“STAT CRUX DUM VOLVITUR ORBIS”. La Croce resta salda mentre il mondo gira. Rimaniamo saldi a fissare la Croce, senza curarci di ascoltare le “sirene” del mondo.

“STAT CRUX DUM VOLVITUR ORBIS”.

La Croce resta salda mentre il mondo gira. Rimaniamo saldi a fissare la Croce, senza curarci di ascoltare le “sirene” del mondo.
Rimaniamo ai piedi della Croce, irremovibili. Solo in Cristo c’è salvezza.
Questo tempo ci offre l’opportunità di fare, nelle nostre case, una piccola esperienza di vita di tipo “monacale”.

E’ tempo propizio di silenzio, preghiera, penitenza, conversione, elemosine, opere di misericordia.
Sfruttiamo l’opportunità.

Preghiere, alla Madonna, ai Santi, e Salmi, in tempo di coronavirus (e in ogni tempo…).

Il Santo Rosario ; Litanie Lauretane ; Preghiera a san Giuseppe 
Coroncina alla Divina Misericordia ; Litanie alla Divina Misericordia ; Novena alla Divina Misericordia
I Salmi Penitenziali: 6 ; 32 ; 38 ; 51 ; 103 ; 130 ; 143
Il Salmo 91
Preghiera a San Francesco d’Assisi ; Preghiera “Si quæris miracula” a
Sant’Antonio di Padova.  Preghiera Atto di affidamento a San Pio da Pietrelcina.


Il padre Zenone disse: “Chi desidera che Dio esaudisca presto la sua preghiera, quando si alza e tende le mani al Signore, prima di pregare per ogni altra cosa e per la sua stessa anima, deve pregare di cuore per i suoi nemici. E’ per questa azione buona che Dio lo ascolterà, qualsiasi cosa poi gli chieda”.

Preghiera per i nemici

“Lava o Signore Gesù nel Tuo Preziosissimo Sangue i miei nemici e invia su di essi continuamente la Tua Santa Benedizione e la benedizione di Maria Immacolata unite a quelle di tutti gli angeli e di tutti i Santi. Anche io mi unisco a queste benedizioni e benedico me e loro nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.”


MEMORARE
Ricordati, o piissima Vergine Maria, non essersi mai udito al mondo che alcuno abbia ricorso al tuo patrocinio, implorato il tuo aiuto, chiesto la tua protezione e sia stato abbandonato.
Animato da tale confidenza, a te ricorro, o Madre, Vergine delle Vergini, a te vengo e, peccatore contrito, innanzi a te mi prostro.
Non volere, o Madre del Verbo, disprezzare le mie preghiere, ma ascoltami propizia ed esaudiscimi.
✠ Amen.


SOTTO LA TUA PROTEZIONE
Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.


PREGHIERA IN TEMPO DI PESTILENZA
«Stella Caeli exstirpavit»

La Stella celeste, che ha allattato il Signore, estirpò la mortale peste che il padre degli uomini portò nel mondo. La stessa Stella si degni di placare il Cielo che muove guerra al popolo con crudeli piaghe mortali. O gloriosa Stella del mare, soccorreteci contro la peste e ascoltateci, poiché nulla il Figlio Vostro nega a coloro che Vi onorano. Salvateci, o Gesù, ché la Vergine Madre prega per noi.

– Pregate per noi, Santa Madre di Dio.
– Affinché siamo resi degni delle promesse di Cristo.

Preghiamo
Dio di misericordia, Dio di pietà, Dio di perdono, che Vi moveste a compassione dell’afflizione del Vostro popolo, e diceste all’Angelo che percoteva il Vostro popolo: “Arresta il tuo braccio”; per amore di quella gloriosa Stella, dal cui prezioso petto succhiaste dolcemente il latte contro il veleno dei nostri peccati, venite in nostro aiuto con la Vostra divina grazia, affinché, per intercessione della Beata Vergine Maria, Vostra Madre, e del Beato Bartolomeo Apostolo Vostro diletto, siamo certamente liberati da qualsiasi contagio pestifero e dalla morte improvvisa, e siamo salvati da ogni pericolo di perderci. Per Voi, Gesù Cristo, Re della gloria, che vivete e regnate nei secoli dei secoli. Così sia.

