovini con le tue mani.

Alla fine ad aiutarti ti resta la Grazia e la Fede; sii paziente, perseverante:

In patientia vestra possidebitis animas vestras” “Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime” (Lc 21,19)

Il sensato messaggio di Biagio Conte, missionario laico, ritiratosi in digiuno in montagna. “Toglierò il disturbo”.

Fratel Biagio :

Non posso più accettare una società in cui domina l’immoralità: non abbiamo più
rispetto e tutela del nostro corpo e degli altri.
Non abbiamo più rispetto per i luoghi sacri: si entra, si partecipa e si esce dalle chiese
come se fosse un teatro, una passerella di moda, come in una spiaggia o in
monumento turistico, fotografandosi dentro e fuori. Anche quando si celebra un
matrimonio, un battesimo, una comunione, una cresima, non c’è più contenimento
nel vestire e ci si sveste sempre più, fin sull’altare.

Siamo diventati persone insensibili, ribelli e disubbidienti, nemici del bene e amanti
del male.
Siamo tutti responsabili di questo “mal vivere”, il male che produciamo e
acconsentiamo è come un boomerang, ritorna male a noi stessi e alla nostra società,
lo stiamo vivendo e subendo ogni giorno.
Adesso basta.
Con tutto questo mal di vivere abbiamo alterato e trasformato l’essere umano in
oggetto – usa e getta- ci usiamo e ci gettiamo, siamo diventati spazzatura, come
fotocopie. Calpestiamo la vita, il ruolo di uomo e di donna, stravolgiamo e offendiamo
i sessi e la dignità e il rispetto degli uomini e delle donne
.

Attenzione perché stiamo producendo dei nuovi idoli, terribili mostri, violenze su
violenze, atroci omicidi e sopraffazioni, fra non molto ci sbraneremo gli uni con gli
altri.
Sono a rischio tanti giovani e meno giovani, le famiglie di ogni settore sociale,
scolastico e professionale, sono a rischio anche le istituzioni, anche i religiosi e le
religiose. Il male, cioè satana, entra per colpire e dividere la Santa Chiesa
, le varie
religioni, i non credenti, le istituzioni, le professioni e i vari popoli, mettendo contro
tutto e tutti, anche popoli contro altri popoli.
Attenzione, abbiamo stravolto anche il clima e tutto il pianeta terra. Siamo diventati
responsabili e fautori nel produrre nuove povertà, nuove emarginazioni, disagi
mentali, depressioni, suicidi e nuovi senza tetto e profughi lasciati alla deriva.
E’ chiaro che chi parla con questi toni non sempre è gradito, per questo toglierò il
disturbo, cercando di non essere più assillante e invadente come pensa una parte di
questa malata società; ma un giorno la verità verrà a galla. E così ho sentito di ritirarmi
in montagna
e nel silenzio, finendo e portando a termine gli ultimi giorni che il Buon
Dio mi ha concesso in questa travagliata vita terrena. Sarò immerso nella preghiera,
nella penitenza e nel digiuno (a pane e acqua) contrastando così l’escalation del male,
il proliferale della immoralità, delle ingiustizie e delle violenze in tutte le città e in tutti
i paesi del mondo.
Ma c’è ancora una speranza: per rispondere e vincere tutto questo malessere,
compreso il “covid” di cui siamo pure noi responsabili, dobbiamo tutti insieme unirci,
ricchi, meno ricchi e poveri in preghiera, in penitenza e digiuni: solo così il buon Dio
potrà liberarci e salvarci da tutti i nostri peccati, dai nostri errori, dai nostri vizi, dal
nostro orgoglio e dal nostro io.

E’ doveroso ritornare al Buon Dio e al nostro prossimo, per ricostruire tutti insieme
un mondo di vera giustizia e di vera pace.

Pace e Speranza
Fratel Biagio
piccolo servo inutile

Palermo, 19 agosto 2021

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Commento.
Non ho mai espresso giudizi su questa persona né mai lo farò adesso. L’ “Imitazione di Cristo” sprona a badare a ciò che è detto, non a chi lo dice. Ciò che qui è detto lo trovo molto sensato e “reale”, “palpabile”. Sinceramente tale messaggio lo avrei desiderato da qualche esponente “molto in alto” nella gerarchia della Chiesa Cattolica.
Mi impressiona molto anche quel “fuggire ai monti“…

Il buon consiglio del profeta Daniele: “accetta il mio consiglio: sconta i tuoi peccati con l’elemosina e le tue iniquità con atti di misericordia verso gli afflitti, perché tu possa godere lunga prosperità“.

accetta il mio consiglio: sconta i tuoi peccati con l’elemosina e le tue iniquità con atti di misericordia verso gli afflitti, perché tu possa godere lunga prosperità

Daniele 4, 24