Ricette e cibi quaresimali. “Pane all’acqua pazza”.

Questa è una ricetta “povera” dei tempi andati, che può benissimo essere adattata come cibo quaresimale a carattere penitenziale sia nei giorni di digiuno che in quelli di astinenza.

Esecuzione: mettete in un pentolino dell’acqua e aggiungete un poco di peperoncino, dell’aglio, e portate ad ebollizione. Lasciate bollire per pochi minuti. Nel frattempo tagliate del pane raffermo a tocchetti abbastanza spessi e sistematelo in un piatto fondo. Versatevi sopra l’acqua  -quanto basta per ammorbidire il pane- e condite con un giro d’olio, aggiungendo se vi piace, un pizzico di origano.


Affinché tutti i fedeli però siano uniti in una celebrazione comune della penitenza, la Sede Apostolica intende fissare alcuni giorni e tempi penitenziali (63), scelti tra quelli che, nel corso dell’anno liturgico, sono più vicini al Mistero Pasquale di Cristo (64) o vengano richiesti da particolari bisogni della comunità ecclesiale (65). Perciò si dichiara e si stabilisce quanto segue:
I. § 1. Per legge divina tutti i fedeli sono tenuti a far penitenza.
§ 2. Le prescrizioni della legge ecclesiastica, circa la penitenza, vengono totalmente riordinate secondo le seguenti nonne.
II. § 1. Il tempo di Quaresima conserva il suo carattere penitenziale.
§ 2. I giorni di penitenza, da osservarsi obbligatoriamente in tutta la Chiesa, sono tutti i venerdì dell’anno e il mercoledì delle Ceneri o il primo giorno della Grande Quaresima, secondo i riti; la loro sostanziale osservanza obbliga gravemente.
§ 3. Salve le facoltà di cui ai nn. VI e VIII, circa il modo di ottemperare al precetto della penitenza in detti giorni, l’astinenza si osserverà in tutti i venerdì che non cadono in feste di precetto, mentre l’astinenza e il digiuno si osserveranno nel mercoledì delle Ceneri, o – secondo la diversità dei riti – nel primo giorno della Grande Quaresima, e nel venerdì della Passione e Morte di Gesù Cristo.
III. § 1. La legge dell’astinenza proibisce l’uso delle carni, non però l’uso delle uova, dei latticini e di qualsiasi condimento anche di grasso di animale.
§ 2. La legge del digiuno obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po’ di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate.

IV. Alla legge dell’astinenza sono tenuti coloro che hanno compiuto i quattordici anni; alla legge del digiuno invece sono obbligati tutti i fedeli dai ventun anni compiuti ai sessanta incominciati. Per quanto riguarda, poi, coloro che sono di età inferiore, i pastori d’anime ed i genitori cerchino con particolare cura di formarli secondo un autentico spirito di penitenza.

Costituzione Apostolica Paenitemini

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