San Giovanni Climaco: “E quando il pensiero ti spinge a giudicare o a condannare il tuo superiore, allontanatene come da un atto di fornicazione, e non offrire assolutamente a questa serpe libertà d’azione, nè luogo, nè adito, nè possibilita.”


9 E quando il pensiero ti spinge a giudicare o a condannare il tuo superiore, allontanatene come da un atto di fornicazione, e non offrire assolutamente a questa serpe libertà d’azione, nè luogo, nè adito, nè possibilita.
Contro il serpente grida così: <<Oh ingannatore! Non sono io che devo giudicare il mio superiore, ma è lui che deve giudicare me; non sono io il suo giudice, ma lui il mio>>.
10 I Padri fissano come arma la salmodia, come muro la preghiera, come lavacro le lacrime pure, e hanno giudicato la santa obbedienza come una confessione di fede, senza la quale nessuno, soggetto alle passioni, vedrà il Signore.
11 Chi vive sottomesso pronuncia il giudizio contro se stesso: infatti, se obbedisce in tutto in nome del Signore, se anche non sembra farlo perfettamente, si è liberato del suo stesso giudizio, ma se compie la sua volontà in qualche circostanza, anche se sembra obbedire, porta egli stesso il fardello.

Da “La scala del Paradiso” di San Giovanni Climaco.

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