“Fratello, ti “spezzo” le gambe con cui potresti andare a profanare sacrilegamente la Santa Eucaristia che ti ho dato in mano, quindi assumila subito, prima che per sacro zelo io commetta questo peccato per non fartene compiere a te uno peggiore”. La storia che mi ha raccontato un anziano Signore.

Eucaristia Eucharist

In treno ero seduto accanto ad un mio amico e parlavamo della Santa Eucaristia quando un signore molto anziano, che sedeva di fronte a noi, è intervenuto e ci ha raccontato la seguente storia che riporto tra le virgolette:

Molti anni fa, mi recai in una chiesa per la Santa Messa.
Giunto il momento mi recai a ricevere l’Eucaristia che, come sempre da un paio di anni addietro, ricevetti sulla mano. Mi stavo girando per andare via, e assumerla nel contempo, come facevo sempre, quando il sacerdote che me l’aveva distribuita -un omone dal fisico imponente e dal naso schiacciato come quello di un pugile- mettendomi la mano sulla spalla fermandomi mi disse sereno, con aria bonaria ma decisa:

Fratello, ti “spezzo” le gambe con cui potresti andare a profanare sacrilegamente la Santa Eucaristia che ti ho dato in mano, quindi assumila subito, prima che per zelo io commetta questo peccato, per non fartene magari compiere a te uno peggiore“.

Rimasi allibito dalle parole minacciose di quel sacerdote che, per quanto sorridente e bonario, le aveva pronunciate con fare deciso e con una ardente luce negli occhi, e feci immediatamente come mi disse. Decisi che al temine della Messa mi sarei recato a cantargliene quattro di santa ragione, non è questo il modo di trattare” i fedeli . Cosi al termine della Messa, scioltasi l’assemblea, mi recai in Sacrestia con il proposito di cantargliele davvero.
Il sacerdote appena mi vide mi corse incontro e si inginocchiò dinanzi a me prendendomi le mani, chinò la testa e poi la rialzò guardandomi fisso in volto -e nel mentre io rimasi allibito e imbarazzatissimo e non riuscivo nè a muovermi nè a parlare, dimentico del tutto dei miei propositi- e mi disse:

perdonami fratello per quello che ho minacciato di farti.
Vedi fratello, l’amore e la riverenza che nutro per la Santissima Eucaristia, e che tutti dovrebbero nutrire, la coscienza di ciò che Essa realmente è, prima ancora che il buon senso e le norme, impone che essa sia assunta subito innanzi al sacerdote, per evitare che qualche male intenzionato portandola via possa compiere una profanazione del Santissimo Corpo e Sangue del Signore. Io amo talmente tanto l’Eucaristia, in cui è contenuto veramente, realmente, sostanzialmente il Corpo e il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo, con l’anima e la divinità e, quindi, il Cristo tutto intero, che sarei capace di peccare io pur di non permettere che Egli sia profanato, e nè che un uomo possa macchiarsi di tal grave peccato“Non è questo il modo di trattare” il Corpo e il Sangue del Signore!
Ti prego, perdonami, l’ho fatto per amore.

L’attimo di sbigottimento mi passò, tirai verso di me il sacerdote che si alzò, e lo abbracciai forte con le lacrime agli occhi per la grande lezione d’amore e d’umiltà che mi aveva dato. Non ebbi il coraggio di proferire una sola parola e andai via, accompagnato dalla benedizione del sacerdote.
Rimasi sommamente edificato da quella lezione d’amore verso l’Eucaristia che ricevetti da quell’umile sacerdote, disposto a compiere lui peccato, pur di non avere il timore che io potessi compierne uno più grave; mi ricordai di quando ero bambino e ricevevo  la Comunione in ginocchio e sulla Lingua con grande riverenza e amore. E mi ricordai del santo parroco che mi aveva insegnato il Catechismo che aveva insistito in ogni occasione opportuna ed importuna insegnandomi quella santa riverenza e amore verso il Corpo del Signore  che sempre bisogna avere e mai trascurare.

Da allora ripresi a ricevere la Santa Comunione sulla lingua come avevo sempre fatto fino a pochi anni prima, abbandonando la consuetudine di riceverla sulla mano e farla – “piroettando” – mentre mi giravo per tornare al mio posto. E cosi consiglio sempre di fare a tutti.
A volte certe parole possono sembrare “dure“, ma in realtà sono parole piene d’amore.

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