Nce stamme ‘nu poco zitte. ‘A meglia parola è chella ca nun se dice.

Il blog resta un poco in silenzio, in ossequio al mirabile detto napoletano che insegna che le migliori parole -il miglior parlare!- sono quelle che non si pronunciano!

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Auguri per un santo Natale, vissuto con piena Fede.

Oggi ho visto tutta la creazione avvolta in una grande luce per la grande visione divina (theoria) che ci è stata svelata.

Poiché il disincarnato ha preso carne, partorito, come tutti, [ma] dalla Vergine, essendo Dio e uomo.

Betlemme, città di Davide, si pregia con esultanza, perché ha sorretto corporalmente colui che [siede] sui Cherubini.

L’Essente che era, l’unico Creatore, colui che ha sciolto il laccio del peccato, è stato avvolto in panni.

La Vergine Maria, Giuseppe e Salome, sono rimasti stupiti dalle cose che hanno visto.

Le schiere celesti lodano sulla terra intonando questo santo inno gridando e dicendo:

“Gloria nei luoghi eccelsi a Dio e pace sulla terra e benevolenza negli uomini, poiché egli è venuto e ci ha salvati”.

I pastori che erano nei campi sono venuti e lo hanno adorato. Anche noi lo adoriamo e gli rendiamo testimonianza

Che egli è venuto nel mondo, è nato dalla Vergine e ha salvato il genere umano dal diavolo maligno.

Lo lodiamo e lo glorifichiamo, lo esaltiamo, in quanto Buono e Amico degli uomini. Abbi compassione nella tua grande compassione.

(Dossologia Copta del Natale dal sito Nati dallo Spirito)

Le uniche parole sensate che ho letto ultimamente, sulla situazione in cui versa la Chiesa, sono queste: “La situazione della Chiesa è talmente grave che non rimane che sperare in un intervento divino…

La situazione della Chiesa è talmente grave che non rimane che sperare in un intervento divino. Noi non siamo nulla per pretendere di salvare la Chiesa: essa appartiene al suo Signore, ed è lui che deve salvarla. A noi spetta, oltre che pregare e soffrire per essa, provvedere alla nostra personale santificazione. ” 

Sono queste le uniche parole sensate che ho letto ultimamente sulla situazione in cui versa la Chiesa, e il modo per uscire da tale impasse.
Sono di Padre Giovanni Scalese, sacerdote appartenente all’Ordine dei Chierici Regolari di San Paolo (Barnabiti), che firma anche con lo pseudonimo da blogger “Querculanus”.
Le esprime in un articolo dal titolo “Una parola di spiegazione” pubblicato sul suo blog “Antiquo Robore“. 

Sono rimasto molto colpito dalla analisi-affermazione di Padre Scalese. La condivido molto.

P.S. Non nascondo però che in passato non ho condiviso molti dei suoi “punti di vista”; in particolare quello per cui sarebbe bastato il “Credo” per far essere i lefevriani in piena comunione con la Chiesa Cattolica…

Passeggiata onirica in Via della Conciliazione e Piazza San Pietro. E la passeggiata reale…

Ho fatto una passeggiata onirica in Via della Conciliazione e Piazza San Pietro. Impressionante!

Via della Conciliazione era zeppa di sacerdoti e suore che marciavano compatti recitando preghiere. Tutti gli edifici erano pieni di confessionali e fuori c’erano fiumane di gente in attesa di confessarsi. Dei frati domenicani e francescani percorrevano la via gridando ai pellegrini ” Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino” e  “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo”.
Tanti si battevano il petto, alcuni si flagellavano, quasi tutti piangevano. Due frati dall’aspetto imponente gridavano: “Pentitevi“, “Pentitevi e confessatevi“.

Un altro frate -e confesso: questo mi è sembrato addirittura eccessivo!- avvicinava chiunque parlasse qualche lingua germanofona o anglofona e chiedeva a queste persone se per caso fossero stati protestanti ed in caso affermativo li invitava ad abiurare la loro eresia.
Nuvole d’incenso annebbiavano l’aria.
Piazza San Pietro era zeppa di gente inginocchiata che attendeva di entrare per le Messe.
Una esperienza incredibile. Tutto parlava di Fede, Speranza, Carità, pentimento e conversione.

