Bergoglio: “Il Concilio ci ha detto ...”. Santità, lei sta attuando quello che Benedetto XVI defini il “Concilio dei media”. Eccone la prova nelle parole di Benedetto XVI. E’ il programma dei media, il Concilio virtuale che lei sta attuando, non quello dei “Padri”.

Il Santo Padre Benedetto XVI

“Vorrei adesso aggiungere ancora un terzo punto: c’era il Concilio dei Padri – il vero Concilio –, ma c’era anche il Concilio dei media. Era quasi un Concilio a sé, e il mondo ha percepito il Concilio tramite questi, tramite i media. Quindi il Concilio immediatamente efficiente arrivato al popolo, è stato quello dei media, non quello dei Padri. E mentre il Concilio dei Padri si realizzava all’interno della fede, era un Concilio della fede che cerca l’intellectus, che cerca di comprendersi e cerca di comprendere i segni di Dio in quel momento, che cerca di rispondere alla sfida di Dio in quel momento e di trovare nella Parola di Dio la parola per oggi e domani, mentre tutto il Concilio – come ho detto – si muoveva all’interno della fede, come fides quaerens intellectum, il Concilio dei giornalisti non si è realizzato, naturalmente, all’interno della fede, ma all’interno delle categorie dei media di oggi, cioè fuori dalla fede, con un’ermeneutica diversa. Era un’ermeneutica politica: per i media, il Concilio era una lotta politica, una lotta di potere tra diverse correnti nella Chiesa. Era ovvio che i media prendessero posizione per quella parte che a loro appariva quella più confacente con il loro mondo. C’erano quelli che cercavano la decentralizzazione della Chiesa, il potere per i Vescovi e poi, tramite la parola “Popolo di Dio”, il potere del popolo, dei laici. C’era questa triplice questione: il potere del Papa, poi trasferito al potere dei Vescovi e al potere di tutti, sovranità popolare. Naturalmente, per loro era questa la parte da approvare, da promulgare, da favorire. E così anche per la liturgia: non interessava la liturgia come atto della fede, ma come una cosa dove si fanno cose comprensibili, una cosa di attività della comunità, una cosa profana. E sappiamo che c’era una tendenza, che si fondava anche storicamente, a dire: La sacralità è una cosa pagana, eventualmente anche dell’Antico Testamento. Nel Nuovo vale solo che Cristo è morto fuori: cioè fuori dalle porte, cioè nel mondo profano. Sacralità quindi da terminare, profanità anche del culto: il culto non è culto, ma un atto dell’insieme, della partecipazione comune, e così anche partecipazione come attività. Queste traduzioni, banalizzazioni dell’idea del Concilio, sono state virulente nella prassi dell’applicazione della Riforma liturgica; esse erano nate in una visione del Concilio al di fuori della sua propria chiave, della fede. E così, anche nella questione della Scrittura: la Scrittura è un libro, storico, da trattare storicamente e nient’altro, e così via.

Sappiamo come questo Concilio dei media fosse accessibile a tutti. Quindi, questo era quello dominante, più efficiente, ed ha creato tante calamità, tanti problemi, realmente tante miserie: seminari chiusi, conventi chiusi, liturgia banalizzata … e il vero Concilio ha avuto difficoltà a concretizzarsi, a realizzarsi; il Concilio virtuale era più forte del Concilio reale. “

Papa Benedetto XVI, Incontro con i Parroci e il Clero di Roma



Caro Papa Francesco, la prima cosa, devastante, che salta all’occhio è questa: “seminari chiusi, conventi chiusi“. Da quando lei è papa sta ormai chiudendo tutto, si accorpano diocesi, si creano maxi-unità pastorali, addirittura si accorpano ordini religiosi. Le vocazioni sono prossime allo 0 ZERO!
Lei si chiede perchè, o non gliene interessa niente?

Caro Papa Francesco, nel suo programma c’è la “decentralizzazione della Chiesa“. E quindi lei applica quello che Benedetto XVI definì il Concilio virtuale, dei media.

Caro Papa Francesco, la “banalizzazione della Liturgia“, per quel che riguarda il suo pontificato è poi evidentissima. E anche qui, in campo liturgico, lei applica quello che Benedetto XVI definì il Concilio virtuale, dei media.

Che dire, c’è chi si accontenta.

C’è invece una parte della Chiesa che non si accontenta delle chiacchiere, ma si rifà ai documenti ufficiali (documenti che i magheggiatori che la attorniano fanno bene bene sparire dal sito ufficiale vaticano, come i Discorsi di San Giovanni Paolo II).

E quella parte della Chiesa, si opporrà, strenuamente: vogliamo risposte, serie, non chiacchiere virtuali!

Ormai abbiamo capito, lei è il “contro-Ratzinger” e il “contro-Wojtyła”; sta sistematicamente distruggendo e modificando tutto ciò che hanno fatto e detto i Suoi predecessori!

La parte che i suoi predecessori hanno schiacciato sotto il tallone DOTTRINALE, e che l’ha fatta eleggere, con lei al “Potere” si sta prendendo la sua rivincita demolendo la Chiesa!

Vedremo dove arriverete!

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