Fonte: Sig.ra Antonella Lignani in un commento sul blog di Luigi Accattoli



PREGHIERA A SAN ROCCO

Glorioso San Rocco, che per la vostra generosità nel consacrarvi al servizio degli appestati e per le vostre continue orazioni vedeste cessare la pestilenza e guarire tutti gli infetti di Acquapendente, in Cesena, in Roma, in Piacenza, in Montpellier, in tutte le città della Francia e dell’Italia da voi percorse, ottenete a noi tutti la grazia di essere per la vostra intercessione costantemente preservati da un flagello così spaventoso e così desolante; ma molto più otteneteci di essere preservati dalla peste spirituale dell’anima, che è appunto il peccato, per poter un giorno essere partecipi con voi della gloria lassù in Paradiso.
Amen.
Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

 

 


 

PREGHIERA A SANT’ANTONIO ABATE

Gloriosissimo S. Antonio, esempio luminoso di penitenza e di fortezza cristiana, ardente di zelo per la salvezza delle anime e di carità per il bene del prossimo, Voi che otteneste da Dio la speciale virtù di liberare l’aria, la terra, il fuoco e gli animali da ogni morbo e da ogni malefica influenza, fate che con una santa vita imitiamo le vostre eroiche virtù e che anche quaggiù in terra sperimentiamo il vostro valevole patrocinio, ricevendo copiosissime le vostre benedizioni su tutto ciò che serve per la nostra alimentazione e pei nostri lavori, sui corpi e sulle anime nostre.
Così sia.

Fonte

 



PREGHIERA A SANTA RITA PER I MALATI

O’ Dio Padre onnipotente, che manifesti la tua bontà con la tua provvidenza e misericordia, ascolta benevolmente la preghiera che ti rivolgiamo per l’intercessione di S. Rita, tua serva fedele e nostra particolare protettrice.
Soccorri, o Signore, le persone malate che ricorrono a te con fiducia e per le quali umilmente chiediamo ora il tuo intervento.

Momento di silenzio

Dona loro forza nella prova, conforto nel dolore, conformità al tuo disegno d’amore.
O’ S. Rita, che durante la tua vita fosti così vicina alle persone inferme, le confortasti con le tue parole di pace e carità, intercedi presso Dio per queste persone bisognose perché sostengano con pazienza la prova a cui si trovano sottoposte e riacquistino la piena salute se questo grande favore, che tanto desideriamo, è conforme al santissimo volere di Dio.
O’ S. Rita, che tante volte ci hai mostrato la tua valida intercessione, aiutaci in questo particolare momento di bisogno, in particolare dona pace e speranza a quanti stanno accanto ai nostri malati perché vincano il male con il bene e sappiano trasformare anche le più tristi vicende in sorgenti di vita eterna.
O’ S. Rita si innalzi ancora una volta il coro di gratitudine per lo splendore dei Suoi doni a Dio Padre che invochiamo con tutta la nostra fede per i meriti infiniti di Gesù Cristo nostro Signore. Amen.
Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.
Fonte



PREGHIERA A SAN BARTOLOMEO

Felicissimo comprensore del Paradiso, inclito Apostolo S. Bartolomeo, stella lucentissima della Chiesa Cattolica, pietra preziosa dei suoi fondamenti, perla luminosa delle porte dell’Empireo, dottissimo Maestro scelto da Gesù Cristo per istruire i fedeli, io mi rallegro della immensa gloria che ora godi nel beato Regno della pace quale Principe della Corte del Re supremo. Tu godi ogni gaudio in ricompensa delle fatiche sostenute nell’Apostolato. Tu siedi su maestoso trono sfavillante di pietre vive vicino all’Agnello immacolato, qual Martire e fra i primi Dottori della Chiesa, avendo sigillato col sangue quelle verità che hai predicate. Tu giudicherai le nazioni col gran Giudice eterno nel giorno finale. Benedetta sia la Santissima Trinità che ti ha sublimato a sì alto posto, dandoti gloria sulla terra e nel cielo in premio dell’ardente zelo che mostrasti per la salute delle anime ricomprate col Sangue dell’Uomo-Dio. Deh! gloriosissimo Principe, cooperatore della Redenzione, prega per la Chiesa che sia dilatata, affinché tutto il genere umano divenga una sola famiglia, un sol gregge guidato da un solo Pastore. O santissimo Apostolo, per quel potere che esercitavano le tue orazioni in terra a scacciare i demonii, allontana da me le infestazioni del maligno spirito e le tentazioni con le quali si sforza di farmi perdere l’anima. E in singolar modo, ti prego, vieni a difendermi dagli estremi assalti di Satana nell’ora di mia morte. Deh! per i meriti del tuo inaudito martirio, che in sé compendia tutti gli spasimi e tutti i dolori che può sentire il corpo umano, per cui il Signore ti ha fatto Protettore in tutti i dolori e in tutte le infermità; ottienici dal tuo amato e divino Maestro, che tutti noi, che siamo liberati da ogni infermità dell’anima e del corpo; e segnatamente dall’orribile flagello della peste, contro del quale sei stato sempre invocato propizio difensore. E per tua intercessione, nessuno di noi sia contaminato da alcun pestifero morbo. Così sia.

