Benedetto XVI, Papa Emerito, parla e scrive. C’è chi “je rode” che parli e c’è chi gode. Io godo triplo: perchè Benedetto “parla” e perchè a certi “je rode …“. Il terzo motivo di godimento è una notazione tutta francescana sul Papa Emerito.

Il Papa Emerito -questa è l’esatto status di Benedetto XVI! ; se ne facciano una ragione 🙂 – ha scritto (detto), nuovamente, di Liturgia. Ha scritto (che vuol dir “detto”) la prefazione al libro del Cardinale Sarah “La Forza del Silenzio”.

Ecco cosa ha scritto (detto) il Papa Emerito Benedetto XVI:

Anche per la Liturgia, come per l’interpretazione della Sacra Scrittura, è necessaria una competenza specifica. E tuttavia vale anche per la Liturgia che la conoscenza specialistica alla fine può ignorare l’essenziale, se non si fonda sul profondo e interiore essere una cosa sola con la Chiesa orante, che impara sempre di nuovo dal Signore stesso cosa sia il culto. Con il cardinale Sarah, un maestro del silenzio e della preghiera interiore, la Liturgia è in buone mani.

Il “vero maestro ha parlato!

Sul fatto poi che a certi “je rode…” a ‘mbè, sono felice come una pasqua.

Veniamo alla notazione “francescana“.
La frase di Benedetto XVI Papa Emerito: “la conoscenza specialistica alla fine può ignorare l’essenziale, se non si fonda sul profondo e interiore essere una cosa sola con la Chiesa orante, che impara sempre di nuovo dal Signore stesso cosa sia il culto”
agli occhi ed alle orecchie di chi non è a digiuno di “cose francescane” non può che fare immediatamente pensare alle parole del Serafico San Francesco:

veri maestri sono coloro che mostrano la loro condotta al prossimo con le opere buone, con mansuetudine di scienza, perché tanto l’uomo sa quanto opera e tanto è sapiente quanto ama Dio e il prossimo; un religioso poi tanto è buon oratore, quanto lui stesso, fedelmente e umilmente compie le cose buone che intende“.

E ora lasciatemi a godere del “rodimento” altrui …
(Che non è molto francescano, ma da’ grosse, grossissime soddisfazioni… 🙂 🙂 🙂

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Benedetto XVI grande maestro di Fede e di Dottrina.

Benedetto XVI grande maestro di Fede e di Dottrina.

L’autore di questo blog si rifà ai suoi insegnamenti, al suo esempio di fede. Non nascondo di sentire la mancanza, addirittura il bisogno, di ascoltare una sua Omelia, un suo discorso; del vederlo inginocchiato in Adorazione innanzi al Santissimo Sacramento, della sua perizia nella Liturgia, delle sue perfette “diagnosi” dei mali della Chiesa e delle sue azzeccatissime “prognosi“. Dei discorsi a braccio brillanti e coerenti. Della sua prudenza nell’esprimersi, della minuziosa citazione delle fonti, dei documenti dottrinali vincolanti.
Soprattutto mi manca il suo “coraggio” della “Verità“.

In una Chiesa oggi affetta da nanismo teologico, dottrinale e intellettuale nazional-popolare dal sapore populistico -per non parlar dei don Abbondio quanto a coraggio!- è di gente come lui che abbiamo bisogno.

Mi consola il fatto che i “demolitori” non potranno assolutamente spostare la “pietra di fondazione“, e che saranno loro stesso “demoliti” e la “Chiesa” verrà ricostruita magnifica più di prima; il suo volto coperto di polvere sarà lavato, il suo vestito strappato ricucito, il suo mantello ritroverà la sua bellezza singolare e le sue scarpe infangate saranno ripulite e si mostreranno onice brillante qual sono!

 

Bergoglio: “Il Concilio ci ha detto ...”. Santità, lei sta attuando quello che Benedetto XVI defini il “Concilio dei media”. Eccone la prova nelle parole di Benedetto XVI. E’ il programma dei media, il Concilio virtuale che lei sta attuando, non quello dei “Padri”.