Poi però mi sono svegliato…

E mi son detto: questa mattina non ho niente da fare e vado davvero a fare una passeggiata in Via della Conciliazione e Piazza San Pietro.
Tutto molto diverso dal sogno però. Turisti spensierati; un solo frate, intento al telefonino. Lungo la via i soliti tanti negozi che vendono inutili cianfrusaglie. Tanti pachistani o chi sa che, che si offrivano come guida. Bancarelle. E in Piazza San Pietro la solita fila di turisti in attesa di entrare in San Pietro.

Insomma, tutto parlava di “PORTACI I DENARI”.
Di Fede, Speranza, Carità, pentimento e conversione, nemmeno l’ombra!

Ho fatto qualche foto, mi sono annoiato, e me ne sono andato.

Areoplanitaliani – Zitti zitti (il silenzio è d’oro) – Sanremo 1992

Perchè voi siete i protagonisti 
il crollo dell’Impero comunista 
milioni di supervalutazione 
il monopolio dell’informazione. 

Indagine aperta. Inchiesta archiviata 
meno zucchero, più goal granata 
ferma condanna, gusto speciale 
missile, bomba o cedimento strutturale. 

Gladio, stadio, la Tua radio 
grande concorso la lotta alla mafia 
Il prodotto che rispetta la natura 
questa piaga della droga 
e mantiene la cottura. 

Emergenza albanesi, 
emergenza immigrati 
Tomba la bomba, piccone, P2 
non arrivare preparati 
all’appuntamento del ’92. 

A voi la linea, allarme ambiente 
crisi del Golfo, bombe intelligenti 
Guerra, Tempesta, Maradona, 
la strage del sabato sera. 

Estonia, Lettonia, Lituania, 
la crisi, la crisi, la crisi, la crisi, 
parole parole che sono rumore 
parole parole che sono rumore, rumore… 
Silenzio. 

E allora zitti zitti, non riflettere, non discutere 
ma sentire col cuore, buttarsi a capofitto 
e allora zitti zitti dritti verso il centro 
non fuori, ma dentro 
non rumore ma silenzio

Non gridare ma ascoltare 
non forzare ma lasciarsi andare 
non imparare ma dimenticare 
il silenzio è lo spazio per poter pensare

E allora zitti zitti che il silenzio è d’oro 
ed anche quando siamo tanti 
stiamo zitti in coro 
c’è tanto chiasso intorno e non si calma mai 
parole su parole su parole parole tra noi 
ma se si parla perchè si ha la lingua in bocca è meglio 
muti come pesci, è meglio acqua in bocca 
perciò se un bel tacere non fu mai scritto 
restiamo zitti noi e lasciam parlare i fatti 
non gridare ma ascoltare 
non forzare ma lasciarsi andare 
non imparare ma dimenticare 
il silenzio è lo spazio per poter pensare

Zitti zitti, il silenzio è d’oro 
zitti zitti, il silenzio è d’oro 
zitti zitti, il silenzio è d’oro 
ricchi ricchi, il silenzio è d’oro. 

Zitti zitti, il silenzio è d’oro 
zitti zitti, il silenzio è d’oro 
zitti zitti, il silenzio è d’oro 
ricchi ricchi, il silenzio è d’oro. 

S’ode a destra uno squillo di tromba 
da sinistra gli risponde uno sbadiglio 
troppe voci fanno male 
e la testa rimbomba 
e di quello che succede 
non si sente più nulla. 
Il silenzio, il ricominciare, 
il bianco ed il nero, 
il silenzio è lo zero 
ma fra tutte queste grida 
e richiami della foresta 
il silenzio è la quiete dopo la tempesta. 

Non gridare ma ascoltare 
non forzare ma lasciarsi andare 
non imparare ma dimenticare 
il silenzio è lo spazio per poter pensare. 
E allora zitii zitti 
non riflettere non discutere 
ma sentire col cuore, buttarsi a capofitto 
e allora zitti zitti 
dritti verso il centro 
non fuori, ma dentro 
non rumore ma … 

Zitti zitti, il silenzio è d’oro 
zitti zitti, il silenzio è d’oro 
zitti zitti, il silenzio è d’oro 
ricchi ricchi, il silenzio è d’oro. 

Zitti zitti, il silenzio è d’oro 
zitti zitti, il silenzio è d’oro 
zitti zitti, il silenzio è d’oro 
ricchi ricchi, il silenzio è d’oro. 

Nel silenzio finalmente sento… 
Nel silenzio finalmente sento… 
Nel silenzio finalmente sento…