Si faccia ciascuno il segno della Croce, dicendo:

Per intercessionem Sancti Bartholomæi Apostoli liberet nos Deus a peste et ab omni malo. Amen.

Fonte



PREGHIERA A SAN SEBASTIANO

Per quell’ammirabile impegno che vi condusse ad affrontare tutti i pericoli per convertire i pagani più ostinati e confermare nella fede i cristiani vacillanti, ottenete a noi tutti, glorioso martire Sebastiano un uguale impegno per la salvezza dei nostri fratelli, per cui non contenti di edificarli con una vita veramente evangelica, ci adoperiamo anche con ogni sforzo per illuminarli se sono ignoranti, a correggerli se sono sulla via del male, a rafforzarli nella fede se sono nel dubbio.  Amen.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

San Sebastiano, prega per noi.

 


PREGHIERA A SAN CRISTOFORO

I. Glorioso s. Cristoforo, che, appena convertito alla fede, vi applicaste con uno zelo instancabile a spargere nei popoli della Licia la luce della verità, o carcerato per la causa di Gesù Cristo, convertiste quelle femmine sfrontate che ardirono di sollecitarvi al più abominevole delitto, impetrate a noi tutti la grazia di travagliare instancabilmente per la gloria della Religione, e di trionfare generosamente di tutti i nostri nemici, ma specialmente delle lusinghe e delle seduzioni della carne.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

II. Glorioso s. Cristoforo, che, consacrando al bene dei vostri prossimi la robustezza dello vostre membra e l’altezza della vostra statura, stabiliste alla sponda di un fiume la vostra abitazione per tragittare all’opposta riva gratuitamente i passeggeri; e in premio di tanta carità così nuova meritaste di portare sulle vostre spalle lo stesso Signor Gesù Cristo in figura di tenero fanciullo a voi apparso, ottenete a noi tutti la grazia di impiegar sempre a vantaggio dei bisognosi nostri fratelli le nostre sostanze, la nostra persona e tutte quante le nostre forze, onde meritarci dal cielo i più distinti favori.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era nel principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

III. Glorioso s. Cristoforo, che, per le vostre virtù, per i vostri miracoli e pel martirio tormentosissimo con eroica intrepidezza da voi sofferto, diveniste famoso in tutti i popoli che sperimentarono sempre l’efficacia della vostra intercessione nei bisogni della campagna e nelle desolazioni della pestilenza, deh, da quel seggio di gloria in cui sedete beato, volgete pietoso a noi lo sguardo, e liberateci da ogni pericolo, e preservateci da ogni disgrazia, ma specialmente dal peccato che è l’unico vero male per cui si arma dì flagelli il divin braccio. Amen.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

Fonte



PREGHIERA A SAN MICHELE ARCANGELO

San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia; sii Tu nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo. Che Dio eserciti il suo dominio su di lui, Te ne preghiamo supplichevoli!
E Tu, o Principe della milizia celeste, con la potenza divina, ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni i quali errano nel mondo per perdere le anime. Amen.


O gloriosissimo principe S. Michele, ricorro a Voi, che siete il mio padre, il mio amico, la mia consolazione e sicurezza. Per mezzo vostro io ho tutti i benefici che mi vengono dal Signore. Se sono libero dalla pestilenza, dai terremoti, dalle tempeste, e da altri gravi flagelli, lo devo a Voi che siete il mio consolatore. Glorioso principe, non mi private della vostra presenza nell’ora della morte! Consolatemi in vita ed in morte e guidatemi dopo la morte a vedere la bella faccia di Dio in eterno. Così sia.
Fonte


Se cerchi i miracoli,
la morte, l’errore, la calamità
e il demonio sono messi in fuga,
gli ammalati divenir sani.

