Qualche parola a quelli che non aggiornano più, o che chiudono, i loro blog.

Qualche parola a quelli che non aggiornano più, o che chiudono, i loro blog.

Agli amici blogger, che non hanno più voglia, o tempo, di aggiornare più il loro blog, dico che un post di saluto (non dico di spiegazione perchè, se pur gradita, “non è “dovuta“; libertà innanzi tutto) mi farebbe assai piacere . Lasciare i lettori e gli iscritti senza nemmeno un saluto non voglio dire sia scortese, ma almeno in parte lede quel rapporto di amicizia, seppur virtuale, e di condivisione di interessi che si era instaurato. Basta un saluto, e capiremo che non volevate o potevate. E sarete inappuntabili!

Agli amici blogger che invece il blog lo chiudono, cancellano è il termine esatto, dico che questo, oltre a ledere quel rapporto di amicizia, seppur virtuale, e di condivisione di interessi che si era instaurato, sottrae alla fruizione di chi vi ha seguito tutto il materiale interessante che avete prodotto. 
Insomma un rinnegare se stessi, ma ancor peggio, un riprendersi ciò che era stato donato.
Perdonatemi, ma ritengo la seconda cosa assai “poco elegante”…

Questo penso e questo ho detto!

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Caro papa Francesco, per “educare un bambino” ci vuole innanzi tutto una famiglia, una mamma e un papà! Con tutto il rispetto per i “proverbi africani”, noi ci rifacciamo al Vangelo. N. S. Gesù Cristo è nato, ed è stato educato, in una famiglia, non in un villaggio! Innanzi tutto la FAMIGLIA! La famiglia -che è Chiesa domestica- Lei, con la complicità di certi cardinali, vescovi, preti e quanti altri laici, la state DISTRUGGENDO! Fermatevi, FERMATEVI!  

Caro papa Francesco, per “educare un bambino” ci vuole innanzi tutto una famiglia, una mamma e un papà!
Con tutto il rispetto per i “proverbi africani”, noi ci rifacciamo al Vangelo, alla Fede Cattolica!
N. S. Gesù Cristo è nato, ed è stato educato, in una famiglia, non in un villaggio! Innanzi tutto la FAMIGLIA!
La famiglia -che è Chiesa domestica- Lei, con la complicità di certi cardinali, vescovi, preti e quanti altri laici, la state DISTRUGGENDO! Fermatevi, FERMATEVI!

 

Erano lì con dei bastoni. Li facevano vedere ai vescovi e gridavano … come per dire: se non fate questo vi aspettano…”    Avete capito, ingenui? Ai Sinodi sulla Famiglia dovevamo aspettarli con i BASTONI in mano!

Ha detto il Papa sul volo di ritorno dal viaggio apostolico in Africa:
E quando nel Concilio di Efeso c’era la discussione sulla maternità divina di Maria, il popolo – questo è storico – era all’entrata della cattedrale quando i vescovi entravano per fare il concilio. Erano lì con dei bastoni. Li facevano vedere ai vescovi e gridavano “Madre di Dio! Madre di Dio!”, come per dire: se non fate questo vi aspettano… Il popolo di Dio sempre aggiusta e aiuta.

Capito ingenui? Ai Sinodi sulla Famiglia dovevamo aspettarli con i BASTONI in mano!

11 Settembre, anniversario della Battaglia di Vienna. Grazie al re polacco Giovanni III Sobieski, al Beato Marco d’Aviano e a tutti i valorosi soldati che combatterono e vinsero, l’Europa rimase cristiana! Papa Innocenzo XI, per ringraziare Maria Santissima della vittoria contro i turchi, proclamò la festa del Santissimo Nome di Maria il 12 settembre.

11 Settembre, anniversario della Battaglia di Vienna. Grazie al re polacco Giovanni III Sobieski, al Beato Marco d’Aviano e a tutti i valorosi soldati che combatterono e vinsero, l’Europa rimase cristiana! Papa Innocenzo XI, per ringraziare Maria Santissima della vittoria contro i turchi, proclamò la festa del Santissimo Nome di Maria il 12 settembre.

Benedetto XVI: “Nelle reazioni al mio contributo Dio non appare affatto!”

«Nella maggior parte delle reazioni al mio contributo Dio non appare affatto, e perciò non viene affrontato proprio ciò che volevo sottolineare come il punto chiave della questione». Questa la risposta di Benedetto XVI alle critiche mosse alla sua riflessione sull’emergenza abusi sessuali del clero e sulla crisi della fede.

Poche, chiarissime parole pubblicate da Herder Korrespondenz, la stessa rivista che nul numero di luglio ospitò un lungo articolo (La vera sofferenza cattolica nel 1968) di Birgit Aschmann, docente di Storia europea del XIX secolo all’Università Humboldt di Berlino, contributo che, scrive Ratzinger, «nonostante la sua unilateralità può ispirare ulteriori riflessioni, ma come risposta alla mia pubblicazione sul Clergy Paper on the Abuse Crisis (n. 4/2019, 75-81) è tuttavia insufficiente e tipico del deficit generale nella ricezione del mio testo».

Nel dettaglio, Benedetto XVI, ripreso da Angela Ambrogetti su Aci Stampa, scrive: «Mi sembra che nelle quattro pagine dell’articolo della signora Aschmann non appaia la parola Dio, che ho posto al centro della questione. Ho scritto: “Un mondo senza Dio può essere solo un mondo senza significato” (78). “La società occidentale è una società in cui Dio è assente dal pubblico e non ha altro da dire. Ed è per questo che è una società in cui la misura dell’umanità si perde sempre più” (79). Per quanto posso vedere – conclude il Papa emerito – nella maggior parte delle reazioni al mio contributo Dio non appare affatto, e perciò non viene affrontato proprio quello che volevo sottolineare come il punto chiave della questione. Il fatto che il contributo di Aschmann, proprio come la maggior parte delle reazioni di cui sono venuto a conoscenza, trascuri il passaggio centrale della mia argomentazione mi mostra la gravità di una situazione in cui la parola Dio sembra spesso emarginata nella teologia».

Ora è chiaro che la riflessione di Benedetto XVI, pur affidata a poche righe, ha enormi implicazioni, che riguardano non solo il modo in cui il Vaticano ha deciso di trattare la questione degli abusi, ma la teologia odierna e la generale, drammatica crisi della fede.

Dal blog del giornalista Aldo Maria Valli.