La scala del Paradiso: “Chi chiede a Dio meno di quanto merita, riceverà certo più di quanto sia degno”

Chi conosce sé stesso con finissima sensibilità del cuore, getta un seme in terra; ma quelli che non seminarono così, non possono vedere fiorire l’umiltà. Chi conosce sé stesso ottiene di avere nell’animo il timore del Signore; e chi avanza puntellandosi su questo sentimento varcherà la porta dell’amore.

Contrizione, conoscenza di sé e umiltà son tre cose differenti. La contrizione è generata da una caduta. Chi cade si spezza e prega senza fiducia filiale, ma con lodevole impudenza; depresso com’è, si appoggia al bastone della speranza e se ne serve per scacciare il cane della disperazione.

La conoscenza di sé è lucidità dei propri limiti e ricordo spietato delle proprie minime pecche.

L’umiltà è la dottrina spirituale di Cristo, dottrina che viene ad unirsi spiritualmente e in segreto nel cuore di quelli che ne furono giudicati degni; è dottrina che le parole umane non possono esprimere. Chi chiede a Dio meno di quanto merita, riceverà certo più di quanto sia degno. Lo dimostra l’esempio del pubblicano. Chiedeva il perdono e ricevette la giustificazione. E il ladrone chiedeva soltanto al Signore che si ricordasse di lui nel suo Regno ma ricevette in eredità il paradiso intero.

 Dalla “Scala del Paradiso” di san Giovanni Climaco.

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