Il Santo Padre Benedetto XVI

“Vorrei adesso aggiungere ancora un terzo punto: c’era il Concilio dei Padri – il vero Concilio –, ma c’era anche il Concilio dei media. Era quasi un Concilio a sé, e il mondo ha percepito il Concilio tramite questi, tramite i media. Quindi il Concilio immediatamente efficiente arrivato al popolo, è stato quello dei media, non quello dei Padri. E mentre il Concilio dei Padri si realizzava all’interno della fede, era un Concilio della fede che cerca l’intellectus, che cerca di comprendersi e cerca di comprendere i segni di Dio in quel momento, che cerca di rispondere alla sfida di Dio in quel momento e di trovare nella Parola di Dio la parola per oggi e domani, mentre tutto il Concilio – come ho detto – si muoveva all’interno della fede, come fides quaerens intellectum, il Concilio dei giornalisti non si è realizzato, naturalmente, all’interno della fede, ma all’interno delle categorie dei media di oggi, cioè fuori dalla fede, con un’ermeneutica diversa. Era un’ermeneutica politica: per i media, il Concilio era una lotta politica, una lotta di potere tra diverse correnti nella Chiesa. Era ovvio che i media prendessero posizione per quella parte che a loro appariva quella più confacente con il loro mondo. C’erano quelli che cercavano la decentralizzazione della Chiesa, il potere per i Vescovi e poi, tramite la parola “Popolo di Dio”, il potere del popolo, dei laici. C’era questa triplice questione: il potere del Papa, poi trasferito al potere dei Vescovi e al potere di tutti, sovranità popolare. Naturalmente, per loro era questa la parte da approvare, da promulgare, da favorire. E così anche per la liturgia: non interessava la liturgia come atto della fede, ma come una cosa dove si fanno cose comprensibili, una cosa di attività della comunità, una cosa profana. E sappiamo che c’era una tendenza, che si fondava anche storicamente, a dire: La sacralità è una cosa pagana, eventualmente anche dell’Antico Testamento. Nel Nuovo vale solo che Cristo è morto fuori: cioè fuori dalle porte, cioè nel mondo profano. Sacralità quindi da terminare, profanità anche del culto: il culto non è culto, ma un atto dell’insieme, della partecipazione comune, e così anche partecipazione come attività. Queste traduzioni, banalizzazioni dell’idea del Concilio, sono state virulente nella prassi dell’applicazione della Riforma liturgica; esse erano nate in una visione del Concilio al di fuori della sua propria chiave, della fede. E così, anche nella questione della Scrittura: la Scrittura è un libro, storico, da trattare storicamente e nient’altro, e così via.

Sappiamo come questo Concilio dei media fosse accessibile a tutti. Quindi, questo era quello dominante, più efficiente, ed ha creato tante calamità, tanti problemi, realmente tante miserie: seminari chiusi, conventi chiusi, liturgia banalizzata … e il vero Concilio ha avuto difficoltà a concretizzarsi, a realizzarsi; il Concilio virtuale era più forte del Concilio reale. “

Papa Benedetto XVI, Incontro con i Parroci e il Clero di Roma



Caro Papa Francesco, la prima cosa, devastante, che salta all’occhio è questa: “seminari chiusi, conventi chiusi“. Da quando lei è papa sta ormai chiudendo tutto, si accorpano diocesi, si creano maxi-unità pastorali, addirittura si accorpano ordini religiosi. Le vocazioni sono prossime allo 0 ZERO!
Lei si chiede perchè, o non gliene interessa niente?

Caro Papa Francesco, nel suo programma c’è la “decentralizzazione della Chiesa“. E quindi lei applica quello che Benedetto XVI definì il Concilio virtuale, dei media.

Caro Papa Francesco, la “banalizzazione della Liturgia“, per quel che riguarda il suo pontificato è poi evidentissima. E anche qui, in campo liturgico, lei applica quello che Benedetto XVI definì il Concilio virtuale, dei media.

Che dire, c’è chi si accontenta.