Il mare si calma,
le catene si spezzano;
ritrovano le cose perdute
i giovani ed i vecchi.

S’allontanano i pericoli,
scompaiono le necessità;
lo attesti chi ha sperimentato
la protezione del Santo di Padova.

Il mare si calma,
le catene si spezzano;
ritrovano le cose perdute
i giovani ed i vecchi.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio,
ora e sempre
nei secoli dei secoli.

Il mare si calma,
le catene si spezzano;
ritrovano le cose perdute
i giovani ed i vecchi.

Amen.

Prega per noi, o Beato Antonio, perché siam fatti degni delle promesse di Cristo.

Preghiamo.
O Dio, la votiva commemorazione del Beato Antonio, Confessore tuo, allieti la tua Chiesa affinché resti sempre munita di aiuti spirituali e meriti di godere gli eterni gaudi del Cielo. Per Cristo, nostro Signore.

+ Amen.

O Lingua benedetta, che benedicesti sempre il Signore e lo facesti benedire dagli altri, ora chiaro appare di quanto merito sei stata al cospetto di Dio.

Fonte


 

In aggiunta sul sito Preghiamo.org trovate tutte le altre preghiere. LINK


Inoltre on line sul sito della Libreria Editrice Vaticana  potete scaricare gratuitamenteForti nella tribolazione”, volume digitale a cura del Dicastero per la Comunicazione che raccoglie pronunciamenti del Papa, preghiere e meditazioni, indicazioni sui sacramenti.

Qui il LINK

Adoperiamoci con elemosine e donazioni per la miseria materiale. Non dimentichiamoci di pregare per la diffusa miseria spirituale. Ricordiamo: “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

In questo periodo sta emergendo la situazione di difficoltà economica, miseria materiale, povertà, di molte famiglie che si trovano senza lavoro e mezzi di sostentamento.
Adoperarsi, per quanto possibile, per un cattolico, è doveroso.

Ancor più in questo periodo emerge prepotente, toccabile, diffusa, la miseria spirituale.
Per questa adoperiamoci con la preghiera.

Si può donare materialmente in molti modi e a molti enti: ognuno scelga il suo.

Riguardo alla preghiera, l’importante è che si preghi!

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

 

Sii ricco soltanto di Dio (Gregorio Nazianzeno)

Tutto nudo devi solcare il mare della vita, e la tua nave non vada pesante sui flutti, destinata, così, a naufragare presto[1].

Pensa alla fredda morte come se fosse sempre presente, e troverai, al suo incontro, la morte meno amara.

Innalza sempre la tua mente, come un tempio, a Dio, affinché tu abbia il Signore all’interno del tuo cuore, come statua immateriale.

Conosci te stesso[2], mio caro, chi tu sia e donde tu venga: così più facilmente tu otterrai la bellezza archetipale[3].

Un giorno ti porta al successivo; chi è leggero è preso dal vortice; ma la mente dell’uomo costante ha un giorno che dura eterno.

Chi confida nelle cose che vanno e vengono confida in una corrente, che mai non si ferma.

Malanno uguale sono, per me, il vivere il parlar scellerato; se tu hai una qualunque delle due cose, tu hai anche l’altra.

È atteggiamento empio, se si è impuri, essere presente ai sacrifici; ancor più terribile è venerare tutte le reliquie dei morti[4].

Non fermarti mai sulla strada delle cose buone[5]:fermarsi significa, per te, scivolare nell’abisso del male, se tu sei uscito dal tuo vizio.

Vede, ma è cieco, colui che non vede la sciagura della sua malvagità; andar dietro alle tracce di una fiera è proprio degli occhi acuti.

Quando hai bisogno di un medico per le tue malattie, se gli tieni nascosi i tuoi mali, non potrai fuggire al doloroso marciume.

Tu hai la parola, io l’azione. Colui che non ha fatto una buona azione, abbia pure l’eloquenza come ambigua alleata.

La sazietà è violenta. Io però voglio, mio caro, che tu abbia questo impegno: la saldezza per l’anima sempre mobile.

Sii ricco soltanto di Dio, e considera tutto il mondo uguale ad una tela di ragno. Tutte le cose degli uomini sono estranee a questa vita: solo la virtù dei mortali vale la pena di essere vissuta.

“Qua venite”, grida a tutti il Logos di Dio, dalla sapienza immortale, “venite alla conoscenza della celeste Trinità”.

