La fervida Preghiera di Padre Smith davanti al Tabernacolo.

Rimase invece a pregare davanti al Tabernacolo, le cui tendine pendevano bianche e immobili nell’aria tiepida della sera.

O mio Dio“, pregò, “fa’ che da questa guerra esca qualcosa di buono; rendi gli uomini coraggiosi nel tuo servizio come lo sono nel servizio della patria; rendi le donne più modeste ma non meno belle; modella la loro verginità su quella della tua Santa Madre e poni i loro piedi nelle orme di lei; calma i giovani onde possano contemplarti; benedici e moltiplica i sacerdoti e i poeti; sradica dai nostri cuori la vanagloria e l’amore del proprio comodo e del piacere; confondi la ricchezza e distruggi la politica; e manda giù la tua grazia a fiumi“.

Quando ebbe pregato cosi, si senti più contento. Poi pregò per il vecchio marinaio che aveva confessato sul letto di morte nel 1908, per il caso che fosse ancora in Purgatorio. Poi pregò per se stesso, che non avesse a scambiare la cattiveria altrui per un riflesso della propria virtù. In lontananza i cannoni sembravano montagne che rotolassero, e il Padre Smith pregò per tutti coloro che forse in quel momento morivano.

Da: “Tutta la gloria nel profondo. Il mondo, la carne e Padre Smith”  di  Bruce Marshall

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