Dialogo tra San Francesco e San Domenico

Dal dialogo dell’incontro di S. Francesco e S. Domenico di Guzman avvenuto a Roma nel 1220 sull’Aventino:

S. Domenico: Io vengo dalla Spagna. Ho studiato fino dalla mia infanzia: l’università di Salamanca mi ha scoperto le verità profonde della teologia e la bellezza della scienza, sorella della fede. Ho passato dieci anni tra gli eretici pessimi di Provenza, ho conosciuto i mali dell’errore, il pericolo del sapere senza Dio. Sono stato accanto a Simone di Monfort come il sacerdote accanto al cavaliere, ho combattuto con la parola del Vangelo prima che i soldati combattessero con la spada, ho pregato e digiunato mentre ardeva la battaglia inevitabile. Dalla conoscenza degli eretici ho imparato che i mali del secolo derivano dalla superbia e dall’intelletto che è cecità e schiavitù; solo la verità ci farà liberi. Che puoi dirmi di te fratello?

S. Francesco: Io fuì mercante, uomo di mondo e peccatore: poco studiai e poco lessi se non i libri mastri del fondaco, e canzoni e ballate ed altre vanità, finchè il Signore misericordioso mi tocco il cuore, mi dette a leggere la croce. Io non conobbi eretici, conobbi lebbrosi. E poi che il Signore mi affidò i frati, nessuno mi mostrava che cosa dovessi fare, ma l’Altissimo stesso mi rivelò che dovevo vivere a norma del santo Vangelo

S. Domenico: Anche i miei frati vivono a norma del santo Vangelo e pregano e studiano per combattere l’astuzia del mondo

S. Francesco:  I miei sono idioti ed illetterati e non hanno altro libro se non il Crocefisso

S. Domenico: I miei non devono possedere nulla se non il chiostro comune e la cella che oggi è loro e domani non più

S. Francesco:  I miei non hanno dove posare il capo, e la loro cella è il mio cuore

S. Domenico: Fratello mio semplicissimo, come una comunità può reggersi senza avere cura e sollecitudine delle cose necessarie al corpo?

S. Francesco: O padre Domenico, il Signore mi ha rivelato che se noi abbracceremo bene stretta la santa Povertà, il mondo ci verrà dietro e ci nutrira copiosamente, perchè Iddio ha posto questo patto tra noi e il mondo, che noi diamo al mondo il buon esempio, e Dio ci provveda nelle nostre necessità

S. Domenico: Anche noi siamo poveri: non siamo che i cani del Signore e con la fiaccola accesa della fede, portiamo terrore e dispersione nel branco dei lupi eretici

S. Francesco: Noi siamo i giullari di Dio e vogliamo tenerlo allegro con le nostre laudi, col nostro viso lieto contro le tribolazioni, e sì vogliamo fare intendere che servire Dio è regnare e che servirlo bisogna ma in LETIZIA

S. Domenico: Noi percuotiamo gli sterpi eretici ed estirpiamo le erbacce che avvelenano

S. Francesco: Noi valore non abbiamo per stroncare ma per essere stroncati, e moriamo volentieri, perchè sè il seme non muore nella terra non porta frutto

S. Domenico: Dio è verità e dalla nostra ignoranza nasce il peccato

S. Francesco: Dio è Amore e dal nostro disamore nasce l’ignoranza

S. Domenico: Vorrei, o frate Francesco, che un solo Ordine divenisse il tuo e il mio, e che vivessimo nella Chiesa con norma uguale

S. Francesco: Noi siamo due ruote dello stesso carro e la mia è sempre minore.

2 thoughts on “Dialogo tra San Francesco e San Domenico

  1. Mi vedo camminare per mano alla mia sinistra con Francesco e alla mia destra con Domenico ricercò punti complementari di due spiritualità coetanee che mi chiamano..Cammino con loro nella sequela di Cristo..un viaggio emozionante e meraviglioso.

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