Volgete l’animo, o voi, quanti le pure nozze legarono a quel genere di vita[6], a procurare maggior frutto per i torchi celesti[7].

E quante siete state abbracciate dal grande Dio il Logos, vergini spose, offrite ogni cosa a Dio.

Splendore luminoso è colui che vive da solo[8], ma devi distogliere l’animo dal mondo e collocarlo lontano dalla carne.

È empia cosa avere la fede in superficie, e non nel cuore: essa potrebbe facilmente scorrer via. Io voglio una convinzione profonda.

Non avere né una giustizia inflessibile né una prudenza tortuosa. Dappertutto la misura è la cosa migliore.

Sia ben guidata anche l’audacia, ché altrimenti è soltanto audacia, e non è forza. È opera della temperanza essere anche sereni.

Ottima cosa è aprire sempre la mente agli oracoli di Dio: così tu potresti diventare esperto nelle leggi celesti.

Cerca di essere ottimo; cerca di dispiacere a coloro ai quali è bene dispiacere. Se alla malvagità tu arrechi gioia, è un’ignobile fama.

È cosa turpe che colui che è ottimo sia difensore dei malvagi: è come se tu avessi il piede all’interno della malvagità.

L’oro si doma nelle fornaci e l’uomo nobile nei dolori: il dolore è spesso più leggero della mancanza di preoccupazioni.

Facilmente rinnegherebbe il grande Iddio colui che rinnega il proprio padre: riconosci nel tuo genitore il padre della tua pietà.

I vermi consumano ogni cosa: non lasciare le cose tue nemmeno alla tomba; l’onore dell’epitaffio consiste in un nome glorioso.

Abbi rispetto degli stranieri delle nostre parti, ma soprattutto di coloro che hanno lasciato ogni cosa, perché fosse dei morti che non hanno più forze.

Orsù, dunque, abbandonando qui tutto il mondo e le sue preoccupazioni, apri la vela verso la vita celeste.

Compi sempre ottime opere in modo degno di Dio, e la Trinità ti stia a cuore in modo particolare.

Gregorio Nazianzeno
Poesie I, 2, 31 (Sentenze in distici) 
in Gregorio Nazianzeno, Poesie, Città Nuova, Roma 1994, pp. 242-244.


[1] Cioè vivi senza ricchezze, le quali sono destinate a essere perdute in caso di disgrazia. Il motivo del naufragio della vita, per indicare le sciagure che la sconvolgono e che implicano la perdita delle ricchezze e degli onori, era diffuso nella predicazione dei filosofi cinici.

[2] Era la famosa massima incisa sul fronte del tempio di Apollo a Delfi: Gregorio la fa sua, in senso cristiano, anche nell’Orazione 32,21.

[3] Tale espressione si legge anche nell’Orazione 38,13 (Sul Natale).

[4] Una critica al culto delle reliquie dei morti, che si stava diffondendo allora in modo smoderato nel cristianesimo antico, presso le persone incolte e ignoranti.

[5] Una analoga concezione si legge nel prologo della Vita di Mosè di Gregorio di Nissa: il Padre osserva che la virtù, identificandosi con Dio, è infinita, e che pertanto la strada che si deve percorrere nella virtù, è parimenti infinita: fermarsi implica un peccato, perché significa volgersi al peggio.

[6] Cioè la vita verginale, alla quale Gregorio ha dedicato i carmi I, 2, 1-7.

[7] Cf. Is 63,1-6.

[8] Cioè il monaco.

Terminato il mese di Novembre dedicato ai defunti.

E’ terminato il mese di Novembre dedicato ai defunti. Mese di preghiera per i defunti, e di meditazione e “preparazione” per i viventi, rispetto alle “cose ultime” che ci attendono.

A prescindere da tutto, ognuno fa la sua esperienza di Fede e dello “Spirito Santo”; il Signore concede di illuminare solo una parte delle tenebre, solo Dio può dileguarle del tutto!.

