Annunciazione del Signore

(Se il 25 marzo è Domenica, si celebra il 26. Negli anni poi in cui tale data cade in Settimana Santa o nell’Ottava di Pasqua, la solennità viene spostata in avanti al lunedì della II settimana di Pasqua.)

Martirologio Romano: Solennità dell’Annunciazione del Signore, quando nella città di Nazareth l’angelo del Signore diede l’annuncio a Maria: «Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo», e Maria rispondendo disse: «Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola». E così, compiutasi la pienezza dei tempi, Colui che era prima dei secoli, l’Unigenito Figlio di Dio, per noi uomini e per la nostra salvezza si incarnò nel seno di Maria Vergine per opera dello Spirito Santo e si è fatto uomo.

L’Annunciazione a Maria è l’annuncio fatto a Maria dall’Angelo Gabriele e narrato in Vangelo di Luca 1,26-38, all’interno del cosidetto Vangelo dell’infanzia di Luca (1,5-2,52). Il contenuto dell’annuncio è la nascita di Gesù, che “sarà chiamato santo e figlio di Dio” (Lc 1,32).

 

Per genere letterario e valore storico la narrazione dell’infanzia di Gesù si differenzia dal resto del Vangelo: il suo intento è prettamente teologico.

Il racconto affonda le radici nell’Antico Testamento e richiama i racconti di vocazione e le nascite prodigiose in esso narrate. Le parole dell’Angelo a Maria sono infatti un intreccio di riferimenti all’Antico Testamento.

Nel Nuovo Testamento il termine “annuncio” indica un’azione speciale e precisa: far conoscere le opere di Dio e comunicare la sua volontà di salvezza. È un messaggio che tocca l’esistenza di colui che l’accoglie e lo interpella nel profondo. Per tutto il Nuovo Testamento il termine “annuncio” consiste in primo luogo nella proclamazione del Vangelo che significa proprio “lieto annuncio”.

Con l’annuncio viene fatto sapere ad ogni uomo che Dio gli è vicino e opera per lui. La risposta di Maria all’Angelo, e la preghiera pronunciata in casa di Elisabetta, il Magnificat, sono la consapevole presa di coscienza di questo straordinario operare di Dio.

 

  Lc 1,26-38
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.
   
 
+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Parola del Signore

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