Più leggo in questi giorni sui giornali le esternazioni di certi uomini di Chiesa e più credo alle profetiche parole di Ratzinger: “Quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche renderci conto di lui! Quante volte la sua Parola viene distorta e abusata! Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote!”

Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote

Più leggo in questi giorni sui giornali le esternazioni di certi uomini di Chiesa e più credo alle profetiche parole di Ratzinger pronunciate durante la Via Crucis del 2005, poco prima della Sua elezione a Papa:
Quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche renderci conto di lui! Quante volte la sua Parola viene distorta e abusata! Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote!

Ad alcuni personaggi della Chiesa attuale -che capeggiano, purtroppo, vasti settori di consenso tra cardinali, vescovi e larga maggioranza di preti; e soprattutto riscuotono larghissimo consenso tra laici sedicenti cattolici, atei interessati e sui mass-media laicisti- sembra si attagli perfettamente la profezia-denuncia dell’allora Cardinal Ratzinger, oggi Papa Emerito Benedetto XVI.
Autocelebrazione di se stessi; teorie vuote di ogni fondamento cattolico, patristico e scritturistico, cosi come legato alla bimillenaria Tradizione della Chiesa, insomma che mostrano “poca fede“, sostenute e portate avanti con un profluvio immane di parole, parole vuote di ogni senso e significato cattolico.
Il tutto nascondendosi dietro una parola che si sta distorcendo e abusando, parola che per avere un senso veramente cattolico non può essere disgiunta dalla parola “giustizia“.
Parole, parole vuote, teorie di poca fede e autocelebrazione di se stessi. A questo si sta riducendo la Chiesa, che sembra aver perso il senso dell’orientamento e buttato alle ortiche tutti i capisaldi dei pontificati precedenti.
Ecco, chiedo:
Il tema del “relativismo imperante” strenuamente combattuto da San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, che fine ha fatto?
Il tema Liturgico (Legem credendi lex statuat supplicandi) tanto caro a Benedetto XVI che fine ha fatto?
Il tema “antropologico” che tanto ha visto impegnati San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI che fine ha fatto?
Tema “antropologico” che è vastissimo, basti pensare a:
Si approva l’eutanasia dei bambini in Belgio e … silenzio!
Sui “matrimoni omosessuali” … silenzio!
Sulla fecondazione eterologa… silenzio!
In argentina un prete “benedice” coppie omosessuali e… silenzio!
Sulle adozioni concesse a lgbt… silenzio!
Eppure il 6 giugno 2005 Benedetto XVI cosi si era espresso: “Le varie forme odierne di dissoluzione del matrimonio, come le unioni libere e il “matrimonio di prova”, fino allo pseudo-matrimonio tra persone dello stesso sesso, sono invece espressioni di una libertà anarchica, che si fa passare a torto per vera liberazione dell’uomo. Una tale pseudo-libertà si fonda su una banalizzazione del corpo, che inevitabilmente include la banalizzazione dell’uomo. Proprio da qui diventa del tutto chiaro quanto sia contrario all’amore umano, alla vocazione profonda dell’uomo e della donna, chiudere sistematicamente la propria unione al dono della vita, e ancora più sopprimere o manomettere la vita che nasce.”
E su tale tema l’indomito leone polacco, San Giovanni Paolo II, ha tuonato e alzato la voce più e più volte (e permettetemi la considerazione da sibilla cumana, sulla “Eutanasia dei bambini”, Giovanni Paolo II avrebbe fatto il “diavolo a quattro“, avrebbe scatenato una battaglia epocale chiamando a raccolta i migliori uomini e le migliori menti, e l’avrebbe continuata fino a quando non l’avesse vinta…).

Che ne è di tutto questo? Tutto abbandonato, svenduto? per andare dietro a cosa? Parole, parole, parole, parole che hanno tutto di umano e niente della Parola Divina.

Non sento mai citare un santo, una vita dei santi, un aneddoto di un solo santo, non un solo suo motto!
E il nome di Gesù, il Signore, chi lo sente mai nominare in tutti questi discorsi e chiacchiere?
E una citazione del Vangelo, dico una, solo una? Se la si fa, la si fa a “sproposito“.

Io non mi sono ancora bevuto il cervello! E, scusate la presunzione, ritengo di avere ancora intatto il mio sensus fidelium, cosi come ritengo di avere ancora intatta la Fede che ho ricevuto!
E non sarà il fatto che qualcuno che porta una talare, di qualsiasi colore essa sia, mi venga a predicare tutto questo a farmi cambiare la mia Fede, quella che ho “ricevuto“.
Perchè può venire da me anche un angelo, ma se mi predica un Vangelo diverso io non gli crederò!

Il destino comunque è, purtroppo, tracciato. Perderemo un paio di anni dietro a strane teorie, a parole vuote, mentre i temi caldi e importanti sono stati buttati alle ortiche!

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