a) Credere, intensamente, fortemente, anche, ma forse soprattutto, “ciecamente”…
b) Sperare,  sperare “follemente”, anche contro ogni speranza “umana”—
c) sforzarsi nella Carità, Carità che non deve essere confusa con l’Elemosina, anche essa importantissima- poichè la Carità appartiene all’ordine superiore delle cose umane, è una Virtù che infonde Dio.
d) amore-Carità e dolcezza, ma quando serve anche una punta df “durezza”, la durezza della Verità: la Verità è spada tagliente, mai ferisce, ma scarnifica il “peccato”. E’ un bisturi precisissimo, capace di tagliare via quanto necrotico salvando quanto è vivo. La Verità è dolcissima nella sua amarezza; ruvidissima nella sua gentile morbidezza; pesantemente schiacciante nella sua eterea leggerezza; eppure si tenga ben presente che la Verità non è mai, e dico mai, un ossimoro!
e) meglio una lite, che una pacifica accondiscendenza nella tiepidezza.
f) meglio un boccone amaro oggi, nella speranza del felice domani.
g) Credi, Spera, Ama. ringrazia, prega! Ma soprattutto sii forte, sii sempre te stesso, che tu sia “caldo” o “freddo” sii sempre te stesso! ad una sola cosa bada: non esser mai “tiepido”.
I tuoi piedi e i tuoi passi siano sempre ben piantati per terra, ma bada, i tuoi occhi siano sempre fissi al cielo, poichè la son le vere ricchezze ed abita Colui che è Vivo e Vero. Ed è  dal cielo che vedremo tornare il Suo Figliuolo, per rendere ad ognuno il dovuto!

La santa che pregando in latino “sgangherato e raffazzonatissimo” otteneva grandi Grazie da Dio. (Ad edificazione di quelli un po’ “sciocchi” nelle cose della Fede).


Chi è la santa di cui si racconta? Mano alle agiografie e, bravo chi indovina!

Una giovane fanciulla, che tanto amava Dio e Gesù, da Egli fu vocata ad entrare in un monastero di clausura per dedicarsi alla contemplazione di Colui che ella amava, ed alla preghiera. La giovane fanciulla era poverissima e ignorante; per la sua povertà, dovette provvedere il vescovo alla dote richiesta per entrare in Monastero. Entrata in monastero, la badessa per saggiarne la sincerità dell’effettiva vocazione e dell’umile semplicità di cui faceva apparenza, la dedico ai lavori più umili e faticosi, riprendendola duramente a volte per errori non commessi, umiliandola sempre con l’intento di saggiarne le effettive virtù (Omne, quod tibi applicitum fuerit, accipe et in dolore sustine et in humilitate tua patientiam habe, quoniam in igne probatur aurum et argentum, homines vero receptibiles in camino humiliationis. [Sir 2, 4-6]). Anche qualche altra novizia e qualche monaca spesso la maltrattavano o la prendevano in giro per la sua semplicità e per la sua ignoranza. La ragazza sopportava con eroica semplicità d’animo, offrendo le sue umiliazioni a Dio, a Gesù, per la edificazione e la salvezza delle anime che sono nel mondo; e per accellerare il transito delle anime che appartengono ancora alla Chiesa Purgante (le anime del Purgatorio) alla Chiesa Trionfante (Santo Paradiso). Passò il tempo dovuto e la ragazza venne finalmente ordinata monaca. Il suo amore per Gesù, e per le anime dei peccatori per le quali incessantemente pregava e si sacrificava era sconfinato e, soprattutto, sincero e puro. La monaca, quest’anima umile e pura, con la sua preghiera incessante e col suo continuo sacrificarsi – a sua insaputaotteneva la conversione di molti peccatori e la continua liberazione delle anime del Purgatorio in numero sì grande!
Il Demonio, invidioso, nemico del genere umano e omicida fin dal principio, era furente, bollente di rabbia contro quest’anima pura che con la sua preghiera, i suoi sacrifici e umiliazioni sopportate con eroico candore ed umiltà, otteneva dal Signore di sottrargli dalle  malvagie grinfie interi stuoli di anime. La monaca inoltre otteneneva beata consolazione dalla sua preghiera.
Fu cosi che l’infame nemico del genere umano ingegnò di tentare e far cadere questa semplice anima la cui somma virtù era l’umile semplicità, con diabolico stratagemma nel vizio opposto: la vanagloriosa presunzione.
E il diabolico nemico delle anime vi riuscì!
Del come e del perchè vi riuscì vi raccontiamo, dovendo però anticiparvi un antefatto fin qui ben taciuto:
la ragazza prima di entrare in monastero, aveva già appreso le preghiere in famiglia e, devotissima, nel frequentar Messa, in Chiesa. Solo che a motivo della umile ignoranza delle cose delle lettere, le aveva apprese in un latino distorto, sgangherato e raffazzonatissimo. E in tale modo aveva sempre provveduto a bisbigliarle. Eppure la preghiera di quest’anima umile e pura, pur fatta in un latino distorto, sgangherato e raffazzonatissimo era graditissima a Dio.
La ragazza mai si era data pena, anche una volta entrata in monastero, di imparare e recitare le orazioni in un latino corretto: presa come era dalla enorme devozione e fervore le recitava nel modo precedentemente imparato,  anche per una sua limitatezza nell’apprendimento. Di ciò era da sempre stata fatta oggetto di scherno dalle novizie e dalle consorelle in monastero, senza però mai badarvi più di tanto, a motivo, come già detto, della sua umile semplicità e del fervore nella cosa già acquisita.