C’è invece una parte della Chiesa che non si accontenta delle chiacchiere, ma si rifà ai documenti ufficiali (documenti che i magheggiatori che la attorniano fanno bene bene sparire dal sito ufficiale vaticano, come i Discorsi di San Giovanni Paolo II).

E quella parte della Chiesa, si opporrà, strenuamente: vogliamo risposte, serie, non chiacchiere virtuali!

Ormai abbiamo capito, lei è il “contro-Ratzinger” e il “contro-Wojtyła”; sta sistematicamente distruggendo e modificando tutto ciò che hanno fatto e detto i Suoi predecessori!

La parte che i suoi predecessori hanno schiacciato sotto il tallone DOTTRINALE, e che l’ha fatta eleggere, con lei al “Potere” si sta prendendo la sua rivincita demolendo la Chiesa!

Vedremo dove arriverete!

Benedetto XVI: “Il potere conferito da Cristo a Pietro e ai suoi successori è, in senso assoluto, un mandato per servire. La potestà di insegnare, nella Chiesa, comporta un impegno a servizio dell’obbedienza alla fede. Il Papa non è un sovrano assoluto, il cui pensare e volere sono legge. Al contrario: il ministero del Papa è garanzia dell’obbedienza verso Cristo e verso la Sua Parola. Egli non deve proclamare le proprie idee, bensì vincolare costantemente se stesso e la Chiesa all’obbedienza verso la Parola di Dio, di fronte a tutti i tentativi di adattamento e di annacquamento, come di fronte ad ogni opportunismo.

Benedetto XVI elezione

Il potere conferito da Cristo a Pietro e ai suoi successori è, in senso assoluto, un mandato per servire. La potestà di insegnare, nella Chiesa, comporta un impegno a servizio dell’obbedienza alla fede. Il Papa non è un sovrano assoluto, il cui pensare e volere sono legge. Al contrario: il ministero del Papa è garanzia dell’obbedienza verso Cristo e verso la Sua Parola. Egli non deve proclamare le proprie idee, bensì vincolare costantemente se stesso e la Chiesa all’obbedienza verso la Parola di Dio, di fronte a tutti i tentativi di adattamento e di annacquamento, come di fronte ad ogni opportunismo.

Benedetto XVI “Celebrazione Eucaristica e Insediamento sulla Cathedra Romana del Vescovo di Roma Benedetto XVI

Benedetto XVI stima Putin: “Si rende conto che l’uomo ha bisogno di Dio e ne è di certo intimamente toccato.”

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Come fu l’incontro con Putin ?

Interessante. Abbiamo parlato tedesco, lo conosce perfettamente. Non abbiamo fatto discorsi profondi, ma credo che egli – un uomo di potere – sia toccato dalla necessità della fede. E’ un realista. Vede che la Russia soffre per la distruzione della morale. Anche come patriota, come persona che vuole riportarla al ruolo di grande potenza, capisce che la distruzione del cristianesimo minaccia di distruggerla. Si rende conto che l’uomo ha bisogno di Dio e ne è di certo intimamente toccato. Anche adesso, quando ha consegnato al papa [Francesco]  l’icona, ha fatto prima il segno della croce e l’ha baciata…

Pagina 198 del libro


Dalla risposta data da Benedetto XVI a Seewald sembra emerga chiaro che il Papa Emerito nutra considerazione per il pensiero di Putin e stimi il suo comportamento cristiano anche nei gesti (ha fatto prima il segno della croce e l’ha baciata…).

Forse a qualcuno questa stima fa rodere il ….
SI SI. A certi brucia! E attaccano, martellano, demonizzano, associano impropriamente, marginalizzano, ghettizzano, criminalizzano

ma noi resisteremo comunque!

P.S. Di Obama invece Benedetto XVI dice: “Ha determinate idee che non possiamo condividere“.
Quali siano queste idee penso sia chiaro alle persone che ancora hanno senno
(e bisognerebbe chiarire come e da chi certe idee vengono oggi veicolate nella Chiesa Cattolica…).

