Visitazione della Beata Vergine Maria

La Visitazione della Beata Vergine Maria è una festa liturgica che si celebra il 31 maggio. Essa ricorda la visita che Maria fece a Elisabetta, sua parente, subito dopo avere ricevuto l’annuncio che sarebbe diventata Madre del Messia per opera dello Spirito Santo. Celebrata dai frati minori fin dal 1263, l’istituzione di tale festa è dovuta all’Ordine francescano.

Narrazione evangelica

L’evento è narrato dal solo Vangelo di Luca (1,39-56) e non ha paralleli né richiami in altri passi neotestamentari.

Nell’Annunciazione (Lc 1,26-38) Dio chiese per mezzo dell’arcangelo Gabriele la disponibilità di Maria a generare un figlio, il Cristo; all’obiezione di Maria (“non conosco uomo[1]) l’angelo spiegò che la concezione sarebbe stata frutto dello Spirito Santo che sarebbe sceso su di lei, e indicò a Maria come segno la maternità di sua cugina Elisabetta, già al sesto mese di gravidanza, nonostante la sua sterilità e anzianità (Lc 1,36-37).

Il Vangelo secondo Luca racconta quindi che Maria si recò “in fretta” da Nazaret in Galilea a trovare Elisabetta in Giudea (Lc 1,39-45.56).

Quando Maria giunse nella casa di Zaccaria, Elisabetta percepì di trovarsi di fronte alla donna che portava in grembo il Cristo, ed espresse un cantico di lode, oggetto del quale è la credente Maria e il figlio che ella portava in seno (Lc 1,42). Inoltre si rivolse a Maria chiamandola con l’appellativo pasquale di madre del mio Signore (Lc 1,43), e proclamò beata Maria per aver creduto alle parole del Signore (Lc 1,45).

Maria espresse il ringraziamento a Dio attraverso il Magnificat, denso di reminiscenze dell’Antico Testamento.

Narra quindi Luca che Maria rimase con Elisabetta circa tre mesi, cioè fino alla nascita di Giovanni.

Storicità

La storicità della visitazione, come anche degli eventi relativi alla nascita del Battista e della sua parentela con Gesù, è attualmente discussa. A favore dell’autenticità si può notare come Lc, il medico ellenista della diaspora, mostri una altrimenti inspiegabile correttezza nella descrizione dei costumi sacerdotali, mentre altrove (per la Presentazione di Gesù, 2,22-24) si mostra comprensibilmente confuso. Di contro, a favore di una elaborazione leggendaria, tardiva e successiva giocano il tenore miracolistico del racconto della nascita, la somiglianza col racconto dell’altrettanto miracoloso concepimento di Samuele da parte di Anna (1Sam 1) e dello stesso Gesù, e il fatto che la parentela tra Maria ed Elisabetta (l’apax 1,36), e dunque Gesù e Battista (che però appare in contrasto con Gv 1,33), può essere derivata dalla necessità di collegare ante facto il movimento battista a quello cristiano. La devozione e la tradizione cristiana non hanno dubitato della storicità degli eventi (v. p.es. Catechismo di Pio X, 1905;[2] Ricciotti, 1941[3]). Gli studiosi contemporanei, anche cattolici, sono più prudenti (v. p.es. Brown, 1976;[4] Meier, 1994[5]). La questione è comunque ininfluente alla fede cristiana.[6]

Non viene presentato il luogo della loro dimora di Elisabetta se non con la generica indicazione di “una città di Giuda” (1,39), dalla successiva tradizione cristiana identificata con Ain Karem (o Ein Kerem),[7] che all’epoca distava circa 8 km da Gerusalemme e attualmente ne è un quartiere.

Storia della festività

Celebrata dai frati minori fin dal 1263, l’istituzione di tale festa è dovuta all’Ordine francescano.

Fu poi papa Urbano VI ad estendere la festa a tutta la Chiesa latina nel 1389, mentre il sinodo di Basilea, nella sessione del 10 luglio 1441, confermò la festività della Visitazione, dapprima non accettata dagli Stati che parteggiavano per l’antipapa.

In accordo con quanto descritto da Luca, in cui si narra che Maria rimase da Elisabetta fino alla nascita di Giovanni Battista, e presumendo un’attesa di altri otto giorni per il rito dell’imposizione del nome, la festa veniva originariamente celebrata il 2 luglio, cioè al termine della visita di Maria. Tuttavia il calendario liturgico ha successivamente abbandonato la data tradizionale, fissando la festività all’ultimo giorno di maggio, dove conclude solennemente l’itinerario devozionale del mese mariano.

Nell’arte

La Visitazione della Beata Vergine Maria è rappresentata in una delle Cappelle del Sacro Monte di Varallo e in molti altri luoghi.

Fonte: Cathopedia

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