L’astuto tentatore, provvide ad insinuarle questo pensiero, parlando interiormente a lei, come voce di Angelo di Luce:
Dilettissima ******, tu preghi tanto e ti sforzi, ma di cosa dici nelle tue preghiere il Signore non capisce niente, e perciò non le esaudisce (padre della menzogna è il Demonio, il Signore le esaudiva, eccome!); nemmeno una parola corretta del Pater dell’Ave (il nome della Beatissima Vergine Maria è impossibile da pronunciare per il Demonio) e del Gloria  riesci a pronunciare, come vuoi che lui ti ascolti? Impara per bene le preghiere in latino e recitale correttamente: dimostrerai alle tue consorelle che non sei la zotica ignorante qual ti qualificano, e così, il Signore ti ascolterà!“.
Quest’anima ingenua e candida fu ingannata dal maligno nemico, che con la sua astuzia fece leva sul suo fervore la sua pietà e, soprattutto, sui suoi  santi intenti: l’amore del Signore e la salvezza delle anime, per ottener le quali si risolse a fare come l’astuto ingannatore aveva suggerito.
Il di seguente, compiuti i propri doveri, appena ebbe l’occasione di poter parlare con la badessa, la informò del suo fermo proposito di voler imparare compiutamente le orazioni in latino, chiedendo che fosse la badessa stessa ad insegnargliele. La badessa acconsenti volentieri. E fu cosi che la ragazza prendendo lezione dalla badessa, imparo a recitare perfettamente, in latino accademico, tutte le orazioni. Così inizio la disavventura per questa anima candida ingannata -temporaneamente- dal maligno.
La monaca ******* pregava e pregava, con un latino accademico, ma non otteneva alcuna consolazione. Iniziò a raddoppiare le sue preghiere, ma nulla. Allora aggiunse ulteriori sacrifici, digiuni, penitenze e mortificazioni alle sue preghiere, ma nulla, la sua anima non riceveva consolazione. Imperterrita triplicò la sua preghiera e aumentò ancora più sacrifici, digiuni, penitenze e mortificazioni, ma nulla: il silenzio di Dio si faceva ancora più assordante e la mancanza di consolazione continuava.
Passò anni e anni a far ciò!
La badessa la vide sfinita e le chiese: ” ******* cosa posso fare per il fatto che ti vedo sfinita, cosa c’è che non va?“. La monaca approfittò  per chiedere di essere esonerata dalle incombenze dei lavori del convento , pensando di dedicarsi ancor più incessantemente alla preghiera, e ottenne questa concessione dalla badessa.
Si recò nella sua cella, si inginocchiò innanzi al Crocifisso, e inizio a recitare le orazioni stando ancora più attenta alla pronuncia corretta del latino. Le recitava lentamente, a voce alta, in modo perfetto, in un latino degno del migliore accademico. Stette cosi a recitare le orazioni -con pronuncia da maestro d’Accademia– due giorni e due notti di continuo, ma nulla: nessuna consolazione, solo il più profondo, assoluto silenzio di Dio!
Esausta, cadde svenuta! Si riprese dopo tempo e, piangente, si inginocchio di nuovo, guardando fissa verso il Crocifisso, nell’attesa di quella consolazione che da tanto le mancava ed esclamando: Signore perchè mi hai abbandonata? perchè per tutto questo tempo mi stai tacendo? Perchè non provo più consolazione? Non ho recitato in latino perfettissimo le preghiere?.

