Spiagge specchio dei tempi: pochissimi i bambini. Il restante (dis)umanità varia marchiata come bestie e col capo chino sul telefonino.

Le spiagge ormai sono un luogo deprimente. Negli anni settanta e nei primi anni ottanta era un correre di bambini intenti a grandi lavori di costruzione di castelli e scavi di fossati. E di genitori sorridenti a guardare giocare i bambini.
Oggi su novanta e passa ombrelloni, di bambini ne ho contati 13.
Il restante era (dis)umanità varia marchiata come bestie e col capo chino sul telefonino.

P.S. E io frequento spiagge che, se vorremmo definirle in modo classista, sono spiagge “popolari”, dove ci va proprio il popolo…

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