P.S. 2 Leggetevi questo bellissimo e informatissimo articolo: Vatikan Pravda

Benedetto XVI – Ultime conversazioni : Profezie? “Tutto può essere (quindi anche le profezie della beata Emmerick sono possibili e credibili !?)

Lei conosce la profezia di Malachia, che nel medioevo compilò una lista di futuri pontefici prevedendo anche la fine del mondo, o almeno la fine della Chiesa. Secondo tale lista il papato terminerebbe con il suo pontificato E se lei fosse effettivamente l’ultimo a rappresentare la figura del papa come l’abbiamo conosciuto finora?

Tutto può essere. probabilmente questa profezia è nata nei circoli intorno a Filippo Neri. A quell’epoca i protestanti sostenevano che il papato fosse finito, e lui voleva solo dimostrare, con una lunga lista di papi, che invece non era cosi. Non per questo, però, si deve dedurre che finirà davvero. Piuttosto che la sua lista non era ancora abbastanza lunga!

Pagina 218 del libro


Quel “tutto può essere” pronunciato da Benedetto XVI, secondo me da alcuni non è stato analizzato bene, nella interezza della sua dirompente portata. Analizziamone il perchè.
Quello che ritengo importante nella risposta del papa emerito è quello che si evince, in merito alle Profezie,  dal pensiero di Benedetto XVI.
Tutto può essere”, cioè che le profezie o visioni su eventi futuri, attribuibili a santi e beati della Chiesa Cattolica, sono possibili e credibili. Sarebbe infatti assurdo pensare -e credere- che Benedetto XVI non tenga conto di quanto afferma San Paolo nella sua Prima lettera ai Tessalonicesi: “Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono.
E’ interessante notare un’altra cosa: la cosiddetta “Profezia di Malachia” che veniva attribuita a san Malachia, vescovo di Armagh vissuto nel XII secolo, è ritenuta negli ambienti storici moderni “un falso”, mentre in ambito religioso “fu messa in dubbio quasi subito da un libro del francescano François Carriere, … e venne rigettata anche dagli autorevoli padri bollandisti. Particolarmente approfondita fu la confutazione pubblicata nel 1689 dal gesuita Claude-François Ménestrier“.
Eppure papa Benedetto -che certamente non è a digiuno di notizie sulla profezia stessa- in barba alla interpretazioni ufficiali attribuisce la “Profezia di Malachia” ai “circoli intorno a Filippo Neri” e quindi come tale ritenendola ispirata dal santo stesso. Con questa operazione di attribuzione della “Profezia di Malachia” a san Filippo Neri egli ri-attribuisce possibilità e credibilità alla stessa, ritenendola solamente incompleta, “la sua lista non era ancora abbastanza lunga“, e questo a dispetto di certe interpretazioni che la supporrebbero solamente “un falso”.
Tutto può essere” quindi, secondo Benedetto, per quella che egli sembra ritenere una profezia nata nei circoli intorno a Filippo Neri in cui  “la sua lista non era ancora abbastanza lunga“.
Per analogia possiamo -e dobbiamo!?- pensare che allora Benedetto XVI certamente ritiene possibili e credibili le profezie-visioni della beata Anna Catharina Emmerick, religiosa e mistica tedesca beatificata da San Giovanni Paolo II il 3 ottobre 2004.
Le profezie-visioni della beata Emmerick sembrano molto verosimili rispetto a quanto avviene oggi nella Chiesa. In breve, c’è una visione di “due papi”, la protestantizzazione della Chiesa, la demolizione dall’interno e la tiepidezza dei sacerdoti e vescovi, il formarsi di due “fazioni” nella Chiesa, insomma, una certa apostasia. Potete leggere qui nel dettaglio le profezie-visioni della beata riguardo quanto detto sopra.

Alla fine del nostro ragionamento, che dire? Che probabilmente se ponessimo a Benedetto XVI la domanda:
Lei conosce le profezie-visioni della beata Anna Catharina Emmerick. Crede siano possibili?”

lui potrebbe rispondere con un netto: “Tutto può essere … ” .