Al Divin Redentore amante di quell’anima semplice e candida, pia e fervorosissima, piacque por fine alla prova.
E la voce –quella del vero Maestro, vero Pastore delle anime–  parlò interiormente alla monaca:
******** Dilettissima figlia mia, non ti ho mai abbandonato nè mai ti abbandonerò. Ho permesso che fossi messa alla prova e nella prova hai mostrato la tua integrità e il tuo fervore. E’ stato il nemico maligno a suggerirti di imparare compiutamente, in latino accademico le orazioni, tentandoti nell’umiltà. E quando ti sei risoluta a farlo sei caduta, pur nell’ingenuità dettata dall’amore, nella vanagloria, nella presunzione che per essere esauditi bisogna recitare in un latino accademico le preghiere. Certo, pur quello potrebbe contare o conta, ma più di tutto conta la Fede e la purezza, il fervore dell’intenzione, non certo quella della pronuncia, la pronuncia è solo un di più. Quando bisbigliavi umilmente le preghiere in latino sgangherato e raffazzonatissimo mi eri più gradita, poichè era il frutto degno del fervore e della semplice umiltà per cui ti ho maggiormente amata e vocata. Tu sai benissimo, dilettissima figlia mia, che ho pronunciato io “In illo tempore respondens Iesus dixit: “ Confiteor tibi, Pater, Domine caeli et terrae, quia abscondisti haec a sapientibus et prudentibus et revelasti ea parvulis. Ita, Pater, quoniam sic fuit placitum ante te” [Mat. 11, 25-26].
E sai bene anche che “elegit Deus, ut confundat sapientes, et infirma mundi elegit Deus, ut confundat fortia, et ignobilia mundi et contemptibilia elegit Deus, quae non sunt, ut ea, quae sunt, destrueret, ut non glorietur omnis caro in conspectu Dei” [1Cor 1, 26-29] .
Quando bisbigliavi le preghiere in latino sgangherato e raffazzonatissimo, la tua attenzione e il tuo amore era solo su di me, e su quelle anime per le quali pregavi. Con l’inganno del maligno la tua attenzione si è spostata solo sulla pronuncia del latino.
Dilettissima figlia mia prega secondo il tuo cuore e le tue capacità, pregami con e per amore, pregami con fervore, come tu sai, come tu vuoi, come meglio puoi! Cerco anime pie che mi amino e intercedano per i peccatori, non accademici del latino…

La monaca si riebbe dal dolce, mistico rapimento di quella locuzione interiore, felicissima che il Signore l’avesse consolata e sottratta alla prova, rivelandole il demoniaco inganno. Si alzò, prese il catino e si lavò il viso.
Si inginocchiò di nuovo, col volto radiante di gioia, verso il Crocifisso e inizio, stavolta a voce alta, a recitare le orazioni nel latino sgangherato e raffazzonatissimo che aveva usato fin da bambina:
non aveva nemmeno terminato il primo Pater Noster che molte anime furono liberate dal Purgatorio e salirono al Santo Paradiso; e tantissimi peccatori ottennero la conversione…

Grande è la potenza della preghiera fatta con Fede, amore e fervore, pur se la lingua è un latino “sgangherato e raffazzonatissimo”…



Ce ne sta da meditare gente, ce ne sta…

P.S. Se qualcuno si riconoscesse nello “sciocco”, non se la prenda (inutile invece che faccia questo avvertimento ai troppi presuntuosi, mal vi incolga); anzi, lo prenda come un utile avvertimento.
Gli “sciocchi” sono i prediletti, i più ricercati dal Demonio, poichè è solito usarli qual cavalcatura (i presuntuosi invece sono il terreno che calpestano gli sciocchi con in groppa il Demonio, peggio ancora)…

Siate umili, ragionate prima di sparar cazzate (perdonatemi il francesismo…) sul latino, e sul latino raffazzonato o maccheronico o ad capocchiam che dir si voglia con cui pregavano i vecchi, e tra questi tanti santi, conosciuti e non, deridendolo (e quindi deridendoli di riflesso) …
Era gente che pregava con Fede, cari sciocchi nanetti spara-ripeti-cazzate a mitraglia (perdonate l’ulteriore francesismo espresso con la parresia di cui solitamente si fregia questo blog…). E otteneva Grazie da Dio, roba che voi oggi manco chiedete, talmente siete persi nella dimensione esclusivamente orizzontale ed ideologica delle “cose di fede” (in realtà cose di chiesa, che tradotto ancor meglio per voi è: cose di politica ecclesiastica; ulteriore traduzione: cose di politica…)

A Dio si arriva anche con la Ragione (sempre che non sia ottenebrata dall’ideologia, e voi siete purtroppo troppo